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Abbonamenti trasporto pubblico rimborsato dal datore di lavoro: chiarimenti

Detrazione abbonamento trasporto pubblico locale, regionale e interregionale nella dichiarazione dei redditi. Cosa fare se il datore rimborsa parte del costo

Come va indicata nella dichiarazione dei redditi l’abbonamento per il trasporto pubblico locale se questo in parte viene rimborsato dal datore di lavoro? A chiarire questo punto è stata l‘Agenzia delle Entrate con la risposta 280 di venerdì 19 luglio 2019.

Si ricorda infatti che una delle novità della dichiarazione di quest’anno è l’inserimento della detrazione del 19% dell’Irpef per le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale per un importo non superiore a 250€

Inoltre è stato previsto che non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente “le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasposto pubblico locale, regionale e interregionale, del dipendente e dei familiari indicati nell’art. 12 che si trovano nelle condizioni previste nel comma 2 del medesimo art. 12”.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 5 del 29 marzo 2018 ha chiarito che

  • l’esclusione dal reddito, prevista per il servizio di “trasporto collettivo” è stata estesa anche all’ipotesi di concessione da parte del datore di lavoro di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale o di somme erogate per l’acquisto di tali abbonamenti o a titolo di rimborso della relativa spesa.
  • ai fini dell’esclusione dal reddito di lavoro dipendente, è necessario che l’abbonamento al trasporto pubblico sia offerto alla generalità dei lavoratori dipendenti o a categorie di dipendenti e che l’esclusione si rende applicabile sempreché il datore di lavoro acqui sisca e conservi la documentazione comprovante l’utilizzo delle somme da parte del dipendente coerentemente con la finalità per le quali sono state corrisposte; è irrilevante, invece, la circostanza che le somme erogate coprano o meno l’intero costo dell’abbonamento.

In particolare, nel documento di prassi, l’Istante ha chiesto chiarimenti in merito alle modalità di comunicazione all’Amministrazione finanziaria delle somme corrisposte ai lavoratori per l’acquisto degli abbonamenti; tanto, al fine di consentire eventuali controlli fiscali, nella considerazione che la quota dell’abbonamento rimasta a carico dell’Istante non possa essere detratta dal dipendente.

Al riguardo, nel presupposto che, nel caso di specie, ricorrano le condizioni e i requisiti previsti dalla normativa e dai documenti di prassi richiamati, si ritiene che l’Istante, in qualità di sostituto d’imposta, debba esplicitare la quota parte dell’abbonamento rimasta a suo carico (20 per cento) in sede di compilazione della Certificazione Unica, riportandola nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 del TUIR”, con il codice 40.
La quota parte dell’abbonamento a carico del lavoratore (80 per cento) dovrà, invece, essere riconosciuta, quale onere detraibile, direttamente dal datore di lavoro, così come previsto dall’articolo 23, comma 3, del DPR 29 settembre 1973 n. 600, e riportata nella sezione “oneri detraibili” della Certificazione Unica, punto 342, con l’indicazione, nel punto 341, del suddetto codice 40, ai fini della detrazione IRPEF del 19 per cento.

Detrazione abbonamento mezzi pubblici nel 730/2019

L’abbonamento ai mezzi pubblici può essere portato in detrazione fiscale con il modello 730/2019. Di seguito le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate su limiti di spesa ed importi da indicare in dichiarazione dei redditi.

L’abbonamento ai mezzi pubbliciè una delle spese ammessa in detrazione fiscale con il modello 730/2019 e l’Agenzia delle Entrate ha recentemente fornito tutte le istruzioni per l’indicazione in dichiarazione dei redditi.

La circolare n. 13/E risolve alcuni dei dubbi sulla detrazione dell’abbonamento, a partire dal limite di spesa. I contribuenti titolari di abbonamenti a bus, metro o treni relativi al 2018 potranno indicare in dichiarazione dei redditi la spesa sostenuta e fruire del rimborso Irpef del 19% entro un massimo di 250 euro, limite complessivo che riguarda sia le spese sostenute per se stessi che per i propri familiari a carico.

Nelle righe che seguono approfondiremo nel dettaglio tutte le istruzioni per fruire della detrazione dell’abbonamento a metro, bus o treni nel modello 730/2019.

Vediamo di seguito come funziona e chi ha diritto alla detrazione per gli abbonamenti dei mezzi pubblici e qual è l’importo dello sconto previsto dal bonus.

Detrazione abbonamento mezzi pubblici nel 730/2019

La detrazione degli abbonamenti dei mezzi pubblici introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 consente di beneficiare, presentando il modello 730/2019 o la dichiarazione dei redditi con modello Unico, di uno sconto fiscale pari al 19%e per un importo massimo detraibile di 250 euro.

La novità introdotta dalla scorsa Legge di Bilancio non fa riferimento a specifiche categorie di mezzi pubblici e, pertanto, il bonus fiscale potrà essere richiesta per tutti gli abbonamenti ai mezzi di trasporto, come bus, metro, treni regionali e interregionali o ad alta velocità e via di seguito.

A fornire dettagli su quando si ha diritto alla detrazione è la circolare n. 13/E dell’Agenzia delle Entrate. Con il termine abbonamento si intende:

“un titolo di trasporto che consenta di poter effettuare un numero illimitato di viaggi, per più giorni, su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato.”

Si tratta degli abbonamenti che consentono un uso continuato e non episodico del mezzo di trasporto pubblico, sia locale che regionale o interregionale.

Al contrario, non sono detraibili le seguenti categorie di spese:

  • titoli di viaggio che abbiano una durata oraria, anche se superiore a quell giornaliera, quali ad esempio i biglietti a tempo che durano 72 ore;
  • carte di trasporto integrate che includono anche servizi ulteriori rispetto a quelli di trasporto quali ad esempio le carte turistiche che oltre all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici consentono l’ingresso a musei o spettacoli.

Lo sconto verrà riconosciuto in detrazione fiscale Irpef sulle imposte dovute e dovrà quindi esser richiesto in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi.

All’interno del modello 730 le spese sostenute dovranno essere indicate nel rigo da E8 a E10 utilizzando il codice spesa 40.

Detrazione abbonamento bus, metro e treni 2019: importo e limiti di spesa

Come anticipato, con l’introduzione della detrazione per gli abbonamenti ai mezzi pubblici, i contribuenti avranno diritto ad una detrazione fiscale di un massimo del 19% su 250 euro di spesa sostenuta a partire dal 1° gennaio 2018.

In sostanza, lo sconto che si potrà richiedere in detrazione sull’Irpef con il modello 730/2019 o con il modello Redditi, sarà di massimo 48 euro circa, con la possibilità di richiederlo anche per familiari, coniuge e figli a carico.

A creare confusione era stato il limite massimo di spesa detraibile. L’importo di 250 euro deve intendersi riferito cumulativamente alle spese sostenute dal contribuente per l’abbonamento proprio e dei familiari a carico, oltre a costituire il limite massimo di spesa per ciascun abbonato.

Pertanto, anche se il costo dell’abbonamento è suddiviso tra più soggetti, come nel caso dei genitori che sostengano la spesa di 400 euro per l’abbonamento del figlio a carico, l’ammontare massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione, da ripartire tra i genitori, non può superare 250 euro.

Per individuare quali sono le spese ammesse in detrazione fiscale sarà inoltre necessario utilizzare il criterio di cassa: la detrazione è calcolata sulla spesa sostenuta nel 2018 per l’acquisto dell’abbonamento, indipendentemente dal periodo di validità dello stesso (es. abbonamento acquistato nel mese di dicembre 2018 con validità dal 1° gennaio 2019 – 30 giugno 2019).

Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2018 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella CU 2019. La detrazione spetta comunque sulla parte di spesa non rimborsata.

Detrazione abbonamento nel 730/2019: i documenti da controllare e conservare

La spesa sostenuta e la relativa data dovranno essere documentate mediante il titolo di viaggio o in alternativa tramite la ricevuta di pagamento dell’abbonamento.

Per poter fruire della detrazione fiscale è inoltre importante che sia indicata anche la durata precisa dell’abbonamento, ovvero data di partenza e termine di validità.

Se la ricevuta di pagamento è intestata a un familiare a carico, oltre alla documentazione di cui sopra, deve essere prodotta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà effettuata nei modi e nei termini previsti dal DPR n. 445 del 2000 con l’indicazione del soggetto che ha sostenuto la spesa.

Così come chiarito dall’Agenzia delle Entrate in assenza dell’indicazione della data di sostenimento della spesa, la stessa si presume sostenuta in coincidenza con la data di inizio della validità dell’abbonamento.

Per gli abbonamenti in formato elettronico sarà necessario che il contribuente conservi il documento che attesti le indicazioni essenziali atte a qualificare il titolo di viaggio (informazioni su servizio utilizzatore, periodo di validità, spesa
sostenuta e data di sostenimento della spesa). Si tratta ad esempio degli scontrini contenenti tutte le informazioni sopra richieste.

Deduzione totale rimborso abbonamenti per i datori di lavoro

Con l’obiettivo di incentivare la mobilità sostenibile, la Legge di Bilancio 2018 ha inoltre introdotto la possibilità, per i datori di lavoro, di portare in deduzione totale le somme erogate a titolo di rimborso per i propri dipendenti pendolari e per i familiari.

L’importo che bisognerà indicare in dichiarazione dei redditi deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 40.

I datori di lavoro potranno dunque portare l’importo di spesa sostenuto per rimborsare i lavoratori pendolari in deduzione totale, in quanto inclusi nei costi sostenuti per l’esercizio della propria attività d’impresa.

Detrazione spese intermediazione immobiliare nel modello 730/2019

Detrazione spese intermediazione immobiliare nel 730/2019: i contribuenti che hanno acquistato una casa, da adibire ad abitazione principale, e si sono affidati a un intermediario immobiliare, riconosciuto dalla legge numero 39 del 1989, hanno diritto a uno sconto Irpef del 19% sul compenso erogato, fino al limite massimo di 1.000 euro.

Dall’asilo nido alle visite specialistiche, passando per la retta per la mensa scolastica, ci sono una serie di costi che possono essere portati in detrazione al momento della dichiarazione dei redditi, tra gli altri anche le spese di intermediazione immobiliare danno diritto a una riduzione dell’imposta.

Per usufruirne è necessario, è necessario compilare correttamente il modello 730/2019 seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e rispettando le condizioni stabilite dall’articolo 15 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

Detrazione spese intermediazione immobiliare fino a 1.000 euro nel modello 730/2019

Chi ha acquistato un’abitazione nel corso del 2018 e si è servito di un’agenzia immobiliare può usufruire della detrazione del 19% sulle spese di intermediazione fino a un massimo di 1.000 euro.

Il requisito fondamentale per usufruirne è che l’immobile acquistato diventi l’abitazione principale del contribuente, ovvero quella in cui dimora abitualmente insieme ai suoi familiari.

Il contribuente, dunque, deve inserirla nei registri anagrafici o deve produrre un’autocertificazione per indicarla come tale.

Per poter portare in detrazione i costi delle spese di intermediazione immobiliare, la l’immobile acquistato deve essere adibito ad abitazione principale entro lo stesso termine previsto per la detrazione degli interessi passivi su mutui stipulati per la stessa e, quindi, di regola entro un anno precedente o successivo alla data della stipulazione del contratto di mutuo.

Detrazione spese intermediazione immobiliare nel modello 730/2019: chi può beneficiarne

Gli acquirenti dell’immobile hanno diritto all’agevolazione sulle spese di intermediazione immobiliare, a patto che il relativo importo sia indicato nell’atto di cessione dell’immobile.

L’art. 35, comma 22, del DL n. 223 del 2006 dispone che all’atto della cessione dell’immobile, anche se assoggettata ad IVA, le parti hanno l’obbligo di rendere apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietàindicando le modalità di pagamento del corrispettivo.

Ciascuna delle parti ha l’obbligo di dichiarare:

  • se si è avvalsa di un mediatore e, nell’ipotesi affermativa, di fornire i dati identificativi del titolare, se persona fisica, o la denominazione, la ragione sociale ed i dati identificativi del legale rappresentante, se soggetto diverso da persona fisica, ovvero del mediatore non legale rappresentante che ha operato per la stessa società;
  • il codice fiscale o la partita IVA;
  • il numero di iscrizione al ruolo degli agenti di affari in mediazione e della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di riferimento per il titolare ovvero per il legale rappresentante o mediatore che ha operato per la stessa società;
  • l’ammontare della spesa sostenuta per tale attività e le analitiche modalità di pagamento della stessa.

Se l’unità immobiliare è acquistata da più persone, la detrazione, nel limite di 1.000 euro, va ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprietà.

L’agevolazione non spetta, invece, se le spese sono state sostenute nell’interesse di un familiare a carico.

Sono esclusi dal beneficio anche i contribuenti che vendono l’abitazione: anche se si affidano a un’agenzia immobiliare e sostengono delle spese, non possono usufruire dello sconto Irpef.

Detrazione spese intermediazione immobiliare: come compilare il 730/2019 e i documenti da conservare

I contribuenti che hanno diritto ad accedere alla detrazione Irpef del 19% sulle spese di intermediazione immobiliare sostenute nel 2018, fino a un importo massimo di 1.000 euro, seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate nella compilazione del modello 730/2019.

Lo spazio dedicato a detrazioni e deduzioni è il “quadro E”, più in particolare in questo caso bisogna far riferimento ai righi da “E8 a E10 – Altre spese”, nei quali vanno inseriti i dati che seguono:

  • nella colonna 1, il codice “17” che identifica i compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare;
  • nella colonna 2, i costi sostenuti.

L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili”della Certificazione Unica con il codice onere 17.

I contribuenti che beneficiano della detrazione del 19% per le spese di intermediazione immobiliare devono conservare la documentazione che segue:

  • fattura rilasciata dall’intermediario immobiliare;
  • preliminare registrato;
  • atto di compravendita da cui risultino i requisiti previsti dalla legge n. 296 del 2006
  • autocertificazione attestante che l’immobile è destinato ad abitazione principale.

Con la circolare numero 20 del 2011, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti sui documenti necessari per la detrazione sulle spese di intermediazione immobiliare:

  • non spetta se la fattura rilasciata dall’intermediario immobiliare è intestata ad un soggetto non proprietario;
  • nel caso in cui la fattura è intestata ad un solo proprietario ma l’immobile è in comproprietà, al fine di ammettere pro-quota alla detrazione anche il comproprietario che non è indicato nella fattura, sarà necessario integrare il documento con i dati anagrafici del comproprietario mancante;
  • se la fattura è intestata al proprietario dell’immobile e ad un altro soggetto non proprietario, per consentire la detrazione dell’intero importo all’unico proprietario, è necessario che in fattura venga specificato (o integrato) che l’onere è stato sostenuto solo da quest’ultimo.

Detrazione abbonamento autobus e mezzi pubblici nel 730

Modello 730/2019: detrazione abbonamento autobus e mezzi di trasporto.

I contribuenti titolari di abbonamenti a bus, metro o treni relativi al 2018 potranno indicare in dichiarazione dei redditi la spesa sostenuta e fruire del rimborso Irpef del 19% entro specifici limiti che analizzeremo di seguito.

A reintrodurre la detrazione per gli abbonamenti di bus, metro, tram e treni è stata la Legge di Bilancio 2018 ed è proprio a partire dalle spese per gli abbonamenti sostenute dallo scorso 1° gennaio che sarà possibile fruire del bonus Irpef.

Si potrà portare in detrazione l’abbonamento non solo in relazione alla spesa sostenuta direttamente ma anche per i familiari a carico, tra cui figli e moglie, con la possibilità di beneficiare di uno sconto fiscale pari al 19% ed entro il limite di 250 euro di spesa.

Le istruzioni dettagliate sono contenute nelle regole di compilazione del modello 730/2019, che dovrà essere presentato entro il 23 luglio 2019.

Vediamo di seguito come funziona e chi ha diritto alla detrazione per gli abbonamenti dei mezzi pubblici e qual è l’importo dello sconto previsto dal bonus.

Detrazione abbonamento mezzi pubblici nel 730/2019

La detrazione degli abbonamenti dei mezzi pubblici introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 consente di beneficiare, presentando il modello 730/2019 o la dichiarazione dei redditi con modello Unico, di uno sconto fiscale pari al 19% e per un importo massimo detraibile di 250 euro.

La novità introdotta dalla scorsa Legge di Bilancio non fa riferimento a specifiche categorie di mezzi pubblici e, pertanto, il bonus fiscale sarà richiedibile per tutti gli abbonamenti ai mezzi di trasporto, come bus, metro, treni regionali e interregionali o ad alta velocità e via di seguito.

Lo sconto verrà riconosciuto in detrazione fiscale Irpef sulle imposte dovute e dovrà quindi esser richiesto in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi.

All’interno del modello 730 le spese sostenute dovranno essere indicate nel rigo da E8 a E10 utilizzando il codice spesa 40. Per quanto riguarda le istruzioni del modello Redditi si attende ancora la pubblicazione dell’apposito provvedimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Detrazione abbonamento bus, metro e treni 2019: ecco l’importo dello sconto

Come anticipato, con l’introduzione della detrazione per gli abbonamenti ai mezzi pubblici, i contribuenti avranno diritto ad una detrazione fiscale di un massimo del 19% su 250 euro di spesa sostenuta a partire dal 1° gennaio 2018.

In sostanza, lo sconto che si potrà richiedere in detrazione sull’Irpef con il modello 730/2019 o con il modello Redditi, sarà di massimo 48 euro circa, con la possibilità di richiederlo anche per familiari, coniuge e figli a carico.

Con l’obiettivo di incentivare la mobilità sostenibile, la Legge di Bilancio 2018 ha inoltre introdotto la possibilità, per i datori di lavoro, di portare in deduzione totale le somme erogate a titolo di rimborso per i propri dipendenti pendolari e per i familiari.

L’importo che bisognerà indicare in dichiarazione dei redditi deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 40.

Così come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, non possono essere indicate le spese sostenute nel 2018 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 Tuir” (punti da 701 a 706) della Certificazione Unica con il codice onere 40.

Deduzione totale rimborso abbonamenti per i datori di lavoro

Nel testo della Legge di Bilancio 2018 si legge che a partire dal 1° gennaio le agevolazioni riguardano anche per i datori di lavoro.

Le spese sostenute dalle aziende per il rimborso dei titoli di viaggio acquistati dai lavoratori e familiari non concorreranno alla formazione del reddito da lavoro dipendente, inserendo la nuova agevolazione al comma 2 dell’art. 51 del TUIR.

I datori di lavoro potranno dunque portare l’importo di spesa sostenuto per rimborsare i lavoratori pendolari in deduzione totale, in quanto inclusi nei costi sostenuti per l’esercizio della propria attività d’impresa.

Detrazioni casa di riposo: quali spese indicare nel 730

Detrazioni casa di riposo: le spese da riportare nel modello 730/2019.

Le diverse modalità per beneficiare delle agevolazioni sui costi, anche per i familiari non a carico. Ecco tutte le istruzioni in vista della dichiarazione dei redditi.

detrazioni retta casa di riposo: le spese da riportare nel modello 730/2019. Anche sul pagamento della retta per istituti di ricovero è possibile beneficiare di particolari agevolazioni, sia per i familiari a carico che per quelli non a carico.

Per beneficiare di deduzioni e detrazioni, nel modello 730/2019 è necessario indicare i costi sostenuti nell’arco del 2018. E inoltre bisogna considerare le condizioni della persona che beneficia delle cure della casa di riposo e se risulta fiscalmente a carico del contribuente, oppure no. Si distinguono, infatti, tre situazioni:

  • soggetti non autosufficienti fiscalmente a carico, per cui è prevista la detrazione del 19%;
  • familiari non a carico, per cui è prevista la detrazione del 19% con il limite di spesa di 2.100 euro;
  • soggetti disabili, per cui è prevista una deduzione dei costi.

In linea generale, che si tratti di detrazione o deduzione, si può considerare solo la parte di spesa che riguarda i servizi sanitari. Dalla fattura complessiva, si escludono, dunque i costi per vitto e alloggio.

Detrazioni spese casa di riposo per i soggetti non autosufficienti

La persona che alloggia in una casa di riposo o il familiare a cui risulta a carico, nel caso di non autosufficienza, ha diritto a una detrazione del 19% sulle spese.

Sono considerate non autosufficienti le persone che necessitano di sorveglianza continua o che non sono in grado di gestire in autonomia atti di vita quotidiana:

  • assumere alimenti;
  • espletare le funzioni fisiologiche;
  • provvedere all’igiene personale;
  • deambulare;
  • indossare gli indumenti.

Lo stato di non autosufficienza deve risultare da una certificazione medica.

Le spese devono essere documentate e devono contenere gli estremi anagrafici e il codice fiscale di chi effettua il pagamento e di chi presta l’assistenza. Dalla fattura complessiva, bisogna estrapolare solo i costi che riguardano i servizi sanitari.

Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.

Detrazione casa di riposo per familiari non a carico: le indicazioni per compilare il modello 730/2019

Il diritto alla detrazione del 19% per la casa di riposo spetta anche per le spese sostenute per i familiari non a carico.

La differenza, rispetto al caso precedente, è che c’è un importo massimo a cui si applica l’agevolazione: 2.100 euro e solo se il reddito complessivo non supera i 40.000 euro.

Nel limite di reddito deve essere computato anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni.

La cifra fa riferimento al singolo contribuente a prescindere dal numero delle persone cui si riferisce l’assistenza. Per fare un esempio, se un contribuente ha sostenuto spese per sé e per un familiare, l’importo da indicare non può superare 2.100 euro.

Se più familiari hanno sostenuto spese per assistere lo stesso familiare, il limite massimo di 2.100, euro deve essere ripartito tra i contribuenti che hanno sostenuto la spesa.

Allo stesso modo del caso precedente, per usufruire della detrazione, è necessario avere a disposizione tutta la documentazione che attesta le spese e chi ne ha beneficiato.

Deduzione casa di riposo per disabili: le indicazioni per compilare il modello 730/2019

Nel caso dei disabili si parla di deduzione, il costo della casa di riposo riduce il reddito complessivo su cui calcolare l’imposta dovuta.Si tratta di un’agevolazione prevista nel caso in cui a beneficiare delle cure siano persone che hanno una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva che causa difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa e determina un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

Lo stato di disabilità deve essere riconosciuto dalla Commissione medica, istituita ai sensi dell’articolo 4 della Legge numero 104 del 1992, o da altre commissioni mediche pubbliche che hanno l’incarico di certificare l’invalidità civile, di lavoro o di guerra.

Le spese possono essere dedotte se sostenute per i seguenti familiari, anche se non risultano fiscalmente a carico:

  • coniuge;
  • generi e nuore;
  • figli, compresi quelli adottivi;
  • suoceri e suocere;
  • discendenti dei figli;
  • fratelli e sorelle (anche unilaterali);
  • genitori (compresi quelli adottivi);
  • nonni e nonne.

Anche in questo caso, però, bisogna fare attenzione alla cifra da indicareall’interno del modello 730.

Nelle istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate specifica che non è possibile portare in deduzione l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e le paramediche che deve risultare distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto a cui ci si affid