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Giardini, terrazze e balconi: ecco come avere il bonus verde nel 730

Nella dichiarazione dei redditi di quest’anno debutta lo sconto fiscale riservato agli interventi per il “verde” delle abitazioni. Si tratta del bonus introdotto dalla legge di Bilancio per il 2018 e che è stato prorogato anche per il 2019.
La detrazione Irpef è pari al 36% e si applica alle spese (fino a 5mila euro) sostenute per la “sistemazione a verde” di aree scoperte private degli edifici, comprese pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione, e per la realizzazione di pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

Gli interventi agevolati 
A beneficiare del bonus sono le opere che si inseriscono in un intervento relativo all’intero giardino o area, e che consiste nella sistemazione a verde ex novo o in un radicale rinnovamento. È quindi agevolato l’intervento complessivo di riqualificazione dell’area verde: non il semplice acquisto di piante o altro materiale. In altri termini, se si comprano piante e arbusti da collocare in terrazza, anche in vasi mobili , il bonus spetta a condizione che l’acquisto rientri in un più ampio intervento straordinario del giardino o dell’area interessata. Sono agevolati anche gli interventi su alberi secolari o di pregio.

Le opere escluse 
La detrazione non riguarda le spese sostenute per la manutenzione ordinaria periodica dei giardini già esistenti, non connessa a un intervento innovativo o modificativo. E non spetta neppure per i lavori in economia, cioè quelli fai-da-te, eseguiti dal contribuente stesso. Questo divieto, però, non esclude la possibilità di rivolgersi a fornitori diversi per l’acquisto di alberi, piante, arbusti, cespugli, specie vegetali, e per eseguire gli interventi.

Mentre la realizzazione di fioriere e l’allestimento a verde di balconi e terrazzi è agevolabile solo se permanente, e sempre che «si riferisca a un intervento innovativo di sistemazione a verde degli immobili residenziali» (circolare 13/E/2019).

I soggetti beneficiari 
Il bonus verde spetta ai contribuenti che posseggono o detengono (sulla base di un titolo idoneo) l’immobile su cui sono effettuati gli interventi, ma anche ai loro familiari conviventi. E vale anche per gli interventi sulle parti comuni esterne dei condomìni: in tal caso il bonus va al singolo condomino nel limite della quota di spesa a lui imputabile (purché questa quota sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi).

Le modalità di pagamento 
I pagamenti devono avvenire con «strumenti idonei a garantire la tracciabilità delle operazioni». Quindi vanno bene i bonifici ordinari (non per forza “parlanti”, come per gli altri bonus edilizi). Ma anche gli assegni bancari, postali o circolari non trasferibili, e le carte di credito o di debito (bancomat): la data di pagamento scatta quando si utilizza la carta e non nel giorno di addebito sul conto corrente.

La fattura deve comunque indicare il codice fiscale del beneficiario del bonus e la descrizione dell’intervento, dimostrando che la spesa rientra tra quelle agevolabili: ad esempio, nel caso di lavori su un giardino, che non si è trattato di manutenzione ordinaria (come la potatura), esclusa dalla misura. Fatture e copie dei pagamenti sono da conservare.

730/2019: 23 luglio ultimo termine per l’invio

Martedì 23 luglio, fra due settimane, scade il termine ultimo la presentazione della dichiarazione dei redditi tramite il modello 730/2019 e della busta contenente la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille (mod. 730/1) da parte

  • dei contribuenti che provvedono direttamente all’invio utilizzando le credenziali di accesso ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate
  • dei contribuenti che si rivolgono a un Caf o a un professionista.

Pertanto entro tale data, Caf e professionisti abilitati devono trasmettere, in via telematica, all’Agenzia delle entrate:

  • le dichiarazioni elaborate,
  • i prospetti di liquidazione (mod. 730-3),
  • il risultato contabile (mod. 730-4)
  • le buste con le schede per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef, relativi ai modelli 730/2019 presentati dai contribuenti dal 1° al 23 luglio 2019.

Inoltre, devono rilasciare al contribuente la copia della dichiarazione elaborata e il relativo prospetto di liquidazione.

Case e spese per figli a carico: le trappole da evitare nel 730

La stagione della precompilata è partita con 234mila accessi nelle prime 5 ore. È solo l’inizio perché per ora si può solo prendere confidenza con il modello 730 /2019 in attesa che dal prossimo 2 maggio venga aperto il canale che consenta le modifiche o l’accettazione e poi il successivo invio. Intanto, però, si può guardare con attenzione ad alcune voci per capire se i dati riportare sono esatti o sarà necessario intervenire da soli o chiedendo l’aiuto di Caf o professionisti abilitati. In prima linea sulle possibili trappole da evitare ci sono gli immobili detenuti e le attribuzioni per i figli a carico. Ma vediamo nel dettaglio.

Case: attenzione alle variazioni di rendita

Anche sulla scorta di quanto avvenuto negli anni passati, è opportuno sempre prestare attenzione al capitolo delle case e degli altri immobili detenuti. A una prima occhiata, le case acquistate nel 2018 risultano presenti nel modello con l’indicazione del numero di giorni e dalla percentuale di possesso. Un punto da valutare è se si rende necessario o meno aggiungere il codice utilizzo. Per chi ha venduto, invece, gli immobili potrebbero non essere presenti.

Mentre un altro profilo da sorvegliare sono le unità immobiliari per le quali si è reso necessario modificare la rendita catastale nel 2018. Potrebbe trattarsi di una conseguenza di una ristrutturazione o di un cambio d’uso. È opportuno comunque fare una verifica a riguardo.

Figli a carico: l’attribuzione delle spese mediche

Per i familiari a carico una degli aspetti a cui prestare attenzione è l’effettiva attribuzione delle spese a loro attribuite. È il caso delle spese mediche per i le quali la spesa sanitaria o farmaceutica è stata effettuata dal genitore “passando” il codice fiscale del minore. In queste situazioni, sarà opportuno monitorare se gli importi sono stati già precaricati nel modello precompilato (in base alla percentuale in cui il figlio è a carico: 100% se integralmente o 50% se condiviso con l’altro coniuge) oppure se è stata confinata nel prospetto informativo, ossia il “foglio” che accompagna la precompilata. Una situazione che può interessare, ad esempio, bambini nati nel corso del 2018. In quest’ultimo caso sarà poi il diretto interessato a doverlo poi portare nel suo 730, m

Detrazione farmaci nel modello 730/2019: istruzioni e spese detraibili

Ecco regole ed istruzioni per la compilazione del modello 730/2019 in merito alle spese detraibili e quelle che invece non rientrano in dichiarazione dei redditi.

farmaci sono alcune delle spese detraibili con il modello 730/2019che saranno già indicati nel modulo di dichiarazione dei redditi precompilata dall’Agenzia delle Entrate.

La detrazione di farmaci è pari al 19% della spesa sostenuta, ma la possibilità di beneficiare del rimborso è subordinato al rispetto di specifiche regole e requisiti.

Per controllare se è possibile beneficiare della detrazione per i farmaci, per il 19% della spesa sostenuta al netto della franchigia di 129,11 euro, bisognerà far riferimento a quanto indicato nello scontrino parlanterilasciato dalla farmacia, all’interno del quale dovranno essere indicati alcuni dati essenziali.

Di seguito vedremo punto per punto quali farmaci possono essere portati in detrazione fiscale con il modello 730/2019 e quali invece le regole sulla detraibilità dei parafarmaci in dichiarazione dei redditi.

Ricordiamo inoltre che esclusivamente per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018, i contribuenti potranno portare in detrazione fiscale anche le spese per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali, ad esclusione degli alimenti per lattanti.

Detrazione farmaci nel modello 730/2019, istruzioni e requisiti

La detrazione di farmaci e medicine è una delle voci più importanti che fanno parte della categoria di spese sanitarie detraibili in dichiarazione dei redditi.

Per controllare se farmaci potranno essere portati in detrazione con il modello 730/2019 bisognerà far riferimento a quanto indicato nella fattura o nello scontrino parlante, al cui interno dovranno essere presenti obbligatoriamente i seguenti dati:

  • natura dell’acquisto;
  • qualità del prodotto;
  • quantità del prodotto;
  • codice fiscale del destinatario.

La possibilità di richiedere la detrazione Irpef del 19% riguarda anche i farmaci acquistati online, ma esclusivamente qualora si tratti di medicine non soggette ad obbligo di prescrizione. È possibile inserire nel modello 730/2019 la spesa relativa all’acquisto di farmaci in esercizi commerciali autorizzati alla vendita a distanza (l’elenco è disponibile sul sito del Ministero della Salute)

Elenco farmaci e medicine detraibili con il modello 730/2019

Nello scontrino fiscale, per poter stabilire se la spesa è detraibile o meno con il modello 730/2019, è necessario che sia indicata la parola “farmaco” o “medicinale”, anche attraverso le seguenti sigle:

  • OTC (medicinale da banco);
  • SOP (senza obbligo di prescrizione);
  • Omeopatico;
  • abbreviazioni come MED e F.CO;
  • TK (ticket) o FC (farmaco anche omeopatico).

Non è necessario che nello scontrino sia indicato il nome commerciale del prodotto acquistato, ma sarà invece richiesta l’indicazione del numero di autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco; indicazione che tuttavia non sarà necessaria quando è presente la dicitura “ticket”.

Anche i medicinali omeopatici possono essere portati in detrazione con il modello 730/2019 così come le cosiddette preparazioni galeniche.

Preparazioni galeniche ammesse in detrazione nel 730

farmaci preparati in farmacia, le preparazioni galeniche, possono essere portate in detrazione con il modello 730/2019 qualora la spesa sostenuta risulti certificata con documenti in cui sia indicata:

  • la natura della spesa (“farmaco” o “medicinale”);
  • la qualità (in questo caso preparazione galenica);
  • la quantità;
  • codice fiscale del destinatario.

La spesa potrà essere certificata anche con fattura, in caso di difficoltà per la farmacia di emissione dello scontrino parlante per tale tipologia di medicinale.

Detrazione farmaci nel modello 730/2019: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Come sottolineato, quindi, per poter beneficiare della detrazione per i farmaci sarà necessario che nello scontrino sia indicata la natura della spesa secondo le diciture “farmaco” o “medicinale” o con le diverse sigle sopra elencate.

Le spese detraibili saranno indicate già all’interno del modello 730 precompilato; nel caso di errori, tuttavia, sarà possibile modificare online la dichiarazione dei redditi predisposta dall’Agenzia delle Entrate e a partire dal 2 maggio.

Non sono detraibili o deducibili, invece, le spese mediche identificate con la dicitura “parafarmaci”, quali ad esempio integratori alimentari, prodotti fitoterapici, colliri e pomate, anche se acquistati in farmacia, e anche se assunti a scopo terapeutico su prescrizione medica (Risoluzione 22.10.2008 n. 396).

Non sono detraibili, quindi, neppure gli integratori alimentari. Un chiarimento, in questo senso, si ritiene necessario per la detrazione riconosciuta invece per gli alimenti a fini medici speciali.

Detrazione alimenti a fini medici speciali nel modello 730/2019

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto, per il 2017 e per il 2018, la possibilità di portare in detrazione del 19% con la dichiarazione dei redditi gli alimenti a fini medici speciali.

Gli AFMS detraibili sono quelli indicati nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del decreto del Ministro della sanità 8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001, con l’esclusione di quelli destinati ai lattanti.

Anche in questo caso, per poter beneficiare della detrazione fiscale e del rimborso Irpef, la spesa dovrà essere certificata da fattura o scontrino parlante, in cui dovranno essere specificati natura, qualità e quantità del prodotto acquistato e codice fiscale del destinatario.

Detrazione farmaci modello 730/2019, documenti da conservare e controllare

Per la detrazione di farmaci, anche omeopatici, acquistati all’estero o onlinepresso farmacie, supermercati o altri esercizi commerciali bisognerà conservare e controllare i seguenti documenti:

  • Fattura o scontrino fiscale (cosiddetto parlante) in cui devono essere specificati natura (farmaco o medicinale, OTC, ecc.), qualità (codice alfanumerico) e quantità del prodotto acquistato nonché il codice fiscale del destinatario;
  • Per il farmaco acquistato all’estero idonea documentazione come indicato nella circ. n. 34 del 2008;
  • Prestazioni rese da medici generici (anche omeopati): ricevuta fiscale o fattura rilasciata dal medico Certificati medici per usi sportivi, per la patente, per apertura e chiusura malattie o infortuni, per pratiche assicurative e legali;
  • Alimenti a fini medici speciali, inseriti nella sezione A1 del Registro Nazionale di cui all’articolo 7 del DM 8 giugno 2001: fattura o scontrino fiscale parlante oppure, integrazione sui documenti di spesa del codice fiscale e attestazione del rivenditore dalla quale risulti la natura, la qualità e la quantità del prodotto venduto e la riconducibilità degli stessi tra gli alimenti indicati nella sezione A1 del Registro nazionale. Se lo scontrino non riporta tali dati in aggiunta al documento di spesa deve essere prodotta l’attestazione del rivenditore dalla quale risulti che il prodotto è riconducibile tra gli alimenti destinati a fini medici speciali inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del decreto del Ministro della Sanità 8 giugno 2001 e non è destinato ai lattanti.

Modello 730 precompilato 2019.Novità e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

Modello 730 precompilato 2019 al via da oggi, 15 aprile: ecco tutte le novità e le istruzioni per l’accesso alla dichiarazione pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.

Modello 730 precompilato al via dal 15 aprile 2019. Prende il via ufficialmente la stagione della dichiarazione dei redditi, con le novità illustrate nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

A partire dal pomeriggio del 15 aprile 2019 che i contribuenti, accedendo alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate potranno visualizzare la dichiarazione dei redditi precompilata.

Dal 2 maggio sarà possibile accettare o integrare il modello 730 precompilato e, dal 10 maggio, sarà attiva la funzione di compilazione assistita del quadro E relativo alle spese detraibili e deducibili dal reddito.

Debutterà sempre dal 10 maggio una delle novità presentate dall’Agenzia delle Entrate, ovvero la possibilità di scegliere la modalità di compilazione semplificata, in alternativa alla modalità tradizionale, per modificare in maniera guidata tutto il quadro E della dichiarazione, per esempio per aggiungere un onere detraibile o deducibile che non compare tra quelli già inseriti dall’Agenzia o modificare gli importi delle spese sostenute.

Sarà il sistema a ricalcolare in automatico il totale delle spese detraibili e deducibili, sulla base dei nuovi dati e di eventuali limiti previsti dalla legge, e a inserire il totale nei campi del quadro E.

Una dichiarazione precompilata che diventa sempre più completa: a partire dal 2019 entrano in dichiarazione dei redditi i dati delle spese detraibili relative ai lavori sulle parti comuni dei condomini che danno diritto al bonus verde, così come debutta nel 730 online anche la nuova assicurazione contro le calamità.

Tutte le istruzioni nel dettaglio e l’elenco dei dati che saranno inseriti nel modello 730 precompilato 2019 sono contenuti nel provvedimento pubblicato il 12 aprile dall’Agenzia delle Entrate.

Modello 730 precompilato 2019 al via, novità e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

Sono due le date da segnare in rosso sul calendario in merito al modello 730 precompilato 2019:

  • dal pomeriggio di lunedì 15 aprile è possibile visualizzare online la dichiarazione dei redditi precompilata;
  • dal 2 maggio e fino alla scadenza del 23 luglio sarà possibile accettare ovvero modificare il proprio 730 precompilato inserendo nuovi dati rispetto a quelli indicati dall’Agenzia delle Entrate.

La possibilità di modificare la dichiarazione precompilata si accompagnerà ad una delle novità annunciate nelle istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate.

I contribuenti potranno scegliere la modalità di compilazione semplificata che consentirà di modificare il quadro E in maniera guidata, aggiungendo un onere detraibile o deducibile o modificare gli importi delle spese sostenute.

Così come comunicato dall’Agenzia delle Entrate, una volta fatte le modifiche, sarà il sistema a ricalcolare in automatico gli oneri detraibili e deducibili, sulla base dei nuovi dati e di eventuali limiti previsti dalla legge, e a inserire il totale nei campi del quadro E.

Come accedere al modello 730 precompilato 2019

Per accedere al modello 730 precompilato 2019 sarà necessario essere in possesso di una delle seguenti credenziali:

  • SPID;
  • Fisconline;
  • INPS;
  • CNS.

Una volta entrati nella propria area riservata presente nella sezione online dedicata alla dichiarazione dei redditi sarà possibile controllare nel dettaglio tutti i dati e, dal 2 maggio, accettare la dichiarazione così com’è o integrarla e modificarla prima dell’invio. Per queste operazioni resta la possibilità di rivolgersi a un Caf o delegare un professionista.

Agenzia delle Entrate – provvedimento 12 aprile 2019Accesso alla dichiarazione 730 precompilata da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati

Sempre più dati nel modello 730 precompilato 2019

L’elenco dei dati che saranno inseriti nel modello 730 precompilato 2019 si allarga sempre di più.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto le dichiarazioni dei redditi indicando quelli inviati dagli enti esterni (come studi medici, farmacie, banche, assicurazioni, università, ecc.) e dai datori di lavoro tramite le certificazioni uniche, più le informazioni relative alle nuove spese detraibili:

“Complessivamente, il paniere dei dati pre-compilati raggiunge quota 960 milioni e supera del +3,8% il totale dei dati caricati nel 2018, mentre la funzionalità di compilazione assistita, disponibile dal prossimo 10 maggio, si estende a tutto il quadro E.”

L’elenco completo dei dati relativi a spese detraibili o deducibili che saranno presenti nel modello 730 precompilato è indicato dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento pubblicato il 12 aprile 2019:

  • quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso;
  • premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni e premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi;
  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare;
  • spese sanitarie e relativi rimborsi;
  • spese veterinarie;
  • spese universitarie e relativi rimborsi;
  • contributi versati alle forme di previdenza complementare;
  • spese funebri;
  • spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e agli interventi finalizzati al risparmio energetico;
  • spese relative ad interventi di sistemazione a verde degli immobili;
  • erogazioni liberali nei confronti delle ONLUS, delle associazioni di promozione sociale, delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico e delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica;
  • spese per la frequenza degli asili nido.

730 precompilato 2019: modello, scadenza, costi, invio e sanzioni

Cos’è il 730?

Il 730 è un modello di dichiarazione dei redditi, rivolto ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, che consente di recuperare parte delle spese sostenute nel corso dell’anno e di trasformarle in uno stipendio maggiorato.

GUARDA E ASCOLTA LE NOSTRE GUIDE SU COME PRESENTARE IL 730 PER L’ANNO 2019


Con il sistema delle deduzioni e delle detrazioni è possibile che le spese concorrano ad una riduzione del reddito da tassare o delle tasse stesse, che per un lavoratore dipendente significa maturare il diritto al rimborso di quanto già pagato in corso d’anno, accreditandolo direttamente in busta paga.

Le deduzioni del 730

Le deduzioni riguardano il reddito imponibile e quindi si tratta di quelle spese che vanno ad abbassare l’importo su cui poi andranno determinate le imposte. Nel 730 per il 2019 abbiamo in particolare:

  • contributi previdenziali ed assistenziali, inclusi quelli sostenuti per i familiari a carico;
  • contributi versati all’INAIL per le persone del nucleo familiare a tutela dagli infortuni domestici (la cosiddetta assicurazione casalinghe);
  • contributi versati per colf e badanti;
  • spese di assistenza e ricovero disabili;
  • assegni corrisposti al coniuge;
  • somme versate alle forme pensionistiche complementari e individuali, incluse quelle versate per i familiari a carico;
  • donazioni alle organizzazioni non governative (ONG) riconosciute idonee, che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.

Le detrazioni del 730

Le detrazioni, invece, vanno a ridurre direttamente l’importo delle imposte da versare. Di seguito le principali detrazioni inserite previste per il modello 2019 relative alle spese sostenute nel 2018:

  • 19% delle spese funebri sostenute, anche nel caso in cui non vi sia alcun grado di parentela tra chi ha sostenuto le spese e la persona deceduta (il limite massimo si spese detraibile è paria 1.550 euro);
  • 19% delle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado, con un limite massimo di 786 euro per alunno o studente;
  • 19% delle spese per la frequenza dell’università;
  • 19% degli interessi sul mutuo prima casa;
  • 50% delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, cosiddetto bonus ristrutturazioni, con un limite pari a 96.000 euro
  • 50% delle spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, cosiddetto bonus mobili, ma soltanto se relativi ad un immobile oggetto di ristrutturazione (con un limite pari a 10.000 euro);
  • dal 65% all’85% su spese per interventi volti al risparmio energetico degli edifici, all’adozione di misure antisismiche, all’acquisto e posa in opera delle schermature solari e di impianti di climatizzazione invernali dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
  • tra il 50% e l’80% delle spese sostenute per la messa in sicurezza degli edifici, cosidetto sisma bonus;
  • 50% delle donazioni a favore di istituzioni scolastiche, cosiddetto school bonus, spesa detraibile suddivisa in tre anni e per un importo massimo di 100 mila euro;
  • 36% per interventi di “sistemazione a verde” delle aree private scoperte, il cosiddetto bonus giardini e terrazzi;
  • 19% sulle assicurazioni sul rischio di morte di coloro che si occupano di persone con disabilità gravi, norma definita “dopo di noi“.

730 precompilato: cos’è?

Il 730 precompilato è stato introdotto con le dichiarazioni del 2016 relative ai redditi 2015. Si tratta del classico modello 730 che però contiene già una serie di informazioni, fornite da diversi soggetti, per cui salvo casi particolari il contribuente non deve far altro che approvare i dati contenuti nella dichiarazione e reinviarli all’Agenzia delle Entrate.

Tra i diversi soggetti che immettono le informazioni utili alla precompilazione del modello troviamo:

  • Anagrafe tributaria;
  • sostituti d’imposta tenuti a rilasciare la certificazione del compensi;
  • soggetti che erogano mutui agrari e fondiari, imprese di assicuratrici, enti previdenziali e forme pensionistiche
  • medici e centri medici per le informazioni relative alle spese sanitarie deducibili;
  • università per le spese di iscrizione e frequenza degli atenei;
  • soggetti che nel 2018 hanno emesso fatture relative a spese funebri.

Il modello è visualizzabile esclusivamente online e il contribuente non può ricevere alcuna copia cartacea o via mail. Una volta presa visione del modello e dei dati contenuti, il contribuente potrà decidere di accettare la dichiarazione, a partire dal 2 maggio, e questo lo esonererà da qualsiasi controllo fiscale in merito.

Date e scadenza del 730 precompilato

Ricapitoliamo le diverse date da tenere a mente per completare le operazioni sul 730 precompilato:

  • dal 15 aprile è possibile visualizzare il modello;
  • dal 2 maggio sarà possibile accettare o modificare il modello al fine di chiudere l’adempimento;
  • l’8 luglio è l’ultimo giorno per la presentazione tramite sostituto d’imposta (il datore di lavoro per intenderci);
  • il 23 luglio è l’ultimo giorno utile per accettare il modello o trasmetterlo con le integrazioni se si decide di agire autonomamente, tramite CAF o professionista abilitato;
  • fino al 25 ottobre i sostituti d’imposta, i CAF e i professionisti abilitati, potranno accedere al modello per trasmettere le dichiarazioni rettificative o integrative.

Accesso al modello 730 precompilato

È possibile prelevare online il documento a partire dal 16 aprile. Si tratta del modello 730/2019 relativo ai redditi 2018. Due le strade per ottenerlo:

  • direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate previa richiesta del PIN per il cassetto fiscale;
  • rivolgendosi ad intermediari abilitati come CAF, commercialisti o consulenti del lavoro.

Per poter accedere è dunque necessario ottenere i propri PIN e password personali che consentono la navigazione all’interno dell’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate. I suddetti codici possono essere richiesti direttamente online, al call center dell’Agenzia delle Entrate che risponde al numero 848.800.444 o presso gli uffici dell’Agenzia.

Per ottenere PIN e password sono necessarie circa un paio di settimane poiché una parte di essi vengono recapitati a mezzo posta (è importante conoscere la tempistica, vista la necessità di rispettare le scadenze fiscali). Oltre alle opzioni sopra citate, è possibile accedere al modello tramite:

  • il PIN INPS dispositivo;
  • le credenziali del servizio SPID;
  • le credenziali del sistema NoiPA, per i dipendenti pubblici che hanno aderito al sistema;
  • la Carta Nazionale dei Servizi. In questo caso la carta va inserita in un lettore che genera il PIN da usare per accedere ai servizi di Fisconline.

Le integrazioni in caso di dati mancanti

Nel caso in cui il contribuente verifichi la mancanza di informazioni oppure che alcuni dei dati debbano essere rivisti, potrà apportare delle modifiche.
Ma attenzione! Nel momento in cui deciderai di “mettere mano” alla dichiarazione, si ritornerà ai metodi tradizionali e dunque il Fisco potrà operare i consueti controlli su quanto dichiarato.

Inoltre se si ricorre ai servizi di CAF o professionisti abilitati, come i commercialisti, questi saranno responsabili degli eventuali errori commessi in sede di revisione e/o integrazione dei dati.

730 precompilato congiunto

Una delle opportunità concesse mediante il 730 precompilato è quella di poter procedere alla compilazione e all’invio congiunto da parte dei coniugi.
Il 730 precompilato congiunto consente di dichiarare in un unico modello i redditi di entrambi i coniugi, in modo da poter compensare i debiti di un coniuge con i crediti dell’altro direttamente in dichiarazione.

Per ottenere un modello precompilato congiunto, sarà sufficiente accedere al 730 precompilato di un dei due coniugi e integrarlo con i dati anagrafici e reddituali dell’altro coniuge. Come visto in precedenza si tratterà pertanto di una dichiarazione con integrazioni, il che comporta sanzioni in caso di errori.

Come annullare l’invio del 730 precompilato

Chi ha modificato la dichiarazione precompilata, ma ha commesso degli errori o ha dimenticato dei dati può annullarla, anche se già inviata all’Agenzia delle Entrate tramite la piattaforma dedicata. L’invio del 730 può essere annullato una sola volta e tassativamente entro il 20 giugno e puoi procedere accedendo al sito con le credenziali che hai usato per la modifica e l’invio della dichiarazione precompilata.

Per poter annullare l’invio del 730 precompilato è necessario che lo stato della dichiarazione sia indicato come “elaborato”. Se accedi al sito con le credenziali Fisconline dovrai inserire di nuovo il PIN per poter richiedere l’annullamento della dichiarazione mentre, se accedi con le credenziali INPS, NoiPA o SpID puoi procedere senza che sia necessario ripetere il PIN.

L’annullamento comporta la cancellazione di tutti i dati modificati e inseriti manualmente. In pratica, se annulli l’invio viene ripristinata la dichiarazione precompilata così come è stata elaborata dall’Agenzia delle Entrate. Questo vuol dire che viene annullato l’F24 e vengono annullati gli eventuali modelli Redditi aggiuntivo e il correttivo del 730.

Cosa fare dopo aver annullato l’invio del 730 precompilato

Una volta che hai accesso alla dichiarazione precompilata di partenza puoi modificarla inserendo le informazioni mancanti, rettificando i dati imprecisi e inviarla di nuovo. Non potrai farlo subito però, perché per il ripristino dei dati bisogna aspettare 24/48 ore dal momento dell’annullamento.

In caso di dichiarazione congiunta è il dichiarante che deve presentare la richiesta di annullamento. La ricevuta della richiesta di annullamento del 730 e dell’F24 collegato è consultabile nella sezione Ricevute del sito.

Se dovessi aver bisogno di modificare la dichiarazione precompilata dopo il 20 giugno non potrai più annullare l’invio ma dovrai presentare un modello correttivo entro il 25 ottobre.

730 precompilato: costi e sanzioni

Come detto nei paragrafi precedenti, sono diverse le modalità di accettazione/presentazione del modello 730 precompilato. Questo significa anche costi diversi a seconda di come si intende procedere:

  • Accettazione/integrazione autonoma. Questa operazione non comporta alcun esborso economico, ma è sicuramente quella più onerosa in termini di tempo, visto che bisogna recuperare gli accessi e seguire passo per passo le istruzioni.
  • CAF/Consulenti. Rivolgersi ad un CAF o ad un professionista abilitato comporta il pagamento di una parcella, ma come vedremo nel paragrafo successivo, potrebbe essere una garanzia in caso di errori. Le tariffe oscillano tra i 30 e i 100 euro a seconda del soggetto a cui ci si rivolge, all’eventuale tesseramento (ad esempio ad un patronato) e alla complessità della situazione del contribuente, si pensi a chi possiede molti immobili.

Detrazione tasse università private 2019: limiti e importi in dichiarazione dei redditi

Detrazione tasse e contributi università private 2019: il Decreto MIUR pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo fissa i limiti di spesa stabiliti per il 2018 e gli importi massimi da indicare in dichiarazione dei redditi.

Detrazione tasse università private 2019: approda in Gazzetta Ufficiale il consueto decreto del MIUR che fissa l’importo massimo di spesa detraibile.

Il decreto, datato 28 dicembre 2018 e pubblicato in GU del 19 marzo 2019, lascia invariato l’importo massimo di spesa che gli studenti che frequentano università private, corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari, potranno portare in detrazione Irpef con la dichiarazione dei redditi 2019.

L’importo massimo di spesa detraibile è diverso sia per quanto riguarda la sede dell’università privata che il settore disciplinare di appartenenza.

Di seguito tutte le regole nel dettaglio sull’importo massimo ammesso in detrazione nel 2019 per quel che riguarda tasse e contributi pagati nel 2018 per la frequenza di università private non statali.

Detrazione tasse università private 2018: importo e limiti

Le spese sostenute in merito a tasse e contributi di iscrizione versati nel 2018 per la frequenza di corsi di laurea triennale, magistrale ed a ciclo unico di università private non statali, potranno essere portate in detrazione Irpef con la dichiarazione dei redditi 2019 secondo i seguenti limiti:

Area disciplinare corsi istruzioneNordCentroSud Isole
Medica3.700 euro2.900 euro1.800 euro
Sanitaria2.600 euro2.200 euro1.600 euro
Scientifico-tecnologica3.500 euro2.400 euro1.600 euro
Umanistico-sociale2.800 euro2.300 euro1.500 euro

Restano invariate le regole sulla detrazione delle tasse universitarie private e il decreto MIUR pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2019 è sostanzialmente identico a quello dello scorso anno.

Al calcolo della detrazione Irpef che sarà possibile richiedere con la dichiarazione dei redditi 2019 concorrono sia l’area disciplinare di appartenenza, con uno sconto fiscale maggiore per i corsi di laurea in medicina rispetto a quelli in ambito umanistico, che la zona geografica in cui ha sede l’università privata

Come evidenziato nella tabella allegata, quindi, la detrazione per chi frequenta un’università privata al Nord Italia, come la Bocconi o la Cattolica, sarà differente rispetto ad uno studente del Sud ovvero per chi frequenta una delle università non statali del Centro Italia, come la LUISS di Roma.

L’elenco completo delle classi di laurea, magistrale e a ciclo unico delle aree disciplinari medica, sanitaria, scientifico-tecnologica e umanistico-sociale, così come le zone geografiche di riferimento delle regioni è riportato nell’Allegato 1 del decreto del MIUR.

Detrazione spese dottorato, corsi di specializzazione e master universitari 2019

Con lo stesso decreto il MIUR ha fissato inoltre i limiti di detraibilità relativi alle spese per l’iscrizione e la frequenza di corsi di dottorato, di specializzazione e di master universitari di primo e di secondo livello.

L’importo massimo di spesa detraibile con la dichiarazione dei redditi 2019 è fissato nelle seguenti misure:

Spesa massima detraibileNordCentroSud Isole
Corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e di secondo livello3.700 euro2.900 euro1.800 euro

Agli importi detraibili sia per le università private che per i corsi di dottorato, di specializzazione o dei master dovrà essere sommato l’importo relativo alla tassa regionale per il diritto alla studio.

Si allega di seguito il decreto del MIUR pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2019:

MIUR – decreto 28 dicembre 2018 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2019Individuazione degli importi delle tasse e dei contributi delle università non statali ai fini della detrazione imposta lorda – anno 2018.

Dichiarazione dei redditi 2019: detrazioni per il trasporto pubblico

Detrazioni per il trasporto pubblico nella dichiarazione dei redditi 2019 riferita all’anno di imposta 2018. Limite di 250 euro a persona

Da quest’anno nella dichiarazione dei redditi spetta la detrazione al 19% delle spese sostenute per abbonamento trasporto pubblico locale, regionale e interregionale per un importo non superiore a 250 euro

In generale, l’importo della spesa va indicato nei righi E8-E10 con il codice 40 e deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 40. Dato che questa agevolazione è la stessa che era stata prevista per il 2008 e il 2009, di seguito una serie di chiarimenti che l’Agenzia delle Entrate aveva fornito in quegli anni  , in quanto si ritengono ancora validi:

  • limite massimo di importo detraibile di 250 euro riferito cumulativamente alle spese sostenute dal contribuente per l’abbonamento proprio e dei familiari a carico
  • L’importo di 250 euro costituisce il limite massimo di spesa detraibile per ogni singolo abbonato al servizio di trasporto pubblico; pertanto, anche se il costo dell’abbonamento è suddiviso tra più soggetti, come nel caso dei genitori che sostengano la spesa di 400 euro per l’abbonamento del figlio a carico, l’ammontare massimo di spesa detraibile da ripartire tra i genitori non può superare 250 euro.
  • la detrazione è riservata ai soggetti che si servono del trasporto pubblico per la propria mobilità quotidiana, quali studenti, lavoratori, pensionati
  • per “abbonamento” si intende un titolo di trasporto che consenta al titolare autorizzato di poter effettuare un numero illimitato di viaggi, per più giorni, su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato. Pertanto non possono beneficiare dell’agevolazione
    •  i titoli di viaggio che abbiano una durata oraria, anche se superiore a quella giornaliera, quali ad esempio i biglietti a tempo che durano 72 ore,
    • carte di trasporto integrate che includono anche servizi ulteriori rispetto a quelli di 4 trasporto quali ad esempio le carte turistiche che oltre all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici consentono l’ingresso a musei o spettacoli.
  •  la detrazione può essere calcolata sull’intera spesa sostenuta nel 2018 per l’abbonamento, anche se lo stesso scade nel periodo d’imposta successivo (es. abbonamento con validità dal 1° marzo 2018 al 28 febbraio 2019).

Attenzione va prestata la fatto che l’utilizzo della detrazione è ammesso entro i limiti di capienza delle imposte dovute. In caso di mancato utilizzo della detrazione per incapienza, questa si perde, senza possibilità di rinviarne la fruizione all’anno successivo.

Dichiarazione dei redditi 2019: scadenza, istruzioni e novità

Dichiarazione dei redditi 2019scadenze e istruzioni nel dettaglio per la compilazione del modello 730 e del modello Redditi PF.

Anche nel 2019 sono molte le novità relative alla presentazione della dichiarazione dei redditi, che interessano per lo più le spese che è possibile portare in detrazione fiscale ed in deduzione dall’Irpef.

Nella dichiarazione dei redditi 2019 debutta la nuova detrazione per gli abbonamenti al trasporto pubblico, così come il bonus verde per i lavori effettuati nel 2018.

Ricordiamo che le scadenze della dichiarazione dei redditi sono diverse per chi presenta il modello 730/2019 e per chi invece è tenuto all’invio del modello Redditi 2019, quello che fino a qualche anno fa era noto come modello Unico e che è solitamente la dichiarazione presentata dai titolari di partita IVA.

Analizziamo di seguito tutte le istruzioni, le scadenze e le novità relative alla dichiarazione dei redditi 2019, chi deve presentarla in quanto soggetto obbligato e quali invece i casi di esonero dall’invio.

Dichiarazione dei redditi 2019: scadenza, istruzioni e novità

La dichiarazione dei redditi è uno degli adempimenti che ogni anno interessa milioni di contribuenti italiani e serve per consentire al Fisco di determinare in maniera corretta l’importo dell’Irpef dovuta in base al reddito effettivo percepito nel corso dell’anno.

Sono due le scadenze da tenere a mente in merito alla dichiarazione dei redditi 2019, che riguardano rispettivamente chi presenta il modello 730 e chi invece utilizza il modello Redditi (l’ex Unico).

Prima di scendere nel dettaglio riepiloghiamo di seguito quali sono le principali novità per il 2019:

  • la detrazione del bonus verde per i lavori effettuati nel 2018, che consente di accedere ad un rimborso del 36% della spesa sostenuta fino a 5.000 euro;
  • la detrazione Irpef per le donazioni erogate in favore delle ONLUS, delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale (deducibile ai fini Ires per le società);
  • il debutto della detrazione per gli abbonamenti del trasporto pubblico locale, per un massimo di 250 euro di spesa.

Scendiamo ora nel dettaglio per analizzare le regole in merito a scadenze, soggetti obbligati ed esonerati alla presentazione della dichiarazione dei redditi 2019.

Scadenza dichiarazione dei redditi, modello 730/2019

Partiamo dal modello 730/2019, la dichiarazione dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche in modalità precompilata.

La scadenza per l’invio del 730 è fissata al 23 luglio 2019, stessa data sia per chi presenta la dichiarazione precompilata che per chi invia il modulo ordinario compilato dal CAF o dal proprio commercialista.

Quando si parla di scadenze del 730 merita di essere ricordata anche la data a partire dalla quale verrà messo a disposizione il modulo di dichiarazione precompilata.

È il 15 aprile il giorno dal quale i contribuenti, accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate, possono consultare la dichiarazione predisposta sulla base dei dati trasmessi in modalità telematica dai diversi operatori, come medici, farmacie oppure amministratori di condominio per quel che riguarda le detrazioni Irpef per lavori in casa.

Sarà poi a partire dal mese di maggio che si potrà modificare ed inviare il modello 730 precompilato per il 2019, avendo cura di verificare preliminarmente che i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate siano corretti.

Dichiarazione dei redditi 2019, scadenza modello Redditi (ex Unico)

La scadenza per chi presenta la dichiarazione con modello Redditi 2019 è fissata invece al 30 settembre 2019. L’invio del modulo compilato dovrà avvenire esclusivamente in modalità telematica.

Anche in questo caso l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un modello precompilato di dichiarazione dei redditi, da modificare e integrare prima dell’invio.

Ricordiamo che solitamente presentano il modello Redditi 2019 i contribuenti titolari di partita IVA che, nell’anno d’imposta di riferimento, hanno percepito redditi d’impresa, di lavoro autonomo o redditi diversi che non possono essere dichiarati con il modello 730/2019.

Chi deve presentare la dichiarazione dei redditi 2019: soggetti obbligati

Come detto in precedenza la dichiarazione dei redditi è un adempimento che interessa la generalità dei contribuenti, ma non sempre è previsto l’obbligo di inviare all’Agenzia delle Entrate il modello 730 o il modello Redditi.

Vediamo pertanto chi sono i soggetti obbligati per quel che riguarda la dichiarazione dei redditi 2019:

  • hanno conseguito redditi nell’anno 2018 e non rientrano nei casi di esonero elencati nelle precedenti tabelle;
  • sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili (come, in genere, i titolari di partita IVA), anche nel caso in cui non abbiano conseguito alcun reddito.

In particolare, sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi:

  • i lavoratori dipendenti che hanno cambiato datore di lavoro e sono in possesso di più certificazioni di lavoro dipendente o assimilati (Certificazione Unica 2019), nel caso in cui l’imposta corrispondente al reddito complessivo superi di oltre euro 10,33 il totale delle ritenute subite;
  • i lavoratori dipendenti che direttamente dall’INPS o da altri Enti hanno percepito indennità e somme a titolo di integrazione salariale o ad altro titolo, se erroneamente non sono state effettuate le ritenute o se non ricorrono le condizioni di esonero indicate nelle precedenti tabelle;
  • i lavoratori dipendenti a cui il sostituto d’imposta ha riconosciuto deduzioni dal reddito e/o detrazioni d’imposta non spettanti in tutto o in parte (anche se in possesso di una sola Certificazione Unica 2019);
  • i lavoratori dipendenti che hanno percepito retribuzioni e/o redditi da privati non obbligati per legge ad effettuare ritenute d’acconto (per esempio collaboratori familiari, autisti e altri addetti alla casa);
  • i contribuenti che hanno conseguito redditi sui quali l’imposta si applica separatamente (ad esclusione di quelli che non devono essere indicati nella dichiarazione – come le indennità di fine rapporto ed equipollenti, gli emolumenti arretrati, le indennità per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche se percepiti in qualità di eredi – quando sono erogati da soggetti che hanno l’obbligo di effettuare le ritenute alla fonte);
  • i lavoratori dipendenti e/o percettori di redditi a questi assimilati ai quali non sono state trattenute o non sono state trattenute nella misura dovuta le addizionali comunale e regionale all’IRPEF. In tal caso l’obbligo sussiste solo se l’importo dovuto per ciascuna addizionale supera euro 10,33;
  • i contribuenti che hanno conseguito plusvalenze e redditi di capitale da assoggettare ad imposta sostitutiva da indicare nei quadri RT e RM.

Soggetti esonerati dalla presentazione la dichiarazione dei redditi 2019

In generale è esonerato dalla presentazione della dichiarazione 2019 il contribuente, non obbligato alla tenuta delle scritture contabili, che possiede redditi per i quali è dovuta un’imposta non superiore ad euro 10,33.

GUIDA AL 730 PRECOMPILATO 2019

730 precompilato: guarda la guida animata


La puntata podcast

Ascolta “3 – Il modello 730 pre compilato. Quando confermarlo e quando va modificato” su Spreaker.

Il testo

MODELLO 730 COS’E’ E A COSA SERVE:
Il 730 è un modulo fiscale che viene presentato per dichiarare i redditi dell’anno precedente. Come si presenta: Puoi presentarlo tu stesso registrandoti sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dove lo troverai già precompilato con i tuoi redditi, parte delle tue spese detraibili e con i fabbricati da te posseduti. Se ritieni che sia tutto corretto lo confermi altrimenti lo puoi modificare. A questo punto ci penserà l’Agenzia delle Entrate a calcolare se devi pagare delle imposte oppure se avrai un rimborso. Se preferisci puoi recarti presso un CAF con tutti i documenti relativi ai tuoi redditi e alle tue spese detraibili, affidandogli la compilazione, il calcolo e l’invio. Ora vediamo chi è obbligato e chi no a presentare il 730: NON SEI OBBLIGATO SE sei un dipendente e hai avuto un solo datore di lavoro in tutto l’anno precedente o sei pensionato e hai solo la pensione. In questi casi se non hai altri redditi, per esempio immobili dati in affitto, collaborazioni o altri redditi diversi non devi far nulla perché le imposte sono già pagate dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. SEI OBBLIGATO SE l’anno precedente hai cambiato lavoro o sei andato in pensione durante l’anno. Hai altri redditi da dichiarare oltre lo stipendio o la pensione; in questo caso sei obbligato perché dovrai versare delle imposte al fisco. NON SEI OBBLIGATO MA TI CONVIENE SE hai sostenuto spese mediche, hai ristrutturato casa, hai sostenuto spese detraibili – di cui non faccio l’elenco in quanto sono veramente molte-. Se guadagni meno di circa 30.000 euro lordi l’anno e sei in affitto, puoi presentare il 730 per farti rimborsare dal fisco parte delle imposte già pagate sullo stipendio o sulla pensione. E’ importante sapere che nel mese di luglio per i dipendenti e in agosto per i pensionati, troverai l’eventuale rimborso aggiunto o le eventuali imposte prelevate direttamente dallo stipendio o dalla pensione senza che tu debba fare altro.