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Abbonamenti trasporto pubblico rimborsato dal datore di lavoro: chiarimenti

Detrazione abbonamento trasporto pubblico locale, regionale e interregionale nella dichiarazione dei redditi. Cosa fare se il datore rimborsa parte del costo

Come va indicata nella dichiarazione dei redditi l’abbonamento per il trasporto pubblico locale se questo in parte viene rimborsato dal datore di lavoro? A chiarire questo punto è stata l‘Agenzia delle Entrate con la risposta 280 di venerdì 19 luglio 2019.

Si ricorda infatti che una delle novità della dichiarazione di quest’anno è l’inserimento della detrazione del 19% dell’Irpef per le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale per un importo non superiore a 250€

Inoltre è stato previsto che non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente “le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasposto pubblico locale, regionale e interregionale, del dipendente e dei familiari indicati nell’art. 12 che si trovano nelle condizioni previste nel comma 2 del medesimo art. 12”.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 5 del 29 marzo 2018 ha chiarito che

  • l’esclusione dal reddito, prevista per il servizio di “trasporto collettivo” è stata estesa anche all’ipotesi di concessione da parte del datore di lavoro di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale o di somme erogate per l’acquisto di tali abbonamenti o a titolo di rimborso della relativa spesa.
  • ai fini dell’esclusione dal reddito di lavoro dipendente, è necessario che l’abbonamento al trasporto pubblico sia offerto alla generalità dei lavoratori dipendenti o a categorie di dipendenti e che l’esclusione si rende applicabile sempreché il datore di lavoro acqui sisca e conservi la documentazione comprovante l’utilizzo delle somme da parte del dipendente coerentemente con la finalità per le quali sono state corrisposte; è irrilevante, invece, la circostanza che le somme erogate coprano o meno l’intero costo dell’abbonamento.

In particolare, nel documento di prassi, l’Istante ha chiesto chiarimenti in merito alle modalità di comunicazione all’Amministrazione finanziaria delle somme corrisposte ai lavoratori per l’acquisto degli abbonamenti; tanto, al fine di consentire eventuali controlli fiscali, nella considerazione che la quota dell’abbonamento rimasta a carico dell’Istante non possa essere detratta dal dipendente.

Al riguardo, nel presupposto che, nel caso di specie, ricorrano le condizioni e i requisiti previsti dalla normativa e dai documenti di prassi richiamati, si ritiene che l’Istante, in qualità di sostituto d’imposta, debba esplicitare la quota parte dell’abbonamento rimasta a suo carico (20 per cento) in sede di compilazione della Certificazione Unica, riportandola nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 del TUIR”, con il codice 40.
La quota parte dell’abbonamento a carico del lavoratore (80 per cento) dovrà, invece, essere riconosciuta, quale onere detraibile, direttamente dal datore di lavoro, così come previsto dall’articolo 23, comma 3, del DPR 29 settembre 1973 n. 600, e riportata nella sezione “oneri detraibili” della Certificazione Unica, punto 342, con l’indicazione, nel punto 341, del suddetto codice 40, ai fini della detrazione IRPEF del 19 per cento.

Detrazioni fiscali casa 2019

Anche il 2019 è un anno di detrazione fiscali casa. L’Agenzia delel Entrate ha rilasciato la guida ufficiale con la spiegazione di regole e modalità per fruire di queste agevolazione ovvero quali sono e come funzionano detrazione fiscali casa 2019, sappiamo che rientrano quelle su ristrutturazioni casa, bonus mobili ed elettrodomestici, ecobonus giardini, bonus caldaie 2019 e riqualificazione energetica ed ecobonus casa, di cui è in corso la caccia a detrazioni, importo e calcolo.

Detrazioni ristrutturazioni casa, regole Agenzia entrate

Il primo bonus da ricordare è la proroga di un anno della detrazione Irpef del 50% per una spesa massima 96.000 euro per gli interventi di recupero edilizio. La proroga della detrazioni ristrutturazioni casa dura un solo anno perché dal primo gennaio 2020 il bonus scende al 36% con spesa massima di 48.000 euro. Si tratta del principale pacchetto di detrazioni, quello più richiesto dagli italiani, e su cui l’Agenzia delle entrate si è affrettata a rilasciare chiarimenti e regole ufficiali 2019 detrazioni ristrutturazioni casa.

Bonus mobili 2019, a chi spetta

Anche in questo caso, per conoscere nei dettagli regole, requisiti, mobili ed elettrodomestici oggetto della detrazione 2019 nell’ambito del bonus mobili 2019, è possibile fare riferimento alla guida ufficiale dell’Agenzia delle entrate. Semaforo verde alla proroga della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe A (A+ per i forni) su una spesa massima di 10.000 euro. A essere coinvolti sono i beni per l’arredo di un immobile per cui si fruisce del bonus del 50% per il recupero edilizio. L’agevolazione va abbinata alla detrazione del 50% relativa a lavori edilizi, ma non all’ecobonus, e solo per interventi di recupero.

Ecobonus giardini, chi può fare richiesta

Reintrodotta dal primo gennaio 2019 l’ecobonus giardini una detrazione Irpef del 36% per la sistemazione a verde di aree scoperte, impianti di irrigazione, pozzi, giardini pensili, tetti verdi, anche su parti comuni. Spesa massima di 5.000 euro per unità. Possono fare richiesta immobili residenziali e parti comuni degli edifici condominiali. Attenzione ai dettagli: sono agevolate le opere inserite in un intervento di sistemazione a verde ex novo o radicale rinnovamento. Niente bonus per le spese di manutenzione ordinaria dei giardini.

Bonus caldaie 2019 e riqualificazione energetica

Proroga di un anno della detrazione Iref-Ires del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica in singole unità immobiliari, il cosidetto bonus caldaie 2019. Per alcuni lavori, come schermature solari, sostituzione di finestre, l’ecobonus scende al 50%; per il cambio della caldaia è modulato in base al tipo di impianto. Interessati dalla detrazione sono immobili a uso abitativo e fabbricati strumentali d’impresa.

Ecobonus casa, detrazioni, importo e calcolo

Via libera alla detrazione del 50% per una spesa massima di 96.000 euro per la messa in sicurezza antisismica. La detrazione aumenta rispettivamente al 70% o 80% se si migliora la prestazione di una o due classi di rischio sismico. Sono interessate le abitazioni e costruzioni adibite ad attività produttive in zona sismica 1, 2 e 3. Confermata anche nel 2019 la detrazione del 75% se l’intervento sulle parti comuni riduce il rischio simico di una classe e dell’85% se lo riduce di due classi. Spesa massima di 96.000 euro moltiplicata per il numero di unità dell’edificio.

730 precompilato 2019: modello, scadenza, costi, invio e sanzioni

Cos’è il 730?

Il 730 è un modello di dichiarazione dei redditi, rivolto ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, che consente di recuperare parte delle spese sostenute nel corso dell’anno e di trasformarle in uno stipendio maggiorato.

GUARDA E ASCOLTA LE NOSTRE GUIDE SU COME PRESENTARE IL 730 PER L’ANNO 2019


Con il sistema delle deduzioni e delle detrazioni è possibile che le spese concorrano ad una riduzione del reddito da tassare o delle tasse stesse, che per un lavoratore dipendente significa maturare il diritto al rimborso di quanto già pagato in corso d’anno, accreditandolo direttamente in busta paga.

Le deduzioni del 730

Le deduzioni riguardano il reddito imponibile e quindi si tratta di quelle spese che vanno ad abbassare l’importo su cui poi andranno determinate le imposte. Nel 730 per il 2019 abbiamo in particolare:

  • contributi previdenziali ed assistenziali, inclusi quelli sostenuti per i familiari a carico;
  • contributi versati all’INAIL per le persone del nucleo familiare a tutela dagli infortuni domestici (la cosiddetta assicurazione casalinghe);
  • contributi versati per colf e badanti;
  • spese di assistenza e ricovero disabili;
  • assegni corrisposti al coniuge;
  • somme versate alle forme pensionistiche complementari e individuali, incluse quelle versate per i familiari a carico;
  • donazioni alle organizzazioni non governative (ONG) riconosciute idonee, che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.

Le detrazioni del 730

Le detrazioni, invece, vanno a ridurre direttamente l’importo delle imposte da versare. Di seguito le principali detrazioni inserite previste per il modello 2019 relative alle spese sostenute nel 2018:

  • 19% delle spese funebri sostenute, anche nel caso in cui non vi sia alcun grado di parentela tra chi ha sostenuto le spese e la persona deceduta (il limite massimo si spese detraibile è paria 1.550 euro);
  • 19% delle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado, con un limite massimo di 786 euro per alunno o studente;
  • 19% delle spese per la frequenza dell’università;
  • 19% degli interessi sul mutuo prima casa;
  • 50% delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, cosiddetto bonus ristrutturazioni, con un limite pari a 96.000 euro
  • 50% delle spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, cosiddetto bonus mobili, ma soltanto se relativi ad un immobile oggetto di ristrutturazione (con un limite pari a 10.000 euro);
  • dal 65% all’85% su spese per interventi volti al risparmio energetico degli edifici, all’adozione di misure antisismiche, all’acquisto e posa in opera delle schermature solari e di impianti di climatizzazione invernali dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
  • tra il 50% e l’80% delle spese sostenute per la messa in sicurezza degli edifici, cosidetto sisma bonus;
  • 50% delle donazioni a favore di istituzioni scolastiche, cosiddetto school bonus, spesa detraibile suddivisa in tre anni e per un importo massimo di 100 mila euro;
  • 36% per interventi di “sistemazione a verde” delle aree private scoperte, il cosiddetto bonus giardini e terrazzi;
  • 19% sulle assicurazioni sul rischio di morte di coloro che si occupano di persone con disabilità gravi, norma definita “dopo di noi“.

730 precompilato: cos’è?

Il 730 precompilato è stato introdotto con le dichiarazioni del 2016 relative ai redditi 2015. Si tratta del classico modello 730 che però contiene già una serie di informazioni, fornite da diversi soggetti, per cui salvo casi particolari il contribuente non deve far altro che approvare i dati contenuti nella dichiarazione e reinviarli all’Agenzia delle Entrate.

Tra i diversi soggetti che immettono le informazioni utili alla precompilazione del modello troviamo:

  • Anagrafe tributaria;
  • sostituti d’imposta tenuti a rilasciare la certificazione del compensi;
  • soggetti che erogano mutui agrari e fondiari, imprese di assicuratrici, enti previdenziali e forme pensionistiche
  • medici e centri medici per le informazioni relative alle spese sanitarie deducibili;
  • università per le spese di iscrizione e frequenza degli atenei;
  • soggetti che nel 2018 hanno emesso fatture relative a spese funebri.

Il modello è visualizzabile esclusivamente online e il contribuente non può ricevere alcuna copia cartacea o via mail. Una volta presa visione del modello e dei dati contenuti, il contribuente potrà decidere di accettare la dichiarazione, a partire dal 2 maggio, e questo lo esonererà da qualsiasi controllo fiscale in merito.

Date e scadenza del 730 precompilato

Ricapitoliamo le diverse date da tenere a mente per completare le operazioni sul 730 precompilato:

  • dal 15 aprile è possibile visualizzare il modello;
  • dal 2 maggio sarà possibile accettare o modificare il modello al fine di chiudere l’adempimento;
  • l’8 luglio è l’ultimo giorno per la presentazione tramite sostituto d’imposta (il datore di lavoro per intenderci);
  • il 23 luglio è l’ultimo giorno utile per accettare il modello o trasmetterlo con le integrazioni se si decide di agire autonomamente, tramite CAF o professionista abilitato;
  • fino al 25 ottobre i sostituti d’imposta, i CAF e i professionisti abilitati, potranno accedere al modello per trasmettere le dichiarazioni rettificative o integrative.

Accesso al modello 730 precompilato

È possibile prelevare online il documento a partire dal 16 aprile. Si tratta del modello 730/2019 relativo ai redditi 2018. Due le strade per ottenerlo:

  • direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate previa richiesta del PIN per il cassetto fiscale;
  • rivolgendosi ad intermediari abilitati come CAF, commercialisti o consulenti del lavoro.

Per poter accedere è dunque necessario ottenere i propri PIN e password personali che consentono la navigazione all’interno dell’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate. I suddetti codici possono essere richiesti direttamente online, al call center dell’Agenzia delle Entrate che risponde al numero 848.800.444 o presso gli uffici dell’Agenzia.

Per ottenere PIN e password sono necessarie circa un paio di settimane poiché una parte di essi vengono recapitati a mezzo posta (è importante conoscere la tempistica, vista la necessità di rispettare le scadenze fiscali). Oltre alle opzioni sopra citate, è possibile accedere al modello tramite:

  • il PIN INPS dispositivo;
  • le credenziali del servizio SPID;
  • le credenziali del sistema NoiPA, per i dipendenti pubblici che hanno aderito al sistema;
  • la Carta Nazionale dei Servizi. In questo caso la carta va inserita in un lettore che genera il PIN da usare per accedere ai servizi di Fisconline.

Le integrazioni in caso di dati mancanti

Nel caso in cui il contribuente verifichi la mancanza di informazioni oppure che alcuni dei dati debbano essere rivisti, potrà apportare delle modifiche.
Ma attenzione! Nel momento in cui deciderai di “mettere mano” alla dichiarazione, si ritornerà ai metodi tradizionali e dunque il Fisco potrà operare i consueti controlli su quanto dichiarato.

Inoltre se si ricorre ai servizi di CAF o professionisti abilitati, come i commercialisti, questi saranno responsabili degli eventuali errori commessi in sede di revisione e/o integrazione dei dati.

730 precompilato congiunto

Una delle opportunità concesse mediante il 730 precompilato è quella di poter procedere alla compilazione e all’invio congiunto da parte dei coniugi.
Il 730 precompilato congiunto consente di dichiarare in un unico modello i redditi di entrambi i coniugi, in modo da poter compensare i debiti di un coniuge con i crediti dell’altro direttamente in dichiarazione.

Per ottenere un modello precompilato congiunto, sarà sufficiente accedere al 730 precompilato di un dei due coniugi e integrarlo con i dati anagrafici e reddituali dell’altro coniuge. Come visto in precedenza si tratterà pertanto di una dichiarazione con integrazioni, il che comporta sanzioni in caso di errori.

Come annullare l’invio del 730 precompilato

Chi ha modificato la dichiarazione precompilata, ma ha commesso degli errori o ha dimenticato dei dati può annullarla, anche se già inviata all’Agenzia delle Entrate tramite la piattaforma dedicata. L’invio del 730 può essere annullato una sola volta e tassativamente entro il 20 giugno e puoi procedere accedendo al sito con le credenziali che hai usato per la modifica e l’invio della dichiarazione precompilata.

Per poter annullare l’invio del 730 precompilato è necessario che lo stato della dichiarazione sia indicato come “elaborato”. Se accedi al sito con le credenziali Fisconline dovrai inserire di nuovo il PIN per poter richiedere l’annullamento della dichiarazione mentre, se accedi con le credenziali INPS, NoiPA o SpID puoi procedere senza che sia necessario ripetere il PIN.

L’annullamento comporta la cancellazione di tutti i dati modificati e inseriti manualmente. In pratica, se annulli l’invio viene ripristinata la dichiarazione precompilata così come è stata elaborata dall’Agenzia delle Entrate. Questo vuol dire che viene annullato l’F24 e vengono annullati gli eventuali modelli Redditi aggiuntivo e il correttivo del 730.

Cosa fare dopo aver annullato l’invio del 730 precompilato

Una volta che hai accesso alla dichiarazione precompilata di partenza puoi modificarla inserendo le informazioni mancanti, rettificando i dati imprecisi e inviarla di nuovo. Non potrai farlo subito però, perché per il ripristino dei dati bisogna aspettare 24/48 ore dal momento dell’annullamento.

In caso di dichiarazione congiunta è il dichiarante che deve presentare la richiesta di annullamento. La ricevuta della richiesta di annullamento del 730 e dell’F24 collegato è consultabile nella sezione Ricevute del sito.

Se dovessi aver bisogno di modificare la dichiarazione precompilata dopo il 20 giugno non potrai più annullare l’invio ma dovrai presentare un modello correttivo entro il 25 ottobre.

730 precompilato: costi e sanzioni

Come detto nei paragrafi precedenti, sono diverse le modalità di accettazione/presentazione del modello 730 precompilato. Questo significa anche costi diversi a seconda di come si intende procedere:

  • Accettazione/integrazione autonoma. Questa operazione non comporta alcun esborso economico, ma è sicuramente quella più onerosa in termini di tempo, visto che bisogna recuperare gli accessi e seguire passo per passo le istruzioni.
  • CAF/Consulenti. Rivolgersi ad un CAF o ad un professionista abilitato comporta il pagamento di una parcella, ma come vedremo nel paragrafo successivo, potrebbe essere una garanzia in caso di errori. Le tariffe oscillano tra i 30 e i 100 euro a seconda del soggetto a cui ci si rivolge, all’eventuale tesseramento (ad esempio ad un patronato) e alla complessità della situazione del contribuente, si pensi a chi possiede molti immobili.

Dichiarazione dei redditi 2019: detrazioni per il trasporto pubblico

Detrazioni per il trasporto pubblico nella dichiarazione dei redditi 2019 riferita all’anno di imposta 2018. Limite di 250 euro a persona

Da quest’anno nella dichiarazione dei redditi spetta la detrazione al 19% delle spese sostenute per abbonamento trasporto pubblico locale, regionale e interregionale per un importo non superiore a 250 euro

In generale, l’importo della spesa va indicato nei righi E8-E10 con il codice 40 e deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 40. Dato che questa agevolazione è la stessa che era stata prevista per il 2008 e il 2009, di seguito una serie di chiarimenti che l’Agenzia delle Entrate aveva fornito in quegli anni  , in quanto si ritengono ancora validi:

  • limite massimo di importo detraibile di 250 euro riferito cumulativamente alle spese sostenute dal contribuente per l’abbonamento proprio e dei familiari a carico
  • L’importo di 250 euro costituisce il limite massimo di spesa detraibile per ogni singolo abbonato al servizio di trasporto pubblico; pertanto, anche se il costo dell’abbonamento è suddiviso tra più soggetti, come nel caso dei genitori che sostengano la spesa di 400 euro per l’abbonamento del figlio a carico, l’ammontare massimo di spesa detraibile da ripartire tra i genitori non può superare 250 euro.
  • la detrazione è riservata ai soggetti che si servono del trasporto pubblico per la propria mobilità quotidiana, quali studenti, lavoratori, pensionati
  • per “abbonamento” si intende un titolo di trasporto che consenta al titolare autorizzato di poter effettuare un numero illimitato di viaggi, per più giorni, su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato. Pertanto non possono beneficiare dell’agevolazione
    •  i titoli di viaggio che abbiano una durata oraria, anche se superiore a quella giornaliera, quali ad esempio i biglietti a tempo che durano 72 ore,
    • carte di trasporto integrate che includono anche servizi ulteriori rispetto a quelli di 4 trasporto quali ad esempio le carte turistiche che oltre all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici consentono l’ingresso a musei o spettacoli.
  •  la detrazione può essere calcolata sull’intera spesa sostenuta nel 2018 per l’abbonamento, anche se lo stesso scade nel periodo d’imposta successivo (es. abbonamento con validità dal 1° marzo 2018 al 28 febbraio 2019).

Attenzione va prestata la fatto che l’utilizzo della detrazione è ammesso entro i limiti di capienza delle imposte dovute. In caso di mancato utilizzo della detrazione per incapienza, questa si perde, senza possibilità di rinviarne la fruizione all’anno successivo.

GUIDA AL 730 PRECOMPILATO 2019

730 precompilato: guarda la guida animata


La puntata podcast

Ascolta “3 – Il modello 730 pre compilato. Quando confermarlo e quando va modificato” su Spreaker.

Il testo

MODELLO 730 COS’E’ E A COSA SERVE:
Il 730 è un modulo fiscale che viene presentato per dichiarare i redditi dell’anno precedente. Come si presenta: Puoi presentarlo tu stesso registrandoti sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dove lo troverai già precompilato con i tuoi redditi, parte delle tue spese detraibili e con i fabbricati da te posseduti. Se ritieni che sia tutto corretto lo confermi altrimenti lo puoi modificare. A questo punto ci penserà l’Agenzia delle Entrate a calcolare se devi pagare delle imposte oppure se avrai un rimborso. Se preferisci puoi recarti presso un CAF con tutti i documenti relativi ai tuoi redditi e alle tue spese detraibili, affidandogli la compilazione, il calcolo e l’invio. Ora vediamo chi è obbligato e chi no a presentare il 730: NON SEI OBBLIGATO SE sei un dipendente e hai avuto un solo datore di lavoro in tutto l’anno precedente o sei pensionato e hai solo la pensione. In questi casi se non hai altri redditi, per esempio immobili dati in affitto, collaborazioni o altri redditi diversi non devi far nulla perché le imposte sono già pagate dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. SEI OBBLIGATO SE l’anno precedente hai cambiato lavoro o sei andato in pensione durante l’anno. Hai altri redditi da dichiarare oltre lo stipendio o la pensione; in questo caso sei obbligato perché dovrai versare delle imposte al fisco. NON SEI OBBLIGATO MA TI CONVIENE SE hai sostenuto spese mediche, hai ristrutturato casa, hai sostenuto spese detraibili – di cui non faccio l’elenco in quanto sono veramente molte-. Se guadagni meno di circa 30.000 euro lordi l’anno e sei in affitto, puoi presentare il 730 per farti rimborsare dal fisco parte delle imposte già pagate sullo stipendio o sulla pensione. E’ importante sapere che nel mese di luglio per i dipendenti e in agosto per i pensionati, troverai l’eventuale rimborso aggiunto o le eventuali imposte prelevate direttamente dallo stipendio o dalla pensione senza che tu debba fare altro.


Detrazioni lavoro dipendente 2019: modulo e istruzioni

Detrazioni lavoro dipendente 2019: di seguito il modulo da presentare al datore di lavoro e le istruzioni sulle agevolazioni riconosciute in busta paga ai lavoratori e calcolate in base al reddito percepito.

Il riferimento normativo in merito al calcolo delle detrazioni per lavoro dipendente è l’articolo 13 del TUIR, all’interno del quale è stabilito l’importo e le regole per il calcolo del bonus Irpef spettante di diritto ai titolari di redditi da lavoro dipendente e assimilati.

Le detrazioni per il lavoro dipendente riducono sensibilmente l’importo dell’Irpef dovuta sullo stipendio e alle agevolazioni già riconosciute da anni si è aggiunto, a partire dal 2014 ed ormai in via strutturale, il bonus Renzi di 80 euro, che è erogato in automatico a tutti coloro che non superano i 26.600 euro di reddito annuo.

Tornando alle detrazioni riconosciute in busta paga, si ricorda che anche nel 2019 sarà necessario consegnare al datore di lavoro il modulo compilato nel quale si attesta il rispetto dei requisiti per aver diritto all’erogazione dell’importo.

Di seguito le istruzioni per il calcolo e il modulo per le detrazioni d’imposta 2019 da scaricare in formato pdf.

Modulo detrazioni d’imposta 2019Scarica il modello da compilare e consegnare al datore di lavoro per richiedere le detrazioni per lavoro dipendente e carichi di famiglia

Il modulo detrazioni lavoro dipendente 2019 dovrà essere consegnato al proprio datore di lavoro compilato in ogni sua parte.

Al suo interno bisognerà inserire i dati necessari per poter certificare il diritto a beneficiare delle detrazioni d’imposta nel 2019, che come noto vengono riconosciute in base al reddito imponibile annuo percepito e alla composizione del nucleo familiare.

Il datore di lavoro che opera come sostituto d’imposta, eroga in busta paga del lavoratore le detrazioni lavoro dipendente in base al calcolo del reddito annuo.

Come abbiamo già ricordato l’importo delle detrazioni lavoro dipendente è calcolato sulla base dei giorni lavorati e sul reddito conseguito: il calcolo delle detrazioni d’imposta sarà applicato in maniera inversamente proporzionale al proprio reddito e in sintesi maggiore sarà il reddito e minori saranno le detrazioni lavoro dipendente cui si avrà diritto.

Ecco di seguito come effettuare il calcolo detrazioni lavoro dipendente e chi ne ha diritto.

Calcolo detrazioni lavoro dipendente 2019

Reddito complessivo annuoDetrazione annua e modalità di calcolo
Fino a 8.000 euro1.880,00 euro – la detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro; per rapporti di lavoro a tempo determinato la detrazione non può essere inferiore a 1.380 euro
Da 8.000,01 euro e fino a 28.000,00 euro978,00 + [902,00 x (28.000,00 – Reddito complessivo) : 20.000]
Da 28.000,01 euro e fino a 55.000,00 euro978,00 x [(55.000,00 – Reddito complessivo) : 27.000]
Da 55.000,01euro 0,00

Per il calcolo delle detrazioni lavoro dipendente 2019 si deve far riferimento alla tabella di cui sopra, che racchiude le regole contenute all’art. 13 del Tuir, in cui al comma 1 è stabilito che:

“Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di cui agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno, pari a:

a) 1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 euro;
b) 978 euro, aumentata del prodotto tra 902 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 20.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 28.000 euro;
c) 978 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 55.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 27.000 euro.”

Vediamo in un esempio l’importo e il calcolo delle detrazioni lavoro dipendente 2019.

Esempio di calcolo

Per chiarire come si determina l’importo della detrazione lavoro dipendente facciamo di seguito un esempio di calcolo, ponendo il caso di un contribuente con reddito annuo di 22.000 euro.

Il calcolo detrazione lavoro dipendente 2019 andrà effettuato applicando la seguente formula:

978,00 + [902,00 x (28.000,00-Reddito complessivo) : 20.000)]

  • 978,00 + [902,00 x (28.000,00-22.000) : 20.000]
  • 978,00 + [902,00 x 6.000:20.000]
  • 978,00 + [902,00 x 0,3]
  • 978,00 + 270,6
  • totale detrazioni lavoro dipendente: 1.248,6 euro all’anno.

Chi ha diritto alle detrazioni d’imposta?

Hanno diritto alle detrazioni lavoro dipendente tutti i lavoratori titolari di contratto di lavoro subordinato sia a tempo determinato che indeterminato, ma anche chi ha un contratto a progetto, di collaborazione continuativa e chi percepisce redditi assimilati come la Naspi.

L’importo e il calcolo detrazioni lavoro dipendente non sono tuttavia uguali per tutti i lavoratori titolari di reddito da lavoro dipendente e superati i 55.000 euro di reddito annuo la detrazione d’imposta si azzera.

Le detrazioni d’imposta per figli, coniugi e familiari a carico

Nel modulo da consegnare al datore di lavoro nel 2019 bisognerà indicare anche i dati relativi al coniuge a carico, figli o altri familiari.

Per il coniuge, la detrazione spetta se il marito o la moglie non possiede redditi propri che superino l’importo di 2.840,51 euro all’anno.

Lo stesso limite riguarda anche i figli a carico ovvero anche figli adottivi, naturali, riconosciuti, affidati o affiliati che convivono con il contribuente o percepiscano assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria (indipendentemente dall’età). A tal proposito si segnala la novità in vigore dal 1° gennaio 2019: sono considerati a carico i figli di età fino a 24 anni che possiedono redditi fino a 4.000 euro.

Se l’altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato ovvero se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, la detrazione prevista per il coniuge si applica, se più favorevole, al primo figlio e per gli altri figli si applicano le detrazioni ordinariamente previste per questi ultimi.

La mancanza del coniuge che dà luogo alla concessione della detrazione speciale si verifica nei seguenti casi:

  • quando l’altro genitore è deceduto;
  • quando l’altro genitore non ha riconosciuto i figli naturali;
  • quando da certificazione dell’autorità giudiziaria risulti lo stato di abbandono del coniuge.

Sono considerati altri familiari a carico, nel caso in cui siano titolari di reddito non superiore a 2.840,51 euro e che convivono con il contribuente o percepiscono assegni alimentari non stabiliti da provvedimento del giudice:

  • genitori (in loro mancanza gli ascendenti prossimi),
  • adottanti,
  • generi,
  • nuore,
  • suoceri,
  • fratelli e sorelle germani o unilaterali,
  • nipoti,
  • coniuge separato o divorziato che percepisca alimenti.

La ripartizione della detrazione per figli a carico

Per i genitori non legalmente ed effettivamente separati la detrazione d’imposta spetta nella misura del 50% ciascuno ovvero, in caso di accordo, è riconosciuta al genitore con reddito più alto.

In caso di separazione o divorzio le detrazioni d’imposta spettano al genitore affidatario mentre nel caso di affidamento congiunto o condiviso è divisa al 50% per ciascun genitore, tranne nei casi in cui ad uno dei due non sono riconosciute le detrazioni per motivi di reddito.

In caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione spetta a quest’ultimo per l’intero importo.

Studenti fuori sede in affitto? Per detrarre bastano le ricevute del bonifico online

Il quesito. Oltre alla copia del contratto di locazione per studenti universitari regolarmente registrato, le ricevute mensili dei bonifici pagati online per i relativi canoni possono essere sufficienti per le detrazioni in dichiarazione dei redditi? Nella ricevuta è specificato il mese cui si riferisce il pagamento e l’appartamento indicato nel contratto. Non c’è altra quietanza oltre alla ricevuta
del bonifico.
 F.N. – Taranto

La risposta. La documentazione che il contribuente deve necessariamente controllare e conservare per poter fruire dell’agevolazione prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i– sexies e lettera i–sexies.01 del Tuir (Dpr 917/1986) è la seguente (circolare 7/E/2018): copia del contratto di locazione registrato, stipulato in base alla legge 431/1998 o contratto di ospitalità o assegnazione in godimento; quietanze di pagamento; autocertificazione con la quale si attesta di essere studente universitario e di rispettare i requisiti previsti dalla legge.
In base a quanto detto, le ricevute mensili dei bonifici online effettuati per i canoni di locazione sono da ritenere sufficienti.

Il quesito è tratto dall’inserto L’Esperto risponde, in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 10 dicembre 2018.

Consulta L’Esperto risponde per avere accesso a un archivio con oltre 200mila quesiti, con relativi pareri. Non trovi la risposta al tuo caso? Invia una nuova domanda agli esperti.

Bonus casa: tutte le agevolazioni del 2018

L’elenco completo dei bonus per la casa in vigore: detrazioni per le ristrutturazioni, detrazioni per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, ecobonus e bonus verde.

Chi vuole comprare, ristrutturare o affittare la propria casa può far ricorso ai bonus fiscali. Molti se ne dimenticano ma ci sono importanti agevolazioni che possono farci lasciare dentro il portafoglio ben più di qualche euro.

L’elenco completo dei bonus per la casa in vigore comprende detrazioni per le ristrutturazioni, detrazioni per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, agevolazioni per i lavori di adeguamento energetico (il noto ecobonus), ma anche il bonus verde per contribuenti che si prendono cura del verde privato anche all’interno di edifici condominiali.

Restano inoltre in vigore il Fondo di garanzia per richiedere il mutuo, le agevolazioni sulle tasse per acquistare l’abitazione principale, e la cedolare secca sugli immobili dati in affitto. Il ministero dell’economia ha pubblicato una rapida guida con tutti i bonus previsti nel 2018.

Ne abbiamo già parlato: le agevolazioni fiscali per chi ha necessità di effettuare dei lavori in casa e per chi deve acquistare mobili elettrodomestici nuovi è il momento giusto: entrambi i bonus scadono a dicembre 2018 e il risparmio è molto significativo essendo pari al 50% dell’importo. Tra le altre misure significative segnaliamo la possibilità di detrarre una parte della polizza assicurativa sulla vostra abitazione.

Econobonus

Con la legge di bilancio le detrazioni del 65% sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici sono state prorogate a tutto il 2018.

La detrazione, da ripartire in 10 rate di uguale importo, è usufruibile per i seguenti interventi:
•    riqualificazione energetica di edifici esistenti
•     interventi sull’involucro degli edifici
•    installazione di pannelli solari

Le detrazioni per le caldaie

Ha diritto al bonus anche chi sostituisce l’impianto di climatizzazione invernale. Ci sono però alcuni paletti: la detrazione è del 65% se il nuovo impianto è dotato di caldaie a condensazione pari alla classe A e al contempo vengono installati anche sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII. La detrazione sarà del 50% per gli impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A. Chi acquista un impianto di classe inferiore alla A non ha diritto ad alcuna detrazione.

Bonus ristrutturazioni

Confermate per l’anno 2018 anche le detrazioni per lavori di ristrutturazione edilizia. Il bonus consente di detrarre il 50% dell’importo speso, fino ad un massimo di 96mila euro. Viene concesso ai proprietari delle abitazioni, ai nudi proprietari, ai titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), ma anche a locatari o comodatari etc. Il sito Idealista elenca nel dettaglio gli interventi per i quali sarà possibili accedere al bonus.

Bonus mobili ed elettrodomestici

Si tratta di uno sconto del 50%  per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+. Per ottenere il bonus è necessario effettuare uno o più interventi di ristrutturazione che però, per quanto riguarda gli appartamenti, devono avere natura “straordinaria” (non basta ad esempio tinteggiare le pareti e neppure sostituire i pavimenti). Per le parti comuni di un condominio, al contrario, sono sufficienti anche interventi di natura “ordinaria”. A questo link tutte le informazioni.

“Super bonus”

Si tratta di un bonus destinato alle parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1,2 e 3.  Il bonus si può ottenere in caso di lavori congiunti di riqualificazione energetica e sismica per un risparmio che va dall’80 all’85% della spesa (a seconda del grado di riduzione del rischio sismico, da una a due classe di rischio sismico inferiore).

Bonus verde

Detrazione Irpef del 36% per chi rende più vivibili i condomini. Il tetto massimo di spesa su cui si può chiedere la detrazione è fissato a 5mila euro. Le  spese dovranno essere destinate a interventi quali: sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi e realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Detrazione canone studenti fuori sede

Una delle novità più interessanti contenute nella legge di bilancio riguarda le detrazioni fiscali per le spese di locazione degli studenti fuori sede. La detrazione Irpef del 19%  è stata infatti estesa (ma solo limitatamente ai periodi d’imposta 2017 e 2018) anche a chi studia in un comune che si trova all’interno  della stessa provincia  ed è ridotto a 50 km (invece dei 100 “canonici”) per gli studenti residenti in zone montane o disagiate.

Assicurazione sulla casa: sconto del 19%

Si tratta di una detrazione Irpef relativa ai premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulate relativamente a unità immobiliari a uso abitativo. Tali polizze sono inoltre esenti dall’imposta sulle assicurazioni.

Cedolare secca al 10%

Prorogata per altri due anni la cedolare secca con aliquota al 10 per cento, regime sostitutivo della tassazione Irpef applicabile per tutta la durata del contratto a canone concordato.

DEDUZIONI E DETRAZIONI

Deduzioni e detrazioni: qual è la differenza? Guarda la guida animata

 

Ascolta la puntata podcast

Ascolta “5 – Deduzione e detrazione qual è la differenza” su Spreaker.

 

Il testo

Buongiorno da Gabriella, oggi vi parlerò della differenza tra deduzioni e detrazioni fiscali. La giungla delle spese deducibili e detraibili è quasi inestricabile…vediamo di munirci di machete e tracciare un sentiero :). Per capire meglio facciamo alcuni esempi pratici.

  1. Primo esempio: la deduzione: Mettiamo il caso che io abbia uno stipendio lordo di 30 mila euro, che non è quello che mi viene versato in banca, ma è l’imponibile fiscale che trovate sulla certificazione unica, sul quale il mio datore di lavoro calcola le imposte e le versa al fisco. Poniamo poi che durante l’anno io abbia speso 5 mila euro di assistenza infermieristica per mio padre. A questo punto il mio reddito imponibile diventa di 25mila euro perché quello che ho speso è come se non lo avessi guadagnato. Le mie imposte vengono calcolate su 25mila euro e mi vengono rimborsati 1,710 euro. Questa è una deduzione.
  2. Secondo esempio: la detrazione. Mettiamo il caso che io abbia sempre uno stipendio lordo di 30 mila euro e che durante l’anno abbia speso 5mila euro di spese mediche e farmaci.Il mio reddito imponibile resta invariato ma sul 730 detrarrò dalle imposte il 19% di quanto pagato e mi verranno rimborsati 250 euro.

Spesso la deduzione risulta più conveniente della detrazione…ma purtroppo non possiamo scegliere. Certe agevolazioni sono deducibili e altre detraibili.

 

ANZIANI E AGEVOLAZIONI SUL 730

Anziani e agevolazioni sul 730: la guida animata

 

Ascolta la puntata podcast

Il testo

Buongiorno a tutti da Gabriella oggi affronterò un argomento che direttamente o indirettamente riguarda tutti noi. Gli anziani. L’altra sera per l’ennesima volta in TV hanno ribadito che l’italia è una nazione di……. tra virgolette..e in senso buono di vecchi. Ma cosa c’entra questo con la dichiarazione dei redditi? Eh… c’entra. Perchè alcune agevolazioni del 730 riguardano proprio loro e i familiari.

Se i nostri congiunti sono autosufficienti, bene anzi godiamoceli e sfruttiamoli per fare i nonni ma se purtroppo non sono autosufficienti ai sensi della legge 104 del 1992 e percepiscono l’indennità di accompagnamento allora, ci sono degli sconti fiscali.

In uno dei podcast precedenti ho spiegato la distinzione tra deduzione e detrazione a proposito appunto di questi sconti ….nel caso che trattiamo oggi si presentano entrambe
Facciamo l’esempio che mio padre sia ricoverato in una struttura per anziani e abbia una pensione bassa che non gli consente di far fronte a tutte le spese. Ma no è a mio carico.
A questo punto io come figlia intervengo in aiuto e pago le spese mediche ed infermieristiche sostenute nella struttura, Ebbene quello che ho pagato me lo posso dedurre dal 730.

Altro esempio: mio padre non è ricoverato in struttura ma è assistito da una badante, assunta da me e alla quale pago lo stipendio e verso i contributi.

In questo caso mi deduco i contributi pagati fino ad un limite di 1549 euro e..
se il mio reddito lordo non è superiore a 40 mila euro e ripeto lordo, mi detraggo anche in parte lo stipendio della badante fino ad un massimo del 19% di 2100 euro. Cioè a conti fatti, mi vengono rimborsati al massimo 399 euro.
Naturalmente tutto questo vale anche per le spese sostenute a favore di altri familiari, fratelli, figli disabili, eccetera e…… vale anche per la suocera…..
Oggi ho fatto solo questi esempi, ma ci sono altre detrazioni, di cui può usufruire l’anziano disabile stesso. Spese mediche o acquisto con IVA agevolata dell’auto, ma di questo ne parleremo un’altra volta.
Per oggi vi saluto e ci sentiamo alla prossima per un’altra pillola di fisco .