Decreto crescita: testo e novità

Il testo della legge di conversione del Decreto Crescitaè stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 29 giugno 2019. Facciamo il punto sulle novità previste e su cosa prevede la legge n. 58/2019.

Sono molte le novità contenute nel testo della legge di conversione del DL n. 34/2019, sia per le imprese che per le famiglie.

Il testo in pdf pubblicato in Gazzetta Ufficiale consente di analizzare tutte le novità contenute del Decreto Crescita 2019.

Il Decreto Crescita (il D.L. n. 34/2019) è stato notevolmente modificato nel passaggio in Parlamento, ma rispetto agli emendamenti già approvati alla Camera il Senato non ha apportato modifiche.

In ambito fiscale, tra le novità più importanti inserite nella legge di conversione vi è la proroga dei versamenti delle imposte sui redditi al 30 settembre 2019.

È inoltre ufficiale la nuova scadenza della dichiarazione dei redditi al 30 novembre già dal 2019 così come è ormai definitiva la riapertura della pace fiscale, con il saldo e stralcio e la rottamazione ter delle cartelle la cui scadenza viene fissata al 31 luglio.

C’è anche la moratoria delle sanzioni sullo scontrino elettronico nella legge di conversione del decreto n. 34/2019, e le modifiche alle regole sulla lotteria degli scontrini che premieranno i contribuenti che pagano con carte o bancomat.

Sono molte le novità approvate in via ufficiale con l’ok definitivo alla legge di conversione e tra queste sono state inserite nel testo del DL Crescita alcune norme in materia di semplificazione fiscale contenute nell’apposito progetto di legge Lega e M5S.

Novità che si legano alle ulteriori misure già previste dal testo del DL Crescita, tra cui l’apertura della rottamazione ter per le tasse locali, la riduzione strutturale dell’Ires che sostituirà la mini-Ires per investimenti ed assunzioni, fino alle novità sul regime forfettario e sull’obbligo di fatturazione elettronica per le imprese anche per le operazioni verso San Marino.

Ma in generale le disposizioni del decreto, che si presenta come uno strumento di accelerazione per l’economia, vanno lette con uno sguardo lucido: spesso, infatti, l’efficacia e l’ampiezza delle agevolazioni previste è mitigata dal complesso sistema che le regola. In altre parole, non sempre i benefici sono per tutti.

Facciamo di seguito il punto su cosa prevede il Decreto Crescita e quali sono le principali novità in arrivo dopo l’approvazione definitiva da parte del Senato della legge di conversione (testo di seguito in pdf da scaricare) pubblicata in GU del 29 giugno 2019

Decreto Crescita, le novità approvate nel testo in discussione alla Camera

Sono state “pescate” dal testo del PdL sulle semplificazioni fiscali molte delle novità approvate in Commissione alla Camera e rientrate nel testo del Decreto Crescita e che ora, con l’ok definitivo del Senato, diventano ufficialmente legge.

Tra gli emendamenti approvati, le novità che entrano nel Decreto Crescita 2019 sono le seguenti:

  • soppressione dell’obbligo di comunicazione della proroga del regime della cedolare secca e distribuzione gratuita dei modelli cartacei delle dichiarazioni;
  • imposta di bollo virtuale sulle fatture elettroniche con possibilità di integrazione da parte dell’Agenzia delle Entrate;
  • estensione alle tasse governative dei pagamenti mediante modello F24;
  • obbligo di invito al contraddittorio prima dell’avvio di procedimenti di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate;
  • scadenza della dichiarazione dei redditi dal 30 settembre al 30 novembre;
  • emissione della fattura elettronica entro 12 giorni a partire dal 1° luglio 2019;
  • possibilità di ravvedimento operoso parziale;
  • possibilità di sostituire l’invio delle Lipe del quarto trimestre con l’invio anticipato della dichiarazione IVA entro il 28 febbraio.

È inoltre prevista la riapertura dei termini per fare domanda di rottamazione ter e di saldo e stralcio delle cartelle: si avrà tempo fino al 31 luglio 2019.

Tra le novità inserite in extremis si segnala inoltre la proroga dei versamenti al 30 settembre per i soggetti che esercitano attività per le quali sono state approvate gli ISA.

Protagonista di una delle novità contenute nel testo della legge di conversione sono quindi le imposte sui redditi, con la proroga che si applicherà anche a minimi e forfettari

Parimenti, rientra nel DL Crescita anche la moratoria di sei mesi dalle sanzioni legate all’obbligo di scontrino elettronico, che partirà dal 1° luglio prossimo.

Le novità previste dal provvedimento sono suddivise in 51 articoli ed in IV Capi che affrontano le seguenti tematiche:

  • Misure fiscali per la crescita economica;
  • Misure per il rilancio degli investimenti privati;
  • Tutela del Made in Italy;
  • Ulteriori misure per la crescita.

Negli ultimi giorni sono state diverse le novità meritevoli di trattazione e tra le modifiche normative previste dal testo provvisorio del Decreto Crescita collegato al DEF 2019.

Particolarmente attesa la norma “correttiva” in merito al regime forfettario per le partite IVA con dipendenti, così come l’estensione della rottamazione ter anche alle tasse locali (bollo auto, multe, e IUC) ed il ripristino del super ammortamento per i beni strumentali.

Si tratta soltanto di alcuni degli interventi previsti dal Decreto Crescita, con importanti novità previste sul fronte fiscale, racchiuse del Capo I dello schema di testo messo attualmente a disposizione.

Decreto Crescita, le novità fiscali previste nello schema di testo

Il testo del Decreto Crescita, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile, estende notevolmente il numero di novità fiscali in arrivo per imprese, famiglie e professionisti.

Ad anticipare il contenuto del provvedimento ufficiale è stato il comunicato stampa pubblicato dal Governo dopo il primo Consiglio dei Ministri.

Il testo prevede, in particolare, sgravi e incentivi fiscali, disposizioni per il rilancio degli investimenti privati, norme per la tutela del made in Italy e ulteriori misure per la crescita.

In ambito fiscale, si introducono:

  • la maggiorazione dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi,
  • la revisione della mini-Ires nel senso della sua semplificazione,
  • la maggiorazione della deducibilità Imu dalle imposte sui redditi,
  • modifiche alla disciplina del patent box,
  • una nuova disciplina del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo e per il “rientro dei cervelli”,
  • modifiche al regime dei forfetari,
  • incentivi per la valorizzazione edilizia,
  • una rivisitazione del “sisma bonus”,
  • un nuovo regime fiscale per gli strumenti finanziari convertibili,
  • norme in materia di banche popolari,
  • modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico,
  • incentivi alle aggregazioni d’imprese,
  • una nuova disciplina per la vendita di beni tramite piattaforme digitali e fatturazione elettronica,
  • l’estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali,
  • il credito d’imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici da parte di distributori di carburante,
  • misure di sostegno allo sviluppo dell’attività dei liberi professionisti e per l’assunzione di personale nelle regioni a statuto ordinario e nei comuni,
  • un piano grandi investimenti nelle zone economiche speciali e nelle aree di crisi complessa, con particolare riferimento a Veneto e Campania.

Per quanto riguarda le misure per il rilancio degli investimenti privati, si introducono:

  • una garanzia statale funzionale allo sviluppo della media impresa,
  • norme per la semplificazione della gestione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese,
  • il rifinanziamento del fondo di garanzia per la prima casa,
  • modifiche alla “nuova Sabatini”,
  • misure di sostegno alla capitalizzazione delle imprese e sui tempi di pagamento tra le imprese,
  • norme per lo sblocco degli investimenti nel settore idrico nel Sud,
  • la previsione di nuove dismissioni immobiliari enti territoriali,
  • norme in materia di cartolarizzazioni, agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare,
  • la definizione delle società di investimento semplice (Sis),
  • semplificazioni per la definizione dei patti territoriali e dei contratti d’area,
  • norme per la creazione di nuove imprese “a tasso zero” e per la trasformazione digitale,
  • contributi ai comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile.

Al fine di tutelare e promuovere il made in Italy, si prevede l’introduzione di norme per il contrasto all’italian sounding, di incentivi al deposito di brevetti e marchi, del marchio storico di interesse nazionale.