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Giardini, terrazze e balconi: ecco come avere il bonus verde nel 730

Nella dichiarazione dei redditi di quest’anno debutta lo sconto fiscale riservato agli interventi per il “verde” delle abitazioni. Si tratta del bonus introdotto dalla legge di Bilancio per il 2018 e che è stato prorogato anche per il 2019.
La detrazione Irpef è pari al 36% e si applica alle spese (fino a 5mila euro) sostenute per la “sistemazione a verde” di aree scoperte private degli edifici, comprese pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione, e per la realizzazione di pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

Gli interventi agevolati 
A beneficiare del bonus sono le opere che si inseriscono in un intervento relativo all’intero giardino o area, e che consiste nella sistemazione a verde ex novo o in un radicale rinnovamento. È quindi agevolato l’intervento complessivo di riqualificazione dell’area verde: non il semplice acquisto di piante o altro materiale. In altri termini, se si comprano piante e arbusti da collocare in terrazza, anche in vasi mobili , il bonus spetta a condizione che l’acquisto rientri in un più ampio intervento straordinario del giardino o dell’area interessata. Sono agevolati anche gli interventi su alberi secolari o di pregio.

Le opere escluse 
La detrazione non riguarda le spese sostenute per la manutenzione ordinaria periodica dei giardini già esistenti, non connessa a un intervento innovativo o modificativo. E non spetta neppure per i lavori in economia, cioè quelli fai-da-te, eseguiti dal contribuente stesso. Questo divieto, però, non esclude la possibilità di rivolgersi a fornitori diversi per l’acquisto di alberi, piante, arbusti, cespugli, specie vegetali, e per eseguire gli interventi.

Mentre la realizzazione di fioriere e l’allestimento a verde di balconi e terrazzi è agevolabile solo se permanente, e sempre che «si riferisca a un intervento innovativo di sistemazione a verde degli immobili residenziali» (circolare 13/E/2019).

I soggetti beneficiari 
Il bonus verde spetta ai contribuenti che posseggono o detengono (sulla base di un titolo idoneo) l’immobile su cui sono effettuati gli interventi, ma anche ai loro familiari conviventi. E vale anche per gli interventi sulle parti comuni esterne dei condomìni: in tal caso il bonus va al singolo condomino nel limite della quota di spesa a lui imputabile (purché questa quota sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi).

Le modalità di pagamento 
I pagamenti devono avvenire con «strumenti idonei a garantire la tracciabilità delle operazioni». Quindi vanno bene i bonifici ordinari (non per forza “parlanti”, come per gli altri bonus edilizi). Ma anche gli assegni bancari, postali o circolari non trasferibili, e le carte di credito o di debito (bancomat): la data di pagamento scatta quando si utilizza la carta e non nel giorno di addebito sul conto corrente.

La fattura deve comunque indicare il codice fiscale del beneficiario del bonus e la descrizione dell’intervento, dimostrando che la spesa rientra tra quelle agevolabili: ad esempio, nel caso di lavori su un giardino, che non si è trattato di manutenzione ordinaria (come la potatura), esclusa dalla misura. Fatture e copie dei pagamenti sono da conservare.

730/2019: 23 luglio ultimo termine per l’invio

Martedì 23 luglio, fra due settimane, scade il termine ultimo la presentazione della dichiarazione dei redditi tramite il modello 730/2019 e della busta contenente la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille (mod. 730/1) da parte

  • dei contribuenti che provvedono direttamente all’invio utilizzando le credenziali di accesso ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate
  • dei contribuenti che si rivolgono a un Caf o a un professionista.

Pertanto entro tale data, Caf e professionisti abilitati devono trasmettere, in via telematica, all’Agenzia delle entrate:

  • le dichiarazioni elaborate,
  • i prospetti di liquidazione (mod. 730-3),
  • il risultato contabile (mod. 730-4)
  • le buste con le schede per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef, relativi ai modelli 730/2019 presentati dai contribuenti dal 1° al 23 luglio 2019.

Inoltre, devono rilasciare al contribuente la copia della dichiarazione elaborata e il relativo prospetto di liquidazione.

Modello 730, niente dichiarazione per la casa assegnata al coniuge separato

Ho il 75% della proprietà dell’abitazione principale (codice 1) assegnata al coniuge separato, che ha il restante 25 per cento. Come dobbiamo compilare il quadro B dei rispettivi modelli 730/2019?

I redditi fondiari concorrono a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale. La giurisprudenza ha spesso affermato che il provvedimento di assegnazione della casa coniugale ha natura di diritto personale di godimento e non di diritto reale (Cassazione n. 4719/2006, n. 17843/2016), con la conseguente esclusione di una soggettività passiva in capo al coniuge assegnatario.

I chiarimenti

L’agenzia delle Entrate aveva affrontato la questione nella circolare 17E/2006, affermando che al coniuge assegnatario della casa familiare non può essere imputato il reddito dell’immobile, a meno che lo stesso non sia comproprietario. 

Il chiarimento derivava da un quesito posto dalla stampa specializzata, la quale chiedeva di conoscere le ragioni che avevano determinato la modifica delle istruzioni del modello 730 che non riportavano più la precisazione secondo la quale è assimilabile ai diritti reali il diritto di abitazione spettante sulla casa adibita a residenza familiare al coniuge separato.

L’applicazione dell’Imu

Sulla questione è poi intervenuto il legislatore che, con il DL 16/2012, all’articolo 4, comma 12-quinquies ha chiarito che, ai soli fini dell’applicazione dell’Imu, l’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione. Si evidenzia l’incoerenza con le imposte dirette.

Le istruzioni

Considerato, quindi, che le istruzioni ai modelli dei Redditi continuano a non far cenno al coniuge separato e che il legislatore ha previsto una norma ai soli fini Imu, si ritiene corretto che ciascun coniuge dichiari nel quadro B del proprio modello 730 la quota di proprietà dell’immobile. Ovviamente, se ricorrono i requisiti per la prima casa il reddito non concorre a formare la base imponibile.

Dichiarazione dei redditi 2019, pronta la guida completa al modello 730 e al modello Redditi.

Nella circolare n. 13/E del 31 maggio tutte le istruzioni su detrazioni, deduzioni e sulle novità introdotte per l’anno d’imposta 2018.

Dichiarazione dei redditi 2019, pronta la guida dell’Agenzia delle Entrate, con tutte le istruzioni su detrazioni e deduzioni racchiuse nella circolare n. 13/E del 31 maggio.

Come di consueto ma con notevole ritardo rispetto agli scorsi anni, la circolare omnibus dell’Agenzia delle Entrate racchiude tutte le istruzioni per la compilazione del modello 730 e per il modello Redditi 2019, con la trattazione analitica di tutte le regole su ritenute, oneri detraibili, deducibili e crediti d’imposta.

Oltre a fornire l’elenco dettagliato dei documenti necessari per la presentazione della dichiarazione dei redditi 2019, e quelli da conservare per eventuali richieste da parte dell’Agenzia delle Entrate, la circolare n. 13/E del 31 maggio 2019 riepiloga tutte le novità introdotte per l’anno in corso.

Accanto alle nuove spese detraibili, cambia anche la disciplina sanzionatoria prevista nel caso di visto di conformità infedele sul 730 da parte di CAF ed intermediari.

Dichiarazione dei redditi 2019: guida completa nella circolare 13/E delle Entrate

Era attesa da tempo la circolare dell’Agenzia delle Entrate che ormai da anni rappresenta la guida completa alla dichiarazione dei redditi. Nelle 390 pagine di istruzioni, la circolare n. 13/E del 31 maggio 2019 fornisce il dettaglio delle regole su detrazioni fiscali, deduzioni, nonché crediti d’imposta e documenti da conservare.

Il documento rappresenta un utile vademecum sia per chi presenta la dichiarazione dei redditi con il modello 730/2019, sia precompilato che ordinario tramite CAF o intermediari, che per i tanti – soprattutto titolari di partita IVA – che presentano il modello Redditi.

La circolare n. 13/E è stata aggiornata, partendo da quella pubblicata lo scorso anno (circ. n. 7/E del 27 aprile 2018), con le novità legislative ed interpretative che riguardano la dichiarazione dei redditi 2019.

Debutta a partire dall’anno in corso la nuova detrazione per gli abbonamenti ai mezzi pubblici, così come il bonus verde per i lavori in casa e la detrazione per l’acquisto di strumenti didattici per studenti con DSA.

Nuove regole anche per CAF ed intermediari, per i quali a partire dall’anno in corso cambia la disciplina sanzionatoria prevista nei casi di visto di conformità infedele sul 730: sarà necessario versare solamente un importo pari al 30 per cento della maggiore imposta riscontrata al contribuente.

Dichiarazione dei redditi 2019, le novità nella circolare n. 13/E

Sebbene sia stata pubblicata con deciso ritardo (e quando molti contribuenti hanno già inviato il proprio modello 730) la guida dell’Agenzia delle Entrate alla dichiarazione dei redditi 2019 è utile per riepilogare quelle che sono le novità principali.

Un chiarimento importante riguarda la detrazione prevista per gli abbonamenti ai mezzi pubblici, per i quali a partire dalle spese sostenute nel 2018 sarà possibile beneficiare di un rimborso Irpef pari ad un massimo di 50 euro (19% di 250 euro).

Erano molti i dubbi su come calcolare il limite di 250 euro, e le indicazioni fornite nella guida dell’Agenzia delle Entrate lasciano poco spazio ad interpretazioni. La detrazione spetta sia per le spese sostenute per se stessi che nell’interesse dei familiari a carico, ed il limite di spesa è da intendersi come complessivo.

Come chiarito nelle istruzioni alla dichiarazione dei redditi 2019, l’importo di 250 euro costituisce il limite massimo sia per le spese relative al contribuente che ai familiari a carico, anche nel caso di detrazione suddivisa tra più soggetti (come i genitori per i propri figli).

Debutta nella dichiarazione dei redditi 2019 anche il bonus verde, la detrazione del 36% sui lavori effettuati su giardini e terrazzi, riconosciuta fino al limite di 5.000 euro di spesa per unità immobiliare.

Così come per le restanti detrazioni riconosciute sui lavori in casa, il bonus spetta a condizione che i pagamenti siano effettuati con strumenti tracciabili(assegni bancari, postali, circolare non trasferibili oppure tramite carte di credito, bancomat o bonifici).

Per fruire della detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi sarà necessario che i documento di spesa riporti il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e la descrizione dell’intervento dovrà consentire di ricondurre la spesa sostenuta tra quelle agevolabili.

Viene inoltre confermato che la mancata comunicazione ENEA relativa ai lavori di ristrutturazione che comportano anche un risparmio energetico non compromette il diritto a beneficiare della detrazione fiscale, pari al 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 96.000 euro.

Dichiarazione dei redditi 2019, nella guida l’elenco dei documenti da conservare

La circolare n. 13/E dell’Agenzia delle Entrate si presenta particolarmente utile per l’individuazione dei documenti da conservare dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi.

In caso di controllo documentale, potranno essere richiesti solo i documenti indicati nella circolare, anche per quel che riguarda la documentazione relativa alla prova del pagamento.

La guida dell’Agenzia delle Entrate specifica tuttavia che l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare controlli anche in merito si requisiti soggettivi richiesti per fruire delle diverse agevolazioni fiscali, nonché sulle dichiarazioni sostitutive presentate dal contribuente per alcune tipologie di detrazioni (come le spese sanitarie per patologie esenti, oppure i bonus rivolti ai contribuenti con legge 104).

Nonostante la pubblicazione tardiva, è sempre bene consultare la circolare omnibus dell’Agenzia delle Entrate anche al fine di individuare eventuali errori di compilazione della propria dichiarazione dei redditi.

Si ricorda a tal proposito che sarà possibile annullare il 730 già inviato(mediante la modalità precompilata) fino al 20 giugno 2019, e procedere con un nuovo invio autonomo della dichiarazione dei redditi.

Modello 730/2019 congiunto: come fare, vantaggi e istruzioni

Modello 730/2019 congiunto: come si presenta e chi può inviare un’unica dichiarazione dei redditi?

A fornire le istruzioni su quando si può fare il 730 congiunto è l’Agenzia delle Entrate. In linea generale tale possibilità riguarda coniugi e persone unite civilmente,

Per congiungere i due modelli di dichiarazione dei redditi bisognerà indicare come “dichiarante”, nel frontespizio del modello, il coniuge che ha come sostituto d’imposta il soggetto al quale viene presentata la dichiarazione, oppure quello scelto per effettuare i conguagli d’imposta negli altri casi.

Allo stesso modo, per chi presenta il modello 730 precompilato 2019 sarà possibile unire le due dichiarazioni in sede di invio, seguendo alcuni semplici passaggi riportati nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Quando si può presentare la dichiarazione dei redditi modello 730/2019 in forma congiunta e quali sono i dati da indicare e le informazioni da inserire? Di seguito alcuni chiarimenti e una guida con tutte le istruzioni necessarie.

Modello 730 2019 congiunto: chi può presentarlo e istruzioni

Per poter presentare la dichiarazione dei redditi congiunta almeno uno dei coniugi o uniti civilmente dovrà essere in possesso dei requisiti necessari per la presentazione del modello 730/2019.

In questi casi, tutti possono decidere di presentare la dichiarazione dei redditi insieme, inviando un unico modello 730.

I soggetti che possono presentare il 730 precompilato o ordinario congiunto sono:

  • coniugi;
  • uniti civilmente (Legge Cirinnà).

Non potranno presentare la dichiarazione dei redditi in forma congiunta le coppie conviventi, ovvero non sposati o non uniti civilmente.

Non è l’unico caso in cui non si può presentare la dichiarazione dei redditi modello 730 congiunto. Secondo quanto previsto, sono esclusi da questa possibilità i seguenti soggetti:

  • quando si presenta il modello 730 per conto di persone incapaci e minori;
  • quando si sceglie – o si è obbligati – a presentare la dichiarazione modello Redditi Persone Fisiche (ex modello Unico);
  • quando si verifica il decesso del coniuge prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come presentare il modello 730 congiunto 2019

La dichiarazione dei redditi congiunta può essere presentata compilando e indicando le informazioni richieste nel modello 730/2019 dai soggetti sopra indicati tramite Agenzia delle Entrate, Poste Italiane o richiedendo la consulenza di intermediari abilitati o Caf.

Per presentare il 730 in forma congiunta è necessario indicare la propria scelta sul frontespizio del modello.

Il coniuge dichiarante dovrà barrare le caselle:

  • Dichiarante;
  • Dichiarazione congiunta.

L’altro coniuge, invece, dovrà soltanto barrare la seconda casella.

Non si tratta dell’unico adempimento necessario: ai fini dei rimborsi fiscali e delle detrazioni, nella dichiarazione dei redditi congiunta i coniugi dovranno indicare il sostituto d’imposta che dovrà erogarli e il Caf o il commercialista presso cui è stato presentato il modello 730/2019.

Modello 730 precompilato congiunto

Anche chi invia il modello 730/2019 precompilato può effettuare la dichiarazione in forma congiunta.

In base a quanto riportato nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, tutti e due i coniugi o uniti civilmente dovranno essere in possesso delle credenziali per accedere al Cassetto Fiscale.

Nella dichiarazione congiunta chi presenta la dichiarazione è indicato come dichiarante; l’altro è definito coniuge. Entrambi devono qualificarsi: uno come dichiarante, l’altro come coniuge. È sempre necessario inserire il codice fiscale dell’altro nel prospetto dei familiari.

I contribuenti dovranno compilare ciascuno la propria dichiarazione dei redditi e soltanto in sede di trasmissione bisognerà unire i due modelli 730, selezionando una delle seguenti voci che verranno proposte sul sito dell’Agenzia delle Entrate

Modello 730 precompilato congiunto: le istruzioni per il coniugeSe si vuole presentare il modello 730 precompilato congiunto come coniuge, dopo aver completato la compilazione della propria dichiarazione dei redditi bisognerà selezionare la voce “Sì, come coniuge” e salvare.

Dopo aver verificato il prospetto di liquidazione, sarà necessario entrare nella sezione stampa e conferma per:

  • vedere l’esito del 730 (se a debito o a credito);
  • visualizzare e stampare il modello pdf provvisorio;
  • confermare la dichiarazione come coniuge selezionando l’apposito pulsante.

Gli utenti Fisconline dovranno inoltre confermare l’operazione inserendo il proprio Codice Pin.

Quando l’altro coniuge sceglierà a sua volta la dichiarazione congiunta e si qualificherà come dichiarante, le informazioni della precompilata saranno accorpate in un’unico modello 730 congiunto, che verrà messo a disposizione nell’area riservata del coniuge dichiarante.

L’invio della dichiarazione congiunta può essere effettuato soltanto dal dichiarante che non potrà visualizzare le tue scelte dell’8, 5 e 2 per mille.

Modello 730 congiunto: le istruzioni per il dichiarante

Il soggetto dichiarante, dopo aver completato la compilazione del proprio modello 730, dovrà selezionare l’apposita voce nella sezione “Dichiarazione congiunta” e salvare.

Dopo aver verificato il prospetto di liquidazione della dichiarazione dei redditi, sarà necessario entrare nella sezione stampa e invia per:

  • verificare l’esito del calcolo della dichiarazione congiunta. L’esito è disponibile solo se il coniuge ha completato la sua dichiarazione;
  • visualizzare e stampare il modello pdf provvisorio contenente i propri dati e quelli del coniuge;
  • inviare la dichiarazione congiunta selezionando “Invia”. Se sei utente Fisconline devi, inoltre, inserire il Codice Pin. Se sei utente SPID o Inps non devi inserire il Codice Pin;
  • verificare la ricevuta relativa all’invio.

È possibile cambiare idea e non presentare il modello 730 congiunto in ogni momento e fino a quando non è trasmessa la dichiarazione.

Dopo aver descritto i punti principali su come devono fare i coniugi per presentare un’unica dichiarazione dei redditi, vediamo perché conviene e quali sono i vantaggi del modello 730/2019 congiunto.

I vantaggi

I coniugi che presentano la dichiarazione dei redditi modello 730/2019 in forma congiunta possono beneficiare di importanti vantaggi.

Con la dichiarazione dei redditi congiunta viene in sostanza elaborato un unico modello 730/2019, contenente i redditi di ambedue i coniugi che però vengono considerati distinti dal punto di vista fiscale. In sostanza i redditi dichiarati non formano un unico reddito ma restano separati e, di conseguenza, tassati separatamente.

La possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi e il modello 730/2019 congiunto è particolarmente vantaggiosa nel caso in cui uno dei coniugi o degli uniti civilmente non abbia sostituto d’imposta; in questo caso sarà possibile avvalersi del datore di lavoro del coniuge per scaricare e detrarre spese mediche, scolastiche, universitarie e via discorrendo.

Eventuali rimborsi verranno erogati dal sostituto d’imposta del contribuente dichiarante direttamente in busta paga.

Case e spese per figli a carico: le trappole da evitare nel 730

La stagione della precompilata è partita con 234mila accessi nelle prime 5 ore. È solo l’inizio perché per ora si può solo prendere confidenza con il modello 730 /2019 in attesa che dal prossimo 2 maggio venga aperto il canale che consenta le modifiche o l’accettazione e poi il successivo invio. Intanto, però, si può guardare con attenzione ad alcune voci per capire se i dati riportare sono esatti o sarà necessario intervenire da soli o chiedendo l’aiuto di Caf o professionisti abilitati. In prima linea sulle possibili trappole da evitare ci sono gli immobili detenuti e le attribuzioni per i figli a carico. Ma vediamo nel dettaglio.

Case: attenzione alle variazioni di rendita

Anche sulla scorta di quanto avvenuto negli anni passati, è opportuno sempre prestare attenzione al capitolo delle case e degli altri immobili detenuti. A una prima occhiata, le case acquistate nel 2018 risultano presenti nel modello con l’indicazione del numero di giorni e dalla percentuale di possesso. Un punto da valutare è se si rende necessario o meno aggiungere il codice utilizzo. Per chi ha venduto, invece, gli immobili potrebbero non essere presenti.

Mentre un altro profilo da sorvegliare sono le unità immobiliari per le quali si è reso necessario modificare la rendita catastale nel 2018. Potrebbe trattarsi di una conseguenza di una ristrutturazione o di un cambio d’uso. È opportuno comunque fare una verifica a riguardo.

Figli a carico: l’attribuzione delle spese mediche

Per i familiari a carico una degli aspetti a cui prestare attenzione è l’effettiva attribuzione delle spese a loro attribuite. È il caso delle spese mediche per i le quali la spesa sanitaria o farmaceutica è stata effettuata dal genitore “passando” il codice fiscale del minore. In queste situazioni, sarà opportuno monitorare se gli importi sono stati già precaricati nel modello precompilato (in base alla percentuale in cui il figlio è a carico: 100% se integralmente o 50% se condiviso con l’altro coniuge) oppure se è stata confinata nel prospetto informativo, ossia il “foglio” che accompagna la precompilata. Una situazione che può interessare, ad esempio, bambini nati nel corso del 2018. In quest’ultimo caso sarà poi il diretto interessato a doverlo poi portare nel suo 730, m

Detrazione farmaci nel modello 730/2019: istruzioni e spese detraibili

Ecco regole ed istruzioni per la compilazione del modello 730/2019 in merito alle spese detraibili e quelle che invece non rientrano in dichiarazione dei redditi.

farmaci sono alcune delle spese detraibili con il modello 730/2019che saranno già indicati nel modulo di dichiarazione dei redditi precompilata dall’Agenzia delle Entrate.

La detrazione di farmaci è pari al 19% della spesa sostenuta, ma la possibilità di beneficiare del rimborso è subordinato al rispetto di specifiche regole e requisiti.

Per controllare se è possibile beneficiare della detrazione per i farmaci, per il 19% della spesa sostenuta al netto della franchigia di 129,11 euro, bisognerà far riferimento a quanto indicato nello scontrino parlanterilasciato dalla farmacia, all’interno del quale dovranno essere indicati alcuni dati essenziali.

Di seguito vedremo punto per punto quali farmaci possono essere portati in detrazione fiscale con il modello 730/2019 e quali invece le regole sulla detraibilità dei parafarmaci in dichiarazione dei redditi.

Ricordiamo inoltre che esclusivamente per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018, i contribuenti potranno portare in detrazione fiscale anche le spese per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali, ad esclusione degli alimenti per lattanti.

Detrazione farmaci nel modello 730/2019, istruzioni e requisiti

La detrazione di farmaci e medicine è una delle voci più importanti che fanno parte della categoria di spese sanitarie detraibili in dichiarazione dei redditi.

Per controllare se farmaci potranno essere portati in detrazione con il modello 730/2019 bisognerà far riferimento a quanto indicato nella fattura o nello scontrino parlante, al cui interno dovranno essere presenti obbligatoriamente i seguenti dati:

  • natura dell’acquisto;
  • qualità del prodotto;
  • quantità del prodotto;
  • codice fiscale del destinatario.

La possibilità di richiedere la detrazione Irpef del 19% riguarda anche i farmaci acquistati online, ma esclusivamente qualora si tratti di medicine non soggette ad obbligo di prescrizione. È possibile inserire nel modello 730/2019 la spesa relativa all’acquisto di farmaci in esercizi commerciali autorizzati alla vendita a distanza (l’elenco è disponibile sul sito del Ministero della Salute)

Elenco farmaci e medicine detraibili con il modello 730/2019

Nello scontrino fiscale, per poter stabilire se la spesa è detraibile o meno con il modello 730/2019, è necessario che sia indicata la parola “farmaco” o “medicinale”, anche attraverso le seguenti sigle:

  • OTC (medicinale da banco);
  • SOP (senza obbligo di prescrizione);
  • Omeopatico;
  • abbreviazioni come MED e F.CO;
  • TK (ticket) o FC (farmaco anche omeopatico).

Non è necessario che nello scontrino sia indicato il nome commerciale del prodotto acquistato, ma sarà invece richiesta l’indicazione del numero di autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco; indicazione che tuttavia non sarà necessaria quando è presente la dicitura “ticket”.

Anche i medicinali omeopatici possono essere portati in detrazione con il modello 730/2019 così come le cosiddette preparazioni galeniche.

Preparazioni galeniche ammesse in detrazione nel 730

farmaci preparati in farmacia, le preparazioni galeniche, possono essere portate in detrazione con il modello 730/2019 qualora la spesa sostenuta risulti certificata con documenti in cui sia indicata:

  • la natura della spesa (“farmaco” o “medicinale”);
  • la qualità (in questo caso preparazione galenica);
  • la quantità;
  • codice fiscale del destinatario.

La spesa potrà essere certificata anche con fattura, in caso di difficoltà per la farmacia di emissione dello scontrino parlante per tale tipologia di medicinale.

Detrazione farmaci nel modello 730/2019: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Come sottolineato, quindi, per poter beneficiare della detrazione per i farmaci sarà necessario che nello scontrino sia indicata la natura della spesa secondo le diciture “farmaco” o “medicinale” o con le diverse sigle sopra elencate.

Le spese detraibili saranno indicate già all’interno del modello 730 precompilato; nel caso di errori, tuttavia, sarà possibile modificare online la dichiarazione dei redditi predisposta dall’Agenzia delle Entrate e a partire dal 2 maggio.

Non sono detraibili o deducibili, invece, le spese mediche identificate con la dicitura “parafarmaci”, quali ad esempio integratori alimentari, prodotti fitoterapici, colliri e pomate, anche se acquistati in farmacia, e anche se assunti a scopo terapeutico su prescrizione medica (Risoluzione 22.10.2008 n. 396).

Non sono detraibili, quindi, neppure gli integratori alimentari. Un chiarimento, in questo senso, si ritiene necessario per la detrazione riconosciuta invece per gli alimenti a fini medici speciali.

Detrazione alimenti a fini medici speciali nel modello 730/2019

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto, per il 2017 e per il 2018, la possibilità di portare in detrazione del 19% con la dichiarazione dei redditi gli alimenti a fini medici speciali.

Gli AFMS detraibili sono quelli indicati nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del decreto del Ministro della sanità 8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001, con l’esclusione di quelli destinati ai lattanti.

Anche in questo caso, per poter beneficiare della detrazione fiscale e del rimborso Irpef, la spesa dovrà essere certificata da fattura o scontrino parlante, in cui dovranno essere specificati natura, qualità e quantità del prodotto acquistato e codice fiscale del destinatario.

Detrazione farmaci modello 730/2019, documenti da conservare e controllare

Per la detrazione di farmaci, anche omeopatici, acquistati all’estero o onlinepresso farmacie, supermercati o altri esercizi commerciali bisognerà conservare e controllare i seguenti documenti:

  • Fattura o scontrino fiscale (cosiddetto parlante) in cui devono essere specificati natura (farmaco o medicinale, OTC, ecc.), qualità (codice alfanumerico) e quantità del prodotto acquistato nonché il codice fiscale del destinatario;
  • Per il farmaco acquistato all’estero idonea documentazione come indicato nella circ. n. 34 del 2008;
  • Prestazioni rese da medici generici (anche omeopati): ricevuta fiscale o fattura rilasciata dal medico Certificati medici per usi sportivi, per la patente, per apertura e chiusura malattie o infortuni, per pratiche assicurative e legali;
  • Alimenti a fini medici speciali, inseriti nella sezione A1 del Registro Nazionale di cui all’articolo 7 del DM 8 giugno 2001: fattura o scontrino fiscale parlante oppure, integrazione sui documenti di spesa del codice fiscale e attestazione del rivenditore dalla quale risulti la natura, la qualità e la quantità del prodotto venduto e la riconducibilità degli stessi tra gli alimenti indicati nella sezione A1 del Registro nazionale. Se lo scontrino non riporta tali dati in aggiunta al documento di spesa deve essere prodotta l’attestazione del rivenditore dalla quale risulti che il prodotto è riconducibile tra gli alimenti destinati a fini medici speciali inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del decreto del Ministro della Sanità 8 giugno 2001 e non è destinato ai lattanti.

Modello 730 precompilato 2019.Novità e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

Modello 730 precompilato 2019 al via da oggi, 15 aprile: ecco tutte le novità e le istruzioni per l’accesso alla dichiarazione pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.

Modello 730 precompilato al via dal 15 aprile 2019. Prende il via ufficialmente la stagione della dichiarazione dei redditi, con le novità illustrate nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

A partire dal pomeriggio del 15 aprile 2019 che i contribuenti, accedendo alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate potranno visualizzare la dichiarazione dei redditi precompilata.

Dal 2 maggio sarà possibile accettare o integrare il modello 730 precompilato e, dal 10 maggio, sarà attiva la funzione di compilazione assistita del quadro E relativo alle spese detraibili e deducibili dal reddito.

Debutterà sempre dal 10 maggio una delle novità presentate dall’Agenzia delle Entrate, ovvero la possibilità di scegliere la modalità di compilazione semplificata, in alternativa alla modalità tradizionale, per modificare in maniera guidata tutto il quadro E della dichiarazione, per esempio per aggiungere un onere detraibile o deducibile che non compare tra quelli già inseriti dall’Agenzia o modificare gli importi delle spese sostenute.

Sarà il sistema a ricalcolare in automatico il totale delle spese detraibili e deducibili, sulla base dei nuovi dati e di eventuali limiti previsti dalla legge, e a inserire il totale nei campi del quadro E.

Una dichiarazione precompilata che diventa sempre più completa: a partire dal 2019 entrano in dichiarazione dei redditi i dati delle spese detraibili relative ai lavori sulle parti comuni dei condomini che danno diritto al bonus verde, così come debutta nel 730 online anche la nuova assicurazione contro le calamità.

Tutte le istruzioni nel dettaglio e l’elenco dei dati che saranno inseriti nel modello 730 precompilato 2019 sono contenuti nel provvedimento pubblicato il 12 aprile dall’Agenzia delle Entrate.

Modello 730 precompilato 2019 al via, novità e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

Sono due le date da segnare in rosso sul calendario in merito al modello 730 precompilato 2019:

  • dal pomeriggio di lunedì 15 aprile è possibile visualizzare online la dichiarazione dei redditi precompilata;
  • dal 2 maggio e fino alla scadenza del 23 luglio sarà possibile accettare ovvero modificare il proprio 730 precompilato inserendo nuovi dati rispetto a quelli indicati dall’Agenzia delle Entrate.

La possibilità di modificare la dichiarazione precompilata si accompagnerà ad una delle novità annunciate nelle istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate.

I contribuenti potranno scegliere la modalità di compilazione semplificata che consentirà di modificare il quadro E in maniera guidata, aggiungendo un onere detraibile o deducibile o modificare gli importi delle spese sostenute.

Così come comunicato dall’Agenzia delle Entrate, una volta fatte le modifiche, sarà il sistema a ricalcolare in automatico gli oneri detraibili e deducibili, sulla base dei nuovi dati e di eventuali limiti previsti dalla legge, e a inserire il totale nei campi del quadro E.

Come accedere al modello 730 precompilato 2019

Per accedere al modello 730 precompilato 2019 sarà necessario essere in possesso di una delle seguenti credenziali:

  • SPID;
  • Fisconline;
  • INPS;
  • CNS.

Una volta entrati nella propria area riservata presente nella sezione online dedicata alla dichiarazione dei redditi sarà possibile controllare nel dettaglio tutti i dati e, dal 2 maggio, accettare la dichiarazione così com’è o integrarla e modificarla prima dell’invio. Per queste operazioni resta la possibilità di rivolgersi a un Caf o delegare un professionista.

Agenzia delle Entrate – provvedimento 12 aprile 2019Accesso alla dichiarazione 730 precompilata da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati

Sempre più dati nel modello 730 precompilato 2019

L’elenco dei dati che saranno inseriti nel modello 730 precompilato 2019 si allarga sempre di più.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto le dichiarazioni dei redditi indicando quelli inviati dagli enti esterni (come studi medici, farmacie, banche, assicurazioni, università, ecc.) e dai datori di lavoro tramite le certificazioni uniche, più le informazioni relative alle nuove spese detraibili:

“Complessivamente, il paniere dei dati pre-compilati raggiunge quota 960 milioni e supera del +3,8% il totale dei dati caricati nel 2018, mentre la funzionalità di compilazione assistita, disponibile dal prossimo 10 maggio, si estende a tutto il quadro E.”

L’elenco completo dei dati relativi a spese detraibili o deducibili che saranno presenti nel modello 730 precompilato è indicato dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento pubblicato il 12 aprile 2019:

  • quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso;
  • premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni e premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi;
  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare;
  • spese sanitarie e relativi rimborsi;
  • spese veterinarie;
  • spese universitarie e relativi rimborsi;
  • contributi versati alle forme di previdenza complementare;
  • spese funebri;
  • spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e agli interventi finalizzati al risparmio energetico;
  • spese relative ad interventi di sistemazione a verde degli immobili;
  • erogazioni liberali nei confronti delle ONLUS, delle associazioni di promozione sociale, delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico e delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica;
  • spese per la frequenza degli asili nido.

Guida 730: le spese universitarie detraibili

Guida 730 precompilato: dall’affitto al riscatto della laurea, ecco tutte le spese universitarie che tagliano le tasse nella dichiarazione dei redditi.

Agevolazione ad ampio raggio per gli iscritti all’università. La detrazione del 19% delle spese sostenute è riconosciuta sia per i corsi di laurea che specializzazioni e master. Di seguito trovi la guida 730 con tutte le spese universitarie detraibili.

Dalle spese per l’affitto degli studenti fuori sede e quelle di riscatto della laurea per i figli che non hanno ancora iniziato a lavorare, varie sono le detrazioni su 730 da considerare se si hanno figli iscritti a università pubbliche o private.

I test di accesso

Prima ancora delle spese di iscrizione sono detraibili i costi per la partecipazione a tutti i test di accesso compresi quelli anticipati sostenuti da studenti iscritti al quarto anno della scuola superiore. L’agevolazione è riconosciuta anche se al test non segue l’immatricolazione.

Atenei statali e formazione artisitica

Inoltre, sono detraibili tutte le spese per reddito, anche se riferite a più anni, compresi quelli fuori corso. Rientrano nell’agevolazione anche le somme dovute per trasferimenti di ateneo, passaggi di corso, ricongiunzione di carriera, iscrizione all’appello di laurea, rilascio della pergamena

Fanno parte del sistema di istruzione universitaria anche gli ITS, Istituti Tecnici Superiori, le Accademie di Belle Arti, i Conservatori e gli Istituti Musicali pareggiati che rilasciano diplomi equivalenti a quelli di laurea. 

Università private e all’estero

Diversamente da quanto accade con gli istituti pubblici, nel caso di spese per i corsi di università private, comprese quelle telematiche, e per chi sceglie di iscriversi ad atenei all’estero, è previsto un tetto massimo detraibile

L’ammontare è fissato annualmente da uno specifico decreto del Ministero dell’istruzione.

L’importo varia a seconda dell’area tematica e della regione in cui ha sede il corso di studio. Per i corsi all’estero si fa riferimento alla regione di residenza. Non sono detraibili le spese per il riconoscimento della laurea estera in Italia.

Corsi post-laurea

Rientrano tra le spese che danno diritto all’agevolazione anche i master e tutti i tipi di corsi di specializzazione, e il dottorato di ricerca.

Sono però detraibili esclusivamente i corsi gestiti dalle università. In caso di atenei privati la detrazione è ammessa su un importo massimo pari a quello stabilito per tasse e contributi versati per quelli degli atenei statali.

Affitto fuori sede

Per gli studenti fuori sede c’è la detrazione del 19% delle spese per l’affitto su un tetto massimo di 2.633 euro l’anno. L’agevolazione spetta  quando l’università si trova in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di redetrazioni 730sidenza e in una provincia diversa. 

Per il solo 2018 per i comuni disagiati 2018 la distanza è stata ridotta a 50 chilometri, a prescindere dalla provincia. La detrazione è riconosciuta anche a chi è iscritto ad una università con sede  in uno Stato dell’UE o aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia). Non spetta invece per chi è iscritto ad università italiane e frequenta periodi di studio all’estero (ad esempio Erasmus). La detrazione per l’affitto è riconosciuta anche nel caso di residenza presso enti per il diritto allo studio, convitti e collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.


Quanto al contratto, non occorre che sia specifico per fuori sede, e può essere anche intestato ai genitori. In ogni caso il tetto massimo di spesa è stabilito per ciascun contribuente, per cui con figli a carico di entrambi i genitori, titolari di due diversi contratti, la detrazione spetta a ciascun genitore sull’importo massimo di 2.633 euro.
Documentazione: contratto registrato, ricevuta dei pagamenti o copia dei bonifici.

Riscatto della laurea per chi non lavora

A fine corso è poi prevista la detrazione del 19% per il riscatto della laurea per soggetti inoccupati, ossia per chi, al momento della domanda, non è stato mai scritto a forme di previdenza obbligatoria di previdenza, compresa la Gestione Separata Inps. L’agevolazione in questo caso è riconosciuta ai familiari di cui si è a carico. Ammesso in detrazione l’intero importo richiesto annualmente dall’Inps senza alcun tetto di spesa.

Va ricordato infine che la documentazione da esibire e conservare è sempre costituita dagli attestati di pagamento.

Detrazione tasse università private 2019: limiti e importi in dichiarazione dei redditi

Detrazione tasse e contributi università private 2019: il Decreto MIUR pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo fissa i limiti di spesa stabiliti per il 2018 e gli importi massimi da indicare in dichiarazione dei redditi.

Detrazione tasse università private 2019: approda in Gazzetta Ufficiale il consueto decreto del MIUR che fissa l’importo massimo di spesa detraibile.

Il decreto, datato 28 dicembre 2018 e pubblicato in GU del 19 marzo 2019, lascia invariato l’importo massimo di spesa che gli studenti che frequentano università private, corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari, potranno portare in detrazione Irpef con la dichiarazione dei redditi 2019.

L’importo massimo di spesa detraibile è diverso sia per quanto riguarda la sede dell’università privata che il settore disciplinare di appartenenza.

Di seguito tutte le regole nel dettaglio sull’importo massimo ammesso in detrazione nel 2019 per quel che riguarda tasse e contributi pagati nel 2018 per la frequenza di università private non statali.

Detrazione tasse università private 2018: importo e limiti

Le spese sostenute in merito a tasse e contributi di iscrizione versati nel 2018 per la frequenza di corsi di laurea triennale, magistrale ed a ciclo unico di università private non statali, potranno essere portate in detrazione Irpef con la dichiarazione dei redditi 2019 secondo i seguenti limiti:

Area disciplinare corsi istruzioneNordCentroSud Isole
Medica3.700 euro2.900 euro1.800 euro
Sanitaria2.600 euro2.200 euro1.600 euro
Scientifico-tecnologica3.500 euro2.400 euro1.600 euro
Umanistico-sociale2.800 euro2.300 euro1.500 euro

Restano invariate le regole sulla detrazione delle tasse universitarie private e il decreto MIUR pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2019 è sostanzialmente identico a quello dello scorso anno.

Al calcolo della detrazione Irpef che sarà possibile richiedere con la dichiarazione dei redditi 2019 concorrono sia l’area disciplinare di appartenenza, con uno sconto fiscale maggiore per i corsi di laurea in medicina rispetto a quelli in ambito umanistico, che la zona geografica in cui ha sede l’università privata

Come evidenziato nella tabella allegata, quindi, la detrazione per chi frequenta un’università privata al Nord Italia, come la Bocconi o la Cattolica, sarà differente rispetto ad uno studente del Sud ovvero per chi frequenta una delle università non statali del Centro Italia, come la LUISS di Roma.

L’elenco completo delle classi di laurea, magistrale e a ciclo unico delle aree disciplinari medica, sanitaria, scientifico-tecnologica e umanistico-sociale, così come le zone geografiche di riferimento delle regioni è riportato nell’Allegato 1 del decreto del MIUR.

Detrazione spese dottorato, corsi di specializzazione e master universitari 2019

Con lo stesso decreto il MIUR ha fissato inoltre i limiti di detraibilità relativi alle spese per l’iscrizione e la frequenza di corsi di dottorato, di specializzazione e di master universitari di primo e di secondo livello.

L’importo massimo di spesa detraibile con la dichiarazione dei redditi 2019 è fissato nelle seguenti misure:

Spesa massima detraibileNordCentroSud Isole
Corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e di secondo livello3.700 euro2.900 euro1.800 euro

Agli importi detraibili sia per le università private che per i corsi di dottorato, di specializzazione o dei master dovrà essere sommato l’importo relativo alla tassa regionale per il diritto alla studio.

Si allega di seguito il decreto del MIUR pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2019:

MIUR – decreto 28 dicembre 2018 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2019Individuazione degli importi delle tasse e dei contributi delle università non statali ai fini della detrazione imposta lorda – anno 2018.