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Modello 730/2019 congiunto: come fare, vantaggi e istruzioni

Modello 730/2019 congiunto: come si presenta e chi può inviare un’unica dichiarazione dei redditi?

A fornire le istruzioni su quando si può fare il 730 congiunto è l’Agenzia delle Entrate. In linea generale tale possibilità riguarda coniugi e persone unite civilmente,

Per congiungere i due modelli di dichiarazione dei redditi bisognerà indicare come “dichiarante”, nel frontespizio del modello, il coniuge che ha come sostituto d’imposta il soggetto al quale viene presentata la dichiarazione, oppure quello scelto per effettuare i conguagli d’imposta negli altri casi.

Allo stesso modo, per chi presenta il modello 730 precompilato 2019 sarà possibile unire le due dichiarazioni in sede di invio, seguendo alcuni semplici passaggi riportati nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Quando si può presentare la dichiarazione dei redditi modello 730/2019 in forma congiunta e quali sono i dati da indicare e le informazioni da inserire? Di seguito alcuni chiarimenti e una guida con tutte le istruzioni necessarie.

Modello 730 2019 congiunto: chi può presentarlo e istruzioni

Per poter presentare la dichiarazione dei redditi congiunta almeno uno dei coniugi o uniti civilmente dovrà essere in possesso dei requisiti necessari per la presentazione del modello 730/2019.

In questi casi, tutti possono decidere di presentare la dichiarazione dei redditi insieme, inviando un unico modello 730.

I soggetti che possono presentare il 730 precompilato o ordinario congiunto sono:

  • coniugi;
  • uniti civilmente (Legge Cirinnà).

Non potranno presentare la dichiarazione dei redditi in forma congiunta le coppie conviventi, ovvero non sposati o non uniti civilmente.

Non è l’unico caso in cui non si può presentare la dichiarazione dei redditi modello 730 congiunto. Secondo quanto previsto, sono esclusi da questa possibilità i seguenti soggetti:

  • quando si presenta il modello 730 per conto di persone incapaci e minori;
  • quando si sceglie – o si è obbligati – a presentare la dichiarazione modello Redditi Persone Fisiche (ex modello Unico);
  • quando si verifica il decesso del coniuge prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come presentare il modello 730 congiunto 2019

La dichiarazione dei redditi congiunta può essere presentata compilando e indicando le informazioni richieste nel modello 730/2019 dai soggetti sopra indicati tramite Agenzia delle Entrate, Poste Italiane o richiedendo la consulenza di intermediari abilitati o Caf.

Per presentare il 730 in forma congiunta è necessario indicare la propria scelta sul frontespizio del modello.

Il coniuge dichiarante dovrà barrare le caselle:

  • Dichiarante;
  • Dichiarazione congiunta.

L’altro coniuge, invece, dovrà soltanto barrare la seconda casella.

Non si tratta dell’unico adempimento necessario: ai fini dei rimborsi fiscali e delle detrazioni, nella dichiarazione dei redditi congiunta i coniugi dovranno indicare il sostituto d’imposta che dovrà erogarli e il Caf o il commercialista presso cui è stato presentato il modello 730/2019.

Modello 730 precompilato congiunto

Anche chi invia il modello 730/2019 precompilato può effettuare la dichiarazione in forma congiunta.

In base a quanto riportato nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, tutti e due i coniugi o uniti civilmente dovranno essere in possesso delle credenziali per accedere al Cassetto Fiscale.

Nella dichiarazione congiunta chi presenta la dichiarazione è indicato come dichiarante; l’altro è definito coniuge. Entrambi devono qualificarsi: uno come dichiarante, l’altro come coniuge. È sempre necessario inserire il codice fiscale dell’altro nel prospetto dei familiari.

I contribuenti dovranno compilare ciascuno la propria dichiarazione dei redditi e soltanto in sede di trasmissione bisognerà unire i due modelli 730, selezionando una delle seguenti voci che verranno proposte sul sito dell’Agenzia delle Entrate

Modello 730 precompilato congiunto: le istruzioni per il coniugeSe si vuole presentare il modello 730 precompilato congiunto come coniuge, dopo aver completato la compilazione della propria dichiarazione dei redditi bisognerà selezionare la voce “Sì, come coniuge” e salvare.

Dopo aver verificato il prospetto di liquidazione, sarà necessario entrare nella sezione stampa e conferma per:

  • vedere l’esito del 730 (se a debito o a credito);
  • visualizzare e stampare il modello pdf provvisorio;
  • confermare la dichiarazione come coniuge selezionando l’apposito pulsante.

Gli utenti Fisconline dovranno inoltre confermare l’operazione inserendo il proprio Codice Pin.

Quando l’altro coniuge sceglierà a sua volta la dichiarazione congiunta e si qualificherà come dichiarante, le informazioni della precompilata saranno accorpate in un’unico modello 730 congiunto, che verrà messo a disposizione nell’area riservata del coniuge dichiarante.

L’invio della dichiarazione congiunta può essere effettuato soltanto dal dichiarante che non potrà visualizzare le tue scelte dell’8, 5 e 2 per mille.

Modello 730 congiunto: le istruzioni per il dichiarante

Il soggetto dichiarante, dopo aver completato la compilazione del proprio modello 730, dovrà selezionare l’apposita voce nella sezione “Dichiarazione congiunta” e salvare.

Dopo aver verificato il prospetto di liquidazione della dichiarazione dei redditi, sarà necessario entrare nella sezione stampa e invia per:

  • verificare l’esito del calcolo della dichiarazione congiunta. L’esito è disponibile solo se il coniuge ha completato la sua dichiarazione;
  • visualizzare e stampare il modello pdf provvisorio contenente i propri dati e quelli del coniuge;
  • inviare la dichiarazione congiunta selezionando “Invia”. Se sei utente Fisconline devi, inoltre, inserire il Codice Pin. Se sei utente SPID o Inps non devi inserire il Codice Pin;
  • verificare la ricevuta relativa all’invio.

È possibile cambiare idea e non presentare il modello 730 congiunto in ogni momento e fino a quando non è trasmessa la dichiarazione.

Dopo aver descritto i punti principali su come devono fare i coniugi per presentare un’unica dichiarazione dei redditi, vediamo perché conviene e quali sono i vantaggi del modello 730/2019 congiunto.

I vantaggi

I coniugi che presentano la dichiarazione dei redditi modello 730/2019 in forma congiunta possono beneficiare di importanti vantaggi.

Con la dichiarazione dei redditi congiunta viene in sostanza elaborato un unico modello 730/2019, contenente i redditi di ambedue i coniugi che però vengono considerati distinti dal punto di vista fiscale. In sostanza i redditi dichiarati non formano un unico reddito ma restano separati e, di conseguenza, tassati separatamente.

La possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi e il modello 730/2019 congiunto è particolarmente vantaggiosa nel caso in cui uno dei coniugi o degli uniti civilmente non abbia sostituto d’imposta; in questo caso sarà possibile avvalersi del datore di lavoro del coniuge per scaricare e detrarre spese mediche, scolastiche, universitarie e via discorrendo.

Eventuali rimborsi verranno erogati dal sostituto d’imposta del contribuente dichiarante direttamente in busta paga.

Case e spese per figli a carico: le trappole da evitare nel 730

La stagione della precompilata è partita con 234mila accessi nelle prime 5 ore. È solo l’inizio perché per ora si può solo prendere confidenza con il modello 730 /2019 in attesa che dal prossimo 2 maggio venga aperto il canale che consenta le modifiche o l’accettazione e poi il successivo invio. Intanto, però, si può guardare con attenzione ad alcune voci per capire se i dati riportare sono esatti o sarà necessario intervenire da soli o chiedendo l’aiuto di Caf o professionisti abilitati. In prima linea sulle possibili trappole da evitare ci sono gli immobili detenuti e le attribuzioni per i figli a carico. Ma vediamo nel dettaglio.

Case: attenzione alle variazioni di rendita

Anche sulla scorta di quanto avvenuto negli anni passati, è opportuno sempre prestare attenzione al capitolo delle case e degli altri immobili detenuti. A una prima occhiata, le case acquistate nel 2018 risultano presenti nel modello con l’indicazione del numero di giorni e dalla percentuale di possesso. Un punto da valutare è se si rende necessario o meno aggiungere il codice utilizzo. Per chi ha venduto, invece, gli immobili potrebbero non essere presenti.

Mentre un altro profilo da sorvegliare sono le unità immobiliari per le quali si è reso necessario modificare la rendita catastale nel 2018. Potrebbe trattarsi di una conseguenza di una ristrutturazione o di un cambio d’uso. È opportuno comunque fare una verifica a riguardo.

Figli a carico: l’attribuzione delle spese mediche

Per i familiari a carico una degli aspetti a cui prestare attenzione è l’effettiva attribuzione delle spese a loro attribuite. È il caso delle spese mediche per i le quali la spesa sanitaria o farmaceutica è stata effettuata dal genitore “passando” il codice fiscale del minore. In queste situazioni, sarà opportuno monitorare se gli importi sono stati già precaricati nel modello precompilato (in base alla percentuale in cui il figlio è a carico: 100% se integralmente o 50% se condiviso con l’altro coniuge) oppure se è stata confinata nel prospetto informativo, ossia il “foglio” che accompagna la precompilata. Una situazione che può interessare, ad esempio, bambini nati nel corso del 2018. In quest’ultimo caso sarà poi il diretto interessato a doverlo poi portare nel suo 730, m

Detrazione farmaci nel modello 730/2019: istruzioni e spese detraibili

Ecco regole ed istruzioni per la compilazione del modello 730/2019 in merito alle spese detraibili e quelle che invece non rientrano in dichiarazione dei redditi.

farmaci sono alcune delle spese detraibili con il modello 730/2019che saranno già indicati nel modulo di dichiarazione dei redditi precompilata dall’Agenzia delle Entrate.

La detrazione di farmaci è pari al 19% della spesa sostenuta, ma la possibilità di beneficiare del rimborso è subordinato al rispetto di specifiche regole e requisiti.

Per controllare se è possibile beneficiare della detrazione per i farmaci, per il 19% della spesa sostenuta al netto della franchigia di 129,11 euro, bisognerà far riferimento a quanto indicato nello scontrino parlanterilasciato dalla farmacia, all’interno del quale dovranno essere indicati alcuni dati essenziali.

Di seguito vedremo punto per punto quali farmaci possono essere portati in detrazione fiscale con il modello 730/2019 e quali invece le regole sulla detraibilità dei parafarmaci in dichiarazione dei redditi.

Ricordiamo inoltre che esclusivamente per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018, i contribuenti potranno portare in detrazione fiscale anche le spese per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali, ad esclusione degli alimenti per lattanti.

Detrazione farmaci nel modello 730/2019, istruzioni e requisiti

La detrazione di farmaci e medicine è una delle voci più importanti che fanno parte della categoria di spese sanitarie detraibili in dichiarazione dei redditi.

Per controllare se farmaci potranno essere portati in detrazione con il modello 730/2019 bisognerà far riferimento a quanto indicato nella fattura o nello scontrino parlante, al cui interno dovranno essere presenti obbligatoriamente i seguenti dati:

  • natura dell’acquisto;
  • qualità del prodotto;
  • quantità del prodotto;
  • codice fiscale del destinatario.

La possibilità di richiedere la detrazione Irpef del 19% riguarda anche i farmaci acquistati online, ma esclusivamente qualora si tratti di medicine non soggette ad obbligo di prescrizione. È possibile inserire nel modello 730/2019 la spesa relativa all’acquisto di farmaci in esercizi commerciali autorizzati alla vendita a distanza (l’elenco è disponibile sul sito del Ministero della Salute)

Elenco farmaci e medicine detraibili con il modello 730/2019

Nello scontrino fiscale, per poter stabilire se la spesa è detraibile o meno con il modello 730/2019, è necessario che sia indicata la parola “farmaco” o “medicinale”, anche attraverso le seguenti sigle:

  • OTC (medicinale da banco);
  • SOP (senza obbligo di prescrizione);
  • Omeopatico;
  • abbreviazioni come MED e F.CO;
  • TK (ticket) o FC (farmaco anche omeopatico).

Non è necessario che nello scontrino sia indicato il nome commerciale del prodotto acquistato, ma sarà invece richiesta l’indicazione del numero di autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco; indicazione che tuttavia non sarà necessaria quando è presente la dicitura “ticket”.

Anche i medicinali omeopatici possono essere portati in detrazione con il modello 730/2019 così come le cosiddette preparazioni galeniche.

Preparazioni galeniche ammesse in detrazione nel 730

farmaci preparati in farmacia, le preparazioni galeniche, possono essere portate in detrazione con il modello 730/2019 qualora la spesa sostenuta risulti certificata con documenti in cui sia indicata:

  • la natura della spesa (“farmaco” o “medicinale”);
  • la qualità (in questo caso preparazione galenica);
  • la quantità;
  • codice fiscale del destinatario.

La spesa potrà essere certificata anche con fattura, in caso di difficoltà per la farmacia di emissione dello scontrino parlante per tale tipologia di medicinale.

Detrazione farmaci nel modello 730/2019: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Come sottolineato, quindi, per poter beneficiare della detrazione per i farmaci sarà necessario che nello scontrino sia indicata la natura della spesa secondo le diciture “farmaco” o “medicinale” o con le diverse sigle sopra elencate.

Le spese detraibili saranno indicate già all’interno del modello 730 precompilato; nel caso di errori, tuttavia, sarà possibile modificare online la dichiarazione dei redditi predisposta dall’Agenzia delle Entrate e a partire dal 2 maggio.

Non sono detraibili o deducibili, invece, le spese mediche identificate con la dicitura “parafarmaci”, quali ad esempio integratori alimentari, prodotti fitoterapici, colliri e pomate, anche se acquistati in farmacia, e anche se assunti a scopo terapeutico su prescrizione medica (Risoluzione 22.10.2008 n. 396).

Non sono detraibili, quindi, neppure gli integratori alimentari. Un chiarimento, in questo senso, si ritiene necessario per la detrazione riconosciuta invece per gli alimenti a fini medici speciali.

Detrazione alimenti a fini medici speciali nel modello 730/2019

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto, per il 2017 e per il 2018, la possibilità di portare in detrazione del 19% con la dichiarazione dei redditi gli alimenti a fini medici speciali.

Gli AFMS detraibili sono quelli indicati nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del decreto del Ministro della sanità 8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001, con l’esclusione di quelli destinati ai lattanti.

Anche in questo caso, per poter beneficiare della detrazione fiscale e del rimborso Irpef, la spesa dovrà essere certificata da fattura o scontrino parlante, in cui dovranno essere specificati natura, qualità e quantità del prodotto acquistato e codice fiscale del destinatario.

Detrazione farmaci modello 730/2019, documenti da conservare e controllare

Per la detrazione di farmaci, anche omeopatici, acquistati all’estero o onlinepresso farmacie, supermercati o altri esercizi commerciali bisognerà conservare e controllare i seguenti documenti:

  • Fattura o scontrino fiscale (cosiddetto parlante) in cui devono essere specificati natura (farmaco o medicinale, OTC, ecc.), qualità (codice alfanumerico) e quantità del prodotto acquistato nonché il codice fiscale del destinatario;
  • Per il farmaco acquistato all’estero idonea documentazione come indicato nella circ. n. 34 del 2008;
  • Prestazioni rese da medici generici (anche omeopati): ricevuta fiscale o fattura rilasciata dal medico Certificati medici per usi sportivi, per la patente, per apertura e chiusura malattie o infortuni, per pratiche assicurative e legali;
  • Alimenti a fini medici speciali, inseriti nella sezione A1 del Registro Nazionale di cui all’articolo 7 del DM 8 giugno 2001: fattura o scontrino fiscale parlante oppure, integrazione sui documenti di spesa del codice fiscale e attestazione del rivenditore dalla quale risulti la natura, la qualità e la quantità del prodotto venduto e la riconducibilità degli stessi tra gli alimenti indicati nella sezione A1 del Registro nazionale. Se lo scontrino non riporta tali dati in aggiunta al documento di spesa deve essere prodotta l’attestazione del rivenditore dalla quale risulti che il prodotto è riconducibile tra gli alimenti destinati a fini medici speciali inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del decreto del Ministro della Sanità 8 giugno 2001 e non è destinato ai lattanti.

Modello 730 precompilato 2019.Novità e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

Modello 730 precompilato 2019 al via da oggi, 15 aprile: ecco tutte le novità e le istruzioni per l’accesso alla dichiarazione pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.

Modello 730 precompilato al via dal 15 aprile 2019. Prende il via ufficialmente la stagione della dichiarazione dei redditi, con le novità illustrate nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

A partire dal pomeriggio del 15 aprile 2019 che i contribuenti, accedendo alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate potranno visualizzare la dichiarazione dei redditi precompilata.

Dal 2 maggio sarà possibile accettare o integrare il modello 730 precompilato e, dal 10 maggio, sarà attiva la funzione di compilazione assistita del quadro E relativo alle spese detraibili e deducibili dal reddito.

Debutterà sempre dal 10 maggio una delle novità presentate dall’Agenzia delle Entrate, ovvero la possibilità di scegliere la modalità di compilazione semplificata, in alternativa alla modalità tradizionale, per modificare in maniera guidata tutto il quadro E della dichiarazione, per esempio per aggiungere un onere detraibile o deducibile che non compare tra quelli già inseriti dall’Agenzia o modificare gli importi delle spese sostenute.

Sarà il sistema a ricalcolare in automatico il totale delle spese detraibili e deducibili, sulla base dei nuovi dati e di eventuali limiti previsti dalla legge, e a inserire il totale nei campi del quadro E.

Una dichiarazione precompilata che diventa sempre più completa: a partire dal 2019 entrano in dichiarazione dei redditi i dati delle spese detraibili relative ai lavori sulle parti comuni dei condomini che danno diritto al bonus verde, così come debutta nel 730 online anche la nuova assicurazione contro le calamità.

Tutte le istruzioni nel dettaglio e l’elenco dei dati che saranno inseriti nel modello 730 precompilato 2019 sono contenuti nel provvedimento pubblicato il 12 aprile dall’Agenzia delle Entrate.

Modello 730 precompilato 2019 al via, novità e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

Sono due le date da segnare in rosso sul calendario in merito al modello 730 precompilato 2019:

  • dal pomeriggio di lunedì 15 aprile è possibile visualizzare online la dichiarazione dei redditi precompilata;
  • dal 2 maggio e fino alla scadenza del 23 luglio sarà possibile accettare ovvero modificare il proprio 730 precompilato inserendo nuovi dati rispetto a quelli indicati dall’Agenzia delle Entrate.

La possibilità di modificare la dichiarazione precompilata si accompagnerà ad una delle novità annunciate nelle istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate.

I contribuenti potranno scegliere la modalità di compilazione semplificata che consentirà di modificare il quadro E in maniera guidata, aggiungendo un onere detraibile o deducibile o modificare gli importi delle spese sostenute.

Così come comunicato dall’Agenzia delle Entrate, una volta fatte le modifiche, sarà il sistema a ricalcolare in automatico gli oneri detraibili e deducibili, sulla base dei nuovi dati e di eventuali limiti previsti dalla legge, e a inserire il totale nei campi del quadro E.

Come accedere al modello 730 precompilato 2019

Per accedere al modello 730 precompilato 2019 sarà necessario essere in possesso di una delle seguenti credenziali:

  • SPID;
  • Fisconline;
  • INPS;
  • CNS.

Una volta entrati nella propria area riservata presente nella sezione online dedicata alla dichiarazione dei redditi sarà possibile controllare nel dettaglio tutti i dati e, dal 2 maggio, accettare la dichiarazione così com’è o integrarla e modificarla prima dell’invio. Per queste operazioni resta la possibilità di rivolgersi a un Caf o delegare un professionista.

Agenzia delle Entrate – provvedimento 12 aprile 2019Accesso alla dichiarazione 730 precompilata da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati

Sempre più dati nel modello 730 precompilato 2019

L’elenco dei dati che saranno inseriti nel modello 730 precompilato 2019 si allarga sempre di più.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto le dichiarazioni dei redditi indicando quelli inviati dagli enti esterni (come studi medici, farmacie, banche, assicurazioni, università, ecc.) e dai datori di lavoro tramite le certificazioni uniche, più le informazioni relative alle nuove spese detraibili:

“Complessivamente, il paniere dei dati pre-compilati raggiunge quota 960 milioni e supera del +3,8% il totale dei dati caricati nel 2018, mentre la funzionalità di compilazione assistita, disponibile dal prossimo 10 maggio, si estende a tutto il quadro E.”

L’elenco completo dei dati relativi a spese detraibili o deducibili che saranno presenti nel modello 730 precompilato è indicato dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento pubblicato il 12 aprile 2019:

  • quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso;
  • premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni e premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi;
  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare;
  • spese sanitarie e relativi rimborsi;
  • spese veterinarie;
  • spese universitarie e relativi rimborsi;
  • contributi versati alle forme di previdenza complementare;
  • spese funebri;
  • spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e agli interventi finalizzati al risparmio energetico;
  • spese relative ad interventi di sistemazione a verde degli immobili;
  • erogazioni liberali nei confronti delle ONLUS, delle associazioni di promozione sociale, delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico e delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica;
  • spese per la frequenza degli asili nido.

Guida 730: le spese universitarie detraibili

Guida 730 precompilato: dall’affitto al riscatto della laurea, ecco tutte le spese universitarie che tagliano le tasse nella dichiarazione dei redditi.

Agevolazione ad ampio raggio per gli iscritti all’università. La detrazione del 19% delle spese sostenute è riconosciuta sia per i corsi di laurea che specializzazioni e master. Di seguito trovi la guida 730 con tutte le spese universitarie detraibili.

Dalle spese per l’affitto degli studenti fuori sede e quelle di riscatto della laurea per i figli che non hanno ancora iniziato a lavorare, varie sono le detrazioni su 730 da considerare se si hanno figli iscritti a università pubbliche o private.

I test di accesso

Prima ancora delle spese di iscrizione sono detraibili i costi per la partecipazione a tutti i test di accesso compresi quelli anticipati sostenuti da studenti iscritti al quarto anno della scuola superiore. L’agevolazione è riconosciuta anche se al test non segue l’immatricolazione.

Atenei statali e formazione artisitica

Inoltre, sono detraibili tutte le spese per reddito, anche se riferite a più anni, compresi quelli fuori corso. Rientrano nell’agevolazione anche le somme dovute per trasferimenti di ateneo, passaggi di corso, ricongiunzione di carriera, iscrizione all’appello di laurea, rilascio della pergamena

Fanno parte del sistema di istruzione universitaria anche gli ITS, Istituti Tecnici Superiori, le Accademie di Belle Arti, i Conservatori e gli Istituti Musicali pareggiati che rilasciano diplomi equivalenti a quelli di laurea. 

Università private e all’estero

Diversamente da quanto accade con gli istituti pubblici, nel caso di spese per i corsi di università private, comprese quelle telematiche, e per chi sceglie di iscriversi ad atenei all’estero, è previsto un tetto massimo detraibile

L’ammontare è fissato annualmente da uno specifico decreto del Ministero dell’istruzione.

L’importo varia a seconda dell’area tematica e della regione in cui ha sede il corso di studio. Per i corsi all’estero si fa riferimento alla regione di residenza. Non sono detraibili le spese per il riconoscimento della laurea estera in Italia.

Corsi post-laurea

Rientrano tra le spese che danno diritto all’agevolazione anche i master e tutti i tipi di corsi di specializzazione, e il dottorato di ricerca.

Sono però detraibili esclusivamente i corsi gestiti dalle università. In caso di atenei privati la detrazione è ammessa su un importo massimo pari a quello stabilito per tasse e contributi versati per quelli degli atenei statali.

Affitto fuori sede

Per gli studenti fuori sede c’è la detrazione del 19% delle spese per l’affitto su un tetto massimo di 2.633 euro l’anno. L’agevolazione spetta  quando l’università si trova in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di redetrazioni 730sidenza e in una provincia diversa. 

Per il solo 2018 per i comuni disagiati 2018 la distanza è stata ridotta a 50 chilometri, a prescindere dalla provincia. La detrazione è riconosciuta anche a chi è iscritto ad una università con sede  in uno Stato dell’UE o aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia). Non spetta invece per chi è iscritto ad università italiane e frequenta periodi di studio all’estero (ad esempio Erasmus). La detrazione per l’affitto è riconosciuta anche nel caso di residenza presso enti per il diritto allo studio, convitti e collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.


Quanto al contratto, non occorre che sia specifico per fuori sede, e può essere anche intestato ai genitori. In ogni caso il tetto massimo di spesa è stabilito per ciascun contribuente, per cui con figli a carico di entrambi i genitori, titolari di due diversi contratti, la detrazione spetta a ciascun genitore sull’importo massimo di 2.633 euro.
Documentazione: contratto registrato, ricevuta dei pagamenti o copia dei bonifici.

Riscatto della laurea per chi non lavora

A fine corso è poi prevista la detrazione del 19% per il riscatto della laurea per soggetti inoccupati, ossia per chi, al momento della domanda, non è stato mai scritto a forme di previdenza obbligatoria di previdenza, compresa la Gestione Separata Inps. L’agevolazione in questo caso è riconosciuta ai familiari di cui si è a carico. Ammesso in detrazione l’intero importo richiesto annualmente dall’Inps senza alcun tetto di spesa.

Va ricordato infine che la documentazione da esibire e conservare è sempre costituita dagli attestati di pagamento.

Detrazione tasse università private 2019: limiti e importi in dichiarazione dei redditi

Detrazione tasse e contributi università private 2019: il Decreto MIUR pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo fissa i limiti di spesa stabiliti per il 2018 e gli importi massimi da indicare in dichiarazione dei redditi.

Detrazione tasse università private 2019: approda in Gazzetta Ufficiale il consueto decreto del MIUR che fissa l’importo massimo di spesa detraibile.

Il decreto, datato 28 dicembre 2018 e pubblicato in GU del 19 marzo 2019, lascia invariato l’importo massimo di spesa che gli studenti che frequentano università private, corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari, potranno portare in detrazione Irpef con la dichiarazione dei redditi 2019.

L’importo massimo di spesa detraibile è diverso sia per quanto riguarda la sede dell’università privata che il settore disciplinare di appartenenza.

Di seguito tutte le regole nel dettaglio sull’importo massimo ammesso in detrazione nel 2019 per quel che riguarda tasse e contributi pagati nel 2018 per la frequenza di università private non statali.

Detrazione tasse università private 2018: importo e limiti

Le spese sostenute in merito a tasse e contributi di iscrizione versati nel 2018 per la frequenza di corsi di laurea triennale, magistrale ed a ciclo unico di università private non statali, potranno essere portate in detrazione Irpef con la dichiarazione dei redditi 2019 secondo i seguenti limiti:

Area disciplinare corsi istruzioneNordCentroSud Isole
Medica3.700 euro2.900 euro1.800 euro
Sanitaria2.600 euro2.200 euro1.600 euro
Scientifico-tecnologica3.500 euro2.400 euro1.600 euro
Umanistico-sociale2.800 euro2.300 euro1.500 euro

Restano invariate le regole sulla detrazione delle tasse universitarie private e il decreto MIUR pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2019 è sostanzialmente identico a quello dello scorso anno.

Al calcolo della detrazione Irpef che sarà possibile richiedere con la dichiarazione dei redditi 2019 concorrono sia l’area disciplinare di appartenenza, con uno sconto fiscale maggiore per i corsi di laurea in medicina rispetto a quelli in ambito umanistico, che la zona geografica in cui ha sede l’università privata

Come evidenziato nella tabella allegata, quindi, la detrazione per chi frequenta un’università privata al Nord Italia, come la Bocconi o la Cattolica, sarà differente rispetto ad uno studente del Sud ovvero per chi frequenta una delle università non statali del Centro Italia, come la LUISS di Roma.

L’elenco completo delle classi di laurea, magistrale e a ciclo unico delle aree disciplinari medica, sanitaria, scientifico-tecnologica e umanistico-sociale, così come le zone geografiche di riferimento delle regioni è riportato nell’Allegato 1 del decreto del MIUR.

Detrazione spese dottorato, corsi di specializzazione e master universitari 2019

Con lo stesso decreto il MIUR ha fissato inoltre i limiti di detraibilità relativi alle spese per l’iscrizione e la frequenza di corsi di dottorato, di specializzazione e di master universitari di primo e di secondo livello.

L’importo massimo di spesa detraibile con la dichiarazione dei redditi 2019 è fissato nelle seguenti misure:

Spesa massima detraibileNordCentroSud Isole
Corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e di secondo livello3.700 euro2.900 euro1.800 euro

Agli importi detraibili sia per le università private che per i corsi di dottorato, di specializzazione o dei master dovrà essere sommato l’importo relativo alla tassa regionale per il diritto alla studio.

Si allega di seguito il decreto del MIUR pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2019:

MIUR – decreto 28 dicembre 2018 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2019Individuazione degli importi delle tasse e dei contributi delle università non statali ai fini della detrazione imposta lorda – anno 2018.

Dichiarazione dei redditi 2019: scadenza, istruzioni e novità

Dichiarazione dei redditi 2019scadenze e istruzioni nel dettaglio per la compilazione del modello 730 e del modello Redditi PF.

Anche nel 2019 sono molte le novità relative alla presentazione della dichiarazione dei redditi, che interessano per lo più le spese che è possibile portare in detrazione fiscale ed in deduzione dall’Irpef.

Nella dichiarazione dei redditi 2019 debutta la nuova detrazione per gli abbonamenti al trasporto pubblico, così come il bonus verde per i lavori effettuati nel 2018.

Ricordiamo che le scadenze della dichiarazione dei redditi sono diverse per chi presenta il modello 730/2019 e per chi invece è tenuto all’invio del modello Redditi 2019, quello che fino a qualche anno fa era noto come modello Unico e che è solitamente la dichiarazione presentata dai titolari di partita IVA.

Analizziamo di seguito tutte le istruzioni, le scadenze e le novità relative alla dichiarazione dei redditi 2019, chi deve presentarla in quanto soggetto obbligato e quali invece i casi di esonero dall’invio.

Dichiarazione dei redditi 2019: scadenza, istruzioni e novità

La dichiarazione dei redditi è uno degli adempimenti che ogni anno interessa milioni di contribuenti italiani e serve per consentire al Fisco di determinare in maniera corretta l’importo dell’Irpef dovuta in base al reddito effettivo percepito nel corso dell’anno.

Sono due le scadenze da tenere a mente in merito alla dichiarazione dei redditi 2019, che riguardano rispettivamente chi presenta il modello 730 e chi invece utilizza il modello Redditi (l’ex Unico).

Prima di scendere nel dettaglio riepiloghiamo di seguito quali sono le principali novità per il 2019:

  • la detrazione del bonus verde per i lavori effettuati nel 2018, che consente di accedere ad un rimborso del 36% della spesa sostenuta fino a 5.000 euro;
  • la detrazione Irpef per le donazioni erogate in favore delle ONLUS, delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale (deducibile ai fini Ires per le società);
  • il debutto della detrazione per gli abbonamenti del trasporto pubblico locale, per un massimo di 250 euro di spesa.

Scendiamo ora nel dettaglio per analizzare le regole in merito a scadenze, soggetti obbligati ed esonerati alla presentazione della dichiarazione dei redditi 2019.

Scadenza dichiarazione dei redditi, modello 730/2019

Partiamo dal modello 730/2019, la dichiarazione dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche in modalità precompilata.

La scadenza per l’invio del 730 è fissata al 23 luglio 2019, stessa data sia per chi presenta la dichiarazione precompilata che per chi invia il modulo ordinario compilato dal CAF o dal proprio commercialista.

Quando si parla di scadenze del 730 merita di essere ricordata anche la data a partire dalla quale verrà messo a disposizione il modulo di dichiarazione precompilata.

È il 15 aprile il giorno dal quale i contribuenti, accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate, possono consultare la dichiarazione predisposta sulla base dei dati trasmessi in modalità telematica dai diversi operatori, come medici, farmacie oppure amministratori di condominio per quel che riguarda le detrazioni Irpef per lavori in casa.

Sarà poi a partire dal mese di maggio che si potrà modificare ed inviare il modello 730 precompilato per il 2019, avendo cura di verificare preliminarmente che i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate siano corretti.

Dichiarazione dei redditi 2019, scadenza modello Redditi (ex Unico)

La scadenza per chi presenta la dichiarazione con modello Redditi 2019 è fissata invece al 30 settembre 2019. L’invio del modulo compilato dovrà avvenire esclusivamente in modalità telematica.

Anche in questo caso l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un modello precompilato di dichiarazione dei redditi, da modificare e integrare prima dell’invio.

Ricordiamo che solitamente presentano il modello Redditi 2019 i contribuenti titolari di partita IVA che, nell’anno d’imposta di riferimento, hanno percepito redditi d’impresa, di lavoro autonomo o redditi diversi che non possono essere dichiarati con il modello 730/2019.

Chi deve presentare la dichiarazione dei redditi 2019: soggetti obbligati

Come detto in precedenza la dichiarazione dei redditi è un adempimento che interessa la generalità dei contribuenti, ma non sempre è previsto l’obbligo di inviare all’Agenzia delle Entrate il modello 730 o il modello Redditi.

Vediamo pertanto chi sono i soggetti obbligati per quel che riguarda la dichiarazione dei redditi 2019:

  • hanno conseguito redditi nell’anno 2018 e non rientrano nei casi di esonero elencati nelle precedenti tabelle;
  • sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili (come, in genere, i titolari di partita IVA), anche nel caso in cui non abbiano conseguito alcun reddito.

In particolare, sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi:

  • i lavoratori dipendenti che hanno cambiato datore di lavoro e sono in possesso di più certificazioni di lavoro dipendente o assimilati (Certificazione Unica 2019), nel caso in cui l’imposta corrispondente al reddito complessivo superi di oltre euro 10,33 il totale delle ritenute subite;
  • i lavoratori dipendenti che direttamente dall’INPS o da altri Enti hanno percepito indennità e somme a titolo di integrazione salariale o ad altro titolo, se erroneamente non sono state effettuate le ritenute o se non ricorrono le condizioni di esonero indicate nelle precedenti tabelle;
  • i lavoratori dipendenti a cui il sostituto d’imposta ha riconosciuto deduzioni dal reddito e/o detrazioni d’imposta non spettanti in tutto o in parte (anche se in possesso di una sola Certificazione Unica 2019);
  • i lavoratori dipendenti che hanno percepito retribuzioni e/o redditi da privati non obbligati per legge ad effettuare ritenute d’acconto (per esempio collaboratori familiari, autisti e altri addetti alla casa);
  • i contribuenti che hanno conseguito redditi sui quali l’imposta si applica separatamente (ad esclusione di quelli che non devono essere indicati nella dichiarazione – come le indennità di fine rapporto ed equipollenti, gli emolumenti arretrati, le indennità per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche se percepiti in qualità di eredi – quando sono erogati da soggetti che hanno l’obbligo di effettuare le ritenute alla fonte);
  • i lavoratori dipendenti e/o percettori di redditi a questi assimilati ai quali non sono state trattenute o non sono state trattenute nella misura dovuta le addizionali comunale e regionale all’IRPEF. In tal caso l’obbligo sussiste solo se l’importo dovuto per ciascuna addizionale supera euro 10,33;
  • i contribuenti che hanno conseguito plusvalenze e redditi di capitale da assoggettare ad imposta sostitutiva da indicare nei quadri RT e RM.

Soggetti esonerati dalla presentazione la dichiarazione dei redditi 2019

In generale è esonerato dalla presentazione della dichiarazione 2019 il contribuente, non obbligato alla tenuta delle scritture contabili, che possiede redditi per i quali è dovuta un’imposta non superiore ad euro 10,33.

730: AGEVOLAZIONI PER FAMIGLIE CON FIGLI

730 e agevolazioni per famiglie con figli: la guida animata

 

Ascolta puntata del podcast

Ascolta “9 -730 Agevolazioni per famiglie con bambini” su Spreaker. 

 

Il testo

“Buongiorno da Gabriella, la volta scorsa ho parlato degli sconti fiscali riguardanti le spese sostenute per gli anziani, ma le famiglie per fortuna spesso hanno anche dei figli e i giovani avranno ben diritto a qualche agevolazione.

Infatti non tutti sanno che esistono varie detrazioni per le famiglie con bambini e ragazzi a carico

Facendo il 730 si possono detrarre varie spese sostenute nell’anno precedente.

Le più comuni e conosciute sono le spese mediche per i familiari a carico, ma oltre a queste ne esistono di specifiche per i figli, ora vediamo quali sono:

Se i bimbi sono piccoli si può detrarre la retta per l’asilo nido che riguarda i bambini fra tre mesi e 3 anni per un importo massimo di 632 euro a figlio. Di questa cifra il rimborso è il 19% cioè 120 euro

I bambini crescono e vanno alle primarie e poi alle superiori quindi anche le spese scolastiche che comprendono la mensa, e pure le gite organizzate dalla scuola fino ad un massimo di 717 euro sempre a una quota del 19% danno diritto ad un rimborso di 136 euro per ogni figlio

I ragazzi hanno bisogno di attività fisica e allora è prevista la detrazione per le attività sportive dai 5 ai 18 anni svolte nelle strutture che aderiscono al CONI fino al 19% di 210 euro

Arriviamo all’università e anche Le spese universitarie sono detraibili anche se frequentate all’estero.

Spesso i ragazzi decidono di studiare in atenei fuori dalla propria città. Ebbene Le spese sostenute per i canoni di locazione degli studenti fuori sede cioè che studiano e alloggiano almeno 100 chilometri lontano dalla propria residenza si possono detrarre.”</span>

Modello 730 precompilato, nuovo modulo opposizione spese sanitarie 2019

Opposizione spese sanitarie nel modello 730/2019: nuovo modulo per la comunicazione del diniego all’utilizzo ai fini della predisposizione della dichiarazione dall’Agenzia delle Entrate. Ecco le scadenze.

Modello 730 precompilato, pronto il modulo per l’opposizioneall’inserimento delle spese sanitarie nel 2019.

A pubblicarlo è l’Agenzia delle Entrate che rende note le scadenze per opporsi all’inserimento delle spese e dei relativi rimborsi all’interno della dichiarazione precompilata.

Tutti i cittadini una volta compiuti i 16 anni o per il tramite del proprio tutore o rappresentante legale possono decidere di non rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese sanitarie.

L’opposizione all’uso delle spese sanitarie nel 730/2019 precompilato dovrà essere manifestata in due diverse modalità e con due diverse scadenze. In tutti i casi bisognerà utilizzare il modello messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate anche in formato editabile, salvo nei casi di comunicazione a mezzo mail o tramite telefono.

Modello 730 precompilato, nuovo modulo opposizione spese sanitarie 2019

Tutti i contribuenti possono comunicare all’Agenzia delle Entrate l’opposizioneall’inserimento delle spese sanitarie nel modello 730/2019.

Il modulo da utilizzare, qualora non ci si avvalga della procedura su Fisconline, è stato già reso disponibile per la compilazione e per la trasmissione. Sarà possibile utilizzare anche la versione editabile per compilare direttamente online il modello per l’opposizione all’utilizzo delle spese sanitarie.

Spese sanitarie modello 730/2019 precompilato: come fare opposizione

Per le spese e i relativi rimborsi del 2018 che saranno inseriti nel modello 730 precompilato 2019, l’opposizione può essere effettuata seguendo 2 modalità e secondo diverse scadenze:

  • dal 9 febbraio all’8 marzo 2019, accedendo all’area autenticata del sito web dedicato del Sistema Tessera Sanitaria, tramite tessera sanitaria TS-CNS oppure utilizzando le credenziali Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle Entrate. Con questa modalità, è possibile consultare l’elenco delle spese sanitarie e selezionare le singole voci per le quali esprimere la propria opposizione all’invio dei relativi dati all’Agenzia delle Entrate per l’elaborazione della dichiarazione precompilata;
  • fino all’8 febbraio 2019, comunicando direttamente all’Agenzia delle Entrate tipologia (o tipologie) di spesa da escludere, dati anagrafici (nome e cognome, luogo e data di nascita), codice fiscale, numero della tessera sanitaria e relativa data di scadenza

Come inviare il modulo opposizione spese sanitarie

Nel secondo caso, ovvero quando si intende comunicare direttamente all’Agenzia delle Entrate l’opposizione all’inserimento delle spese sanitarie nel modello 730/2019, sarà necessario inviare la comunicazione e il modulo compilato in una delle seguenti modalità:

  • inviando una e-mail alla casella di posta elettronica dedicata opposizioneutilizzospesesanitarie@agenziaentrate.it
  • telefonando a un centro di assistenza multicanale (numero verde 800909696, 0696668907 da cellulare, +39 0696668933 dall’estero)
  • consegnando a un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia il modello di richiesta di opposizione.

In tutti i casi in cui si utilizza il modello è necessario allegare anche la copia del documento di identità.

Se si utilizza la e-mail o il telefono, è possibile comunicare l’opposizione all’utilizzo dei dati sanitari anche in forma libera (cioè, non utilizzando il modello), indicando le medesime informazioni richieste dal modello, il tipo di documento di identità, numero e scadenza.

Nel caso di scontrino parlante, l’opposizione può essere effettuata anche non comunicando il codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria.

Opposizione spese sanitarie: possibile inserire nel modello 730/2019

L’Agenzia delle Entrate ricorda che anche in caso di opposizione all’inserimento delle spese sanitarie nella precompilata, sarà comunque possibile inserirle nella successiva fase di modifica o integrazione del modello 730/2019, purché sussistano i requisiti per la detraibilità delle spese sanitarie previsti dalla legge.

DEDUZIONI E DETRAZIONI

Deduzioni e detrazioni: qual è la differenza? Guarda la guida animata

 

Ascolta la puntata podcast

Ascolta “5 – Deduzione e detrazione qual è la differenza” su Spreaker.

 

Il testo

Buongiorno da Gabriella, oggi vi parlerò della differenza tra deduzioni e detrazioni fiscali. La giungla delle spese deducibili e detraibili è quasi inestricabile…vediamo di munirci di machete e tracciare un sentiero :). Per capire meglio facciamo alcuni esempi pratici.

  1. Primo esempio: la deduzione: Mettiamo il caso che io abbia uno stipendio lordo di 30 mila euro, che non è quello che mi viene versato in banca, ma è l’imponibile fiscale che trovate sulla certificazione unica, sul quale il mio datore di lavoro calcola le imposte e le versa al fisco. Poniamo poi che durante l’anno io abbia speso 5 mila euro di assistenza infermieristica per mio padre. A questo punto il mio reddito imponibile diventa di 25mila euro perché quello che ho speso è come se non lo avessi guadagnato. Le mie imposte vengono calcolate su 25mila euro e mi vengono rimborsati 1,710 euro. Questa è una deduzione.
  2. Secondo esempio: la detrazione. Mettiamo il caso che io abbia sempre uno stipendio lordo di 30 mila euro e che durante l’anno abbia speso 5mila euro di spese mediche e farmaci.Il mio reddito imponibile resta invariato ma sul 730 detrarrò dalle imposte il 19% di quanto pagato e mi verranno rimborsati 250 euro.

Spesso la deduzione risulta più conveniente della detrazione…ma purtroppo non possiamo scegliere. Certe agevolazioni sono deducibili e altre detraibili.