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Bonus asilo nido 2019: requisiti, importo e come fare domanda INPS

Bonus asilo nido 2019, domanda INPS, requisiti ed importo: ecco le istruzioni complete con il dettaglio dei documenti necessari per fare richiesta dell’assegno fino a 1.500 euro.

Il bonus asilo nido 2019 consente alle famiglie che presentano domanda INPS di beneficiare di un assegno fino a 1.500 euro di importo.

Tra i requisiti per fare domandanon sono previsti particolari limiti di reddito ma l’agevolazione è rivolta a tutte le famiglie che iscrivono il proprio figlio all’asilo nido.

La finalità del contributo è proprio quella di garantire un supporto per il pagamento delle rette del nido, ed è per questo che per ricevere il contributo mensile è necessario trasmettere specifici documenti di spesa.

A spiegare come richiedere il bonus nido 2019 e quali sono le scadenze da rispettare è stato l’INPS, con la circolare del 31 gennaio all’interno della quale sono spiegate le regole su chi ne ha diritto e quali sono i documentinecessari.

Per prima cosa però partiamo dalle novità.

L’importo del bonus nido a partire dal 1° gennaio 2019 sale da 1.000 a 1.500 euro e come di consueto potrà essere richiesto non solo per l’iscrizione a strutture pubbliche o private ma anche per l’assistenza domiciliare di bambini affetti da gravi patologie.

Il bonus asilo nido è interessato da una serie di novità anche procedurali nel 2019: l’INPS ha disposto alcune misure di semplificazione della procedura per ottenere il contributo di 1.500 euro. Dopo aver fatto domanda, sarà possibile inviare i documenti che attestano il sostenimento della spesa tramite l’App INPS.

Bonus asilo nido 2019

Vediamo di seguito quali sono i requisiti per richiederlo nonché le regole per poter fare domanda contenute nella circolare INPS n. 14 del 31 gennaio e le scadenze per l’invio dei documenti che attestano il pagamento delle rette mensili.

Bonus asilo nido 2019 fino a 1.500 euro: importo e novità

A partire dal 1° gennaio 2019 e fino al 2021 l’importo del bonus asilo nidoaumenterà di 500 euro in più. La novità è prevista dalla Legge di Bilancio 2019 e sarà in vigore per il prossimo triennio.

A cambiare sarà l’assegno mensile erogato dall’INPS, che passerà dagli attuali 90 euro a 136 euro al mese. Ricordiamo che per beneficiare dell’agevolazione è necessario non solo fare domanda ma trasmettere i documenti necessari per attestare il pagamento della retta mensile.

Soltanto nel caso di richiesta per forme di supporto presso la propria abitazione, il bonus nido di 1.500 euro sarà erogato in un’unica soluzione.

A differenza degli altri contributi per le famiglie, come il bonus mamme domani o il bonus bebè, per ricevere effettivamente l’assegno mensile per l’iscrizione al nido e dopo aver fatto domanda è necessario trasmettere le ricevute di pagamento, oppure la fattura o il bollettino bancario o postale dell’avvenuto pagamento della retta.

A tal proposito, inoltre, c’è un’altra importante novità da segnalare: l’INPS, con il messaggio n. 4464 dello scorso 28 novembre 2018, ha avviato una procedura di semplificazione per l’invio della documentazione necessaria per fruire del bonus asilo nido, che potrà essere trasmessa anche tramite l’applicazione INPS mobile qualora in possesso delle credenziali per l’accesso ai servizi online.


Dopo aver analizzato le novità in arrivo dal 2019, riepiloghiamo di seguito quali sono le regole per richiedere il bonus asilo nidorequisiti e modalità per fare domanda all’INPS.

Bonus asilo nido 2019: requisiti per fare domanda

Per fare domanda e richiedere il bonus asilo nido di 1.500 euro non è necessario rispettare limiti di reddito e presentare il modello ISEE.

Sono tuttavia previsti specifici requisiti per averne diritto, tra questi l’età del figlio, che dovrà essere compresa tra gli 0 e i 3 anni.

Sono due le modalità di accesso al contributo: può essere richiesto per il pagamento delle rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati o per forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

ll bonus asilo nido, così come il contributo di per il sostegno presso il proprio domicilio potrà essere richiesto da tutti i genitori italiani, comunitari e stranieri in possesso di permesso di soggiorno.

Sono escluse dal rimborso le spese sostenute per i servizi educativi integrativi all’asilo nido (es. ludoteche, spazi gioco, spazi baby, pre-scuola, etc.).

Nel caso in cui si intenda accedere al bonus in oggetto il richiedente dovrà evidenziare in domanda se l’asilo nido frequentato dal minore sia pubblico o privato autorizzato e indicare, in tal ultimo caso, oltre alla denominazione e al codice fiscale della struttura, anche gli estremi del provvedimento autorizzativo.

Nel caso di richiesta di contributo per l’assistenza presso il proprio domicilio è necessario presentare certificato medico del pediatra che attesti la grave patologia.


La domanda per richiedere il bonus asilo nido dovrà essere presentata all’Inps dal genitore a cui è intestata la spesa, nel caso in cui il contributo sia richiesto per pagare la retta del nido, oppure dal genitore che dimora con il figlio e che risiede nello stesso Comune per il contributo all’assistenza domiciliare.

Bonus asilo nido 2019: come fare domanda INPS

La domanda per richiedere il bonus nido 2019 potrà essere presentata a partire dal 28 gennaio dal genitore del minore, il quale avrà diritto ad un rimborso di massimo 1.500 euro all’anno esclusivamente allegando la ricevuta di pagamento come documentazione della spesa sostenuta per l’iscrizione al nido o per l’assistenza domiciliare.

A spiegare come fare domanda è la circolare INPS n. 14 del 31 gennaio 2019.

Circolare INPS numero 14 del 31 gennaio 2019Agevolazioni per la frequenza di asili nido pubblici e privati di cui all’articolo 1, comma 355, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. Presentazione delle domande per l’anno 2019

La domanda per il bonus nido deve essere presentata a partire dal 28 gennaio 2019 e fino alla scadenza del 31 dicembre 2019, esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali:

  • WEB – tramite il servizio on line dedicato accessibile direttamente dal cittadino in possesso di un PIN INPS dispositivo, di una identità SPID o di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS) per l’accesso ai servizi telematizzati dell’Istituto;
  • Contact Center multicanale – chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico, se in possesso di PIN;
  • Patronati e intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di PIN.

Nelle domande di richiesta del bonus per l’iscrizione al nido bisognerà indicare le mensilità relative ai periodi di frequenza scolastica compresi tra gennaio e dicembre 2019 per le quali intende ottenere il beneficio. In questo modo si potrà prenotare l’assegno mensile e soltanto indicando i mesi di frequenza del nido sarà possibile allegare i documenti mensili richiesti.

Nel caso in cui si intenda richiedere il bonus per mensilità ulteriori rispetto a quelle già prenotate, anche se in riferimento allo stesso minore, sarà necessario presentare una nuova domanda.

Nella domanda il richiedente dovrà:

  • indicare a quale dei due benefici intende accedere;
  • specificare le mensilità per le quali intende ottenere il beneficio;
  • nel caso in cui si intenda richiedere il bonus asilo nido per mesi ulteriori rispetto a quelli già indicati, anche se per lo stesso minore, sarà necessario presentare una nuova domanda;
  • allegare in fase di domanda il pagamento almeno della retta relativa al primo mese di frequenza per cui si richiede il beneficio oppure, nel caso di asili nido pubblici la documentazione da cui risulti l’iscrizione o l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino;
  • in caso di richiesta di bonus per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione, allegare, all’atto della domanda, un’attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta, che dichiari per l’intero anno di riferimento, “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”.

Se si intende richiedere il bonus per più figli sarà necessario presentare una domanda per ciascuno di essi.

Documenti bonus asilo nido 2019

Dopo aver fatto domanda all’INPS bisognerà ricordarsi che il bonus nido è erogato soltanto dopo aver inviato i documenti che attestano il pagamento delle rette. La domanda inviata infatti viene protocollata e l’erogazione dell’assegno mensile è subordinato alla trasmissione dei documenti che attestano l’effettivo pagamento della retta.

I documenti necessari per il bonus nido sono i seguenti: ricevuta o quietanza di pagamento, fattura quietanzata, bollettino bancario o postale, e per i nidi aziendali tramite attestazione del datore di lavoro o dell’asilo nido dell’avvenuto pagamento della retta o trattenuta in busta paga.

Le ricevute corrispondenti ai pagamenti delle rette relative ai mesi successivi al primo devono essere allegate, anche da dispositivo mobile/tablet tramite il servizio “Bonus nido” dell’App “INPS mobile”, entro la fine del mese di riferimento e, comunque, non oltre la scadenza del 31 gennaio 2020.

Per i soli frequentanti asili nido pubblici che emettano i bollettini di pagamento dell’ultimo trimestre oltre tale data, la documentazione di spesa può essere allegata improrogabilmente entro e non oltre il 1° aprile 2020.

Nella documentazione da inviare all’Inps per beneficiare del bonus nido 2019 dovranno essere contenute le seguenti informazioni:

  • la denominazione e la Partita Iva dell’asilo nido;
  • il CF del minore;
  • il mese di riferimento,
  • gli estremi del pagamento o quietanza di pagamento;
  • il nominativo del genitore che sostiene l’onere della retta.

Invio documenti bonus nido anche tramite APP: ecco come

Per l’invio dei documenti relativi alle spese sostenute, adempimento obbligatorio per beneficiare dell’assegno mensile, sarà possibile utilizzare l’App INPS Mobile, scaricabile sugli store ufficiali sia Apple che Android.

Così come comunicato dall’INPS, al fine di rendere più agevole per il cittadino l’allegazione della documentazione di spesa necessaria alla fruizione del bonus per la frequenza degli asili nido pubblici e privati, l’applicazione “INPS mobile” è stata integrata con una nuova funzionalità, denominata “Bonus nido”, che consente di procedere a tale adempimento.

Basterà allegare i dati acquisiti tramite una semplice fotografiadell’attestazione di pagamento rilasciata dall’asilo nido al seguito del pagamento della retta.

Per accedere al servizio Bonus nido sarà necessario essere in possesso di PIN dispositivo INPS o di credenziali SPID.

Bonus 1.500 euro assistenza domiciliare bambini affetti da gravi patologie

Il bonus di 1.500 euro potrà essere richiesto anche nel 2019 per l’assistenza a bambini affetti da gravi patologie che compromettono la possibilità di frequenza dell’asilo nido.

Per beneficiare del bonus in questo caso bisognerà presentare l’attestazione rilasciata da un medico o pediatra che documenti “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”.

Il documento dovrà essere allegato alla domanda da inviare all’INPS e dovrà dimostrare non soltanto la gravità della patologia ma l’impossibilità correlata della frequenza dell’asilo nido.

Nell’attestazione del pediatra dovranno essere inserite le seguenti informazioni:

  • dati anagrafici del minore (data di nascita, città, indirizzo e n. civico di residenza dello stesso);
  • attestazione dell’impossibilità di frequentare l’asilo nido per l’intero anno solare di riferimento in ragione di una grave patologia cronica.

Bollo moto: calcolo, come pagarlo e sanzioni dopo la scadenza

Per bollo moto si intende una imposta, destinata alle regioni italiane, applicata a tutti i motoveicoli. Vediamo come si calcola e come pagarlo.

Si parla tanto del bollo auto, ma tutti dimenticano che anche i possessori di motoveicoli sono tenuti al versamento nelle casse dell’erario una tassa di possesso. Il bollo moto è, di conseguenza, l’equivalente della vecchia tassa di circolazione per veicoli, applicata alle moto e ai ciclomotori.

Bollo moto: in cosa consiste

Per bollo moto si intende una imposta, destinata alle regioni italiane, applicata a tutti i motoveicoli e ciclomotori. Iniziamo proprio col fare una piccolissima, ma essenziale, precisazione:

  • con motoveicolo si indica un veicolo a due ruote, con una cilindrata superiore ai 50cc;
  • con ciclomotore, invece, ci si riferisce ad un veicolo a due ruote, con un cilindrata massima di 50cc.

Una delle questioni più dibattute in relazione al bollo moto è la adeguatezza o meno della copertura, e del relativo pagamento, su base annuale. In effetti molti proprietari di motoveicoli tendono ad utilizzarli solo nei mesi meno rigidi, in primavera, estate e inizio autunno, lasciandolo in garage per lunghi periodi di tempo.

Purtroppo, essendo un tassa di possesso e non di consumo, il bollo moto va calcolato su dodici mesi e non solo sul periodo di reale utilizzo. Un po’ come il canone Rai che va pagato anche se non guardi la TV.

Calcolo bollo moto: come fare

Il calcolo bollo moto segue la stessa procedura di quello per le automobili, in base alla potenza del veicolo, misurata, come sai, in kW. Per effettuare il calcolo, puoi utilizzare due sistemi.

Calcolo bollo moto Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, sul proprio sito, mette a disposizione un tool gratuito per il calcolo del bollo auto/moto da pagare. Ci sono due modalità di calcolo, quella semplificata, tramite l’inserimento del numero di targa, e una più completa, dove vanno indicati il numero di targa, la regione di residenza, mese e anno di scadenza, i mesi di validità, e il codice dell’eventuale riduzione.

Calcolo bollo moto ACI

Un sistema alternativo, ma valido e riconosciuto, per calcolare il bollo moto, è tramite il sito dell’ACI, l’Automobile Club Italia. I campi del form sono i seguenti:

  • Tipo di pagamento: rinnovo di pagamento, prima immatricolazione, veicolo reimmatricolato, rientro da esenzione, riacquisto di possesso, targa prova, integrazione per complessi, pagamento integrativo, pagamento anticipato;
  • Regione di Residenza;
  • Tipo di veicolo: autoveicoli, rimorchi, motoveicoli, ciclomotori, minicar;
  • Targa;
  • Codice di sicurezza.

Bollo Moto: come pagarlo

Il pagamento classico del bollo moto, come del bollo auto, avviene tramite bollettino postale. Si può pagare presso gli uffici postali, i tabaccai abilitati, le agenzie di pratiche auto, gli uffici locali ACI. È possibile effettuare il pagamento online tramite il sito dell’ACI con un costo aggiuntivo di 0,75 euro, ma solo se residenti nelle seguenti Regioni e province autonome:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Campania;
  • Emilia Romagna;
  • Lazio;
  • Liguria;
  • Lombardia;
  • Molise;
  • Piemonte;
  • Puglia;
  • Sicilia;
  • Toscana;
  • Umbria;
  • Valle d’Aosta;
  • Prov. Autonoma di Bolzano;
  • Prov. Autonoma di Trento;

Come tutte le imposte, se paghi in ritardo rispetto alla scadenza naturale incorri in sanzioni e more, d’intensità crescente con il passare dei giorni:

  • dai 15 e i 30 giorni: sanzione pari all’1,5% dell’importo del bollo;
  • dai 31 ai 90 giorni: sanzione pari all’1,67% dell’importo del bollo;
  • dai 91 ai 365 giorni: sanzione pari al 3,75% dell’importo del bollo;
  • Dopo un anno dalla scadenza: multa pari al 30% del bollo più interessi dell’1% per ogni semestre di ritardo.

Controlla sempre la scadenza del bollo moto, onde evitare il pagamento della sanzione.

Cos’è il visto di conformità?

l visto di conformità definito anche visto leggero è stato introdotto con il D.lgs 241/97. Esso rientra a tutti gli effetti nell’attività di controllodell’Amministrazione Finanziaria, con la peculiarità che i soggetti legittimati a condurla sono esterni ad essa.

Cos’e’ il visto di conformità?

Il visto di conformità è un’attività di controllo formale svolta dal professionista; essa consiste in un’attestazione circa la corrispondenza della dichiarazione dei redditi alle risultanze della relativa documentazione, alle scritture contabili e alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti d’imposta, lo scomputo delle ritenute d’acconto e i versamenti.

L’attestazione è resa dal professionista indicando il suo codice fiscale e apponendo la sua firma in appositi spazi nelle dichiarazioni fiscali.

Il visto di conformità è obbligatorio in caso di:

  • presentazione del Modello 730;
  • compensazione orizzontale dei crediti Iva di importo superiore a 5.000 euro;
  • compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi, addizionali, ritenute alla fonte, imposte sostitutive ed Irap per importi superiori a 15.000 euro;
  • esecuzione del rimborso di un credito Iva superiore a 30.000 euro;

Visto di conformità: soggetti abilitati

soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità sono:

  • Responsabili dell’assistenza fiscale dei Caf;
  • Dottori commercialisti ed esperti contabili
  • Consulenti del lavoro
  • Soggetti iscritti nei ruoli di periti alle Camere di Commercio (questi non possono però apporre il visto sul “Modello 730”).

Per il rilascio del visto, il professionista di alto profilo di onorabilità e moralità, oltre a possedere la partita Iva, deve essere abilitato ai servizi telematici Entratel.

Prima di esercitare il rilascio del visto di conformità, egli è tenuto ad inviare all’Agenzia delle Entrate una comunicazione, nella quale deve indicare:

  • dati anagrafici, qualifica professionale posseduta, codice fiscale e numero di partita IVA;
  • domicilio e gli altri luoghi dove esercita l’attività professionale;
  • codice fiscale e la sede dello studio professionale associato in cui collabora.

Visto di conformità: responsabilità del professionista e sanzioni

Le inadempienze commesse dal professionista nel rilascio del visto di conformità comportano l’irrogazione delle sanzioni per le violazioni di norme tributarie.

Oltre alle sanzioni amministrative che possono variare da € 258 a € 2.582,42, in caso di gravi e ripetute omissioni, i professionisti abilitati possono vedersi sospesa la facoltà di rilasciare il visto di conformità per un periodo che varia da uno a tre anni.

GUIDA AL 730 PRECOMPILATO 2019

730 precompilato: guarda la guida animata


La puntata podcast

Ascolta “3 – Il modello 730 pre compilato. Quando confermarlo e quando va modificato” su Spreaker.

Il testo

MODELLO 730 COS’E’ E A COSA SERVE:
Il 730 è un modulo fiscale che viene presentato per dichiarare i redditi dell’anno precedente. Come si presenta: Puoi presentarlo tu stesso registrandoti sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dove lo troverai già precompilato con i tuoi redditi, parte delle tue spese detraibili e con i fabbricati da te posseduti. Se ritieni che sia tutto corretto lo confermi altrimenti lo puoi modificare. A questo punto ci penserà l’Agenzia delle Entrate a calcolare se devi pagare delle imposte oppure se avrai un rimborso. Se preferisci puoi recarti presso un CAF con tutti i documenti relativi ai tuoi redditi e alle tue spese detraibili, affidandogli la compilazione, il calcolo e l’invio. Ora vediamo chi è obbligato e chi no a presentare il 730: NON SEI OBBLIGATO SE sei un dipendente e hai avuto un solo datore di lavoro in tutto l’anno precedente o sei pensionato e hai solo la pensione. In questi casi se non hai altri redditi, per esempio immobili dati in affitto, collaborazioni o altri redditi diversi non devi far nulla perché le imposte sono già pagate dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. SEI OBBLIGATO SE l’anno precedente hai cambiato lavoro o sei andato in pensione durante l’anno. Hai altri redditi da dichiarare oltre lo stipendio o la pensione; in questo caso sei obbligato perché dovrai versare delle imposte al fisco. NON SEI OBBLIGATO MA TI CONVIENE SE hai sostenuto spese mediche, hai ristrutturato casa, hai sostenuto spese detraibili – di cui non faccio l’elenco in quanto sono veramente molte-. Se guadagni meno di circa 30.000 euro lordi l’anno e sei in affitto, puoi presentare il 730 per farti rimborsare dal fisco parte delle imposte già pagate sullo stipendio o sulla pensione. E’ importante sapere che nel mese di luglio per i dipendenti e in agosto per i pensionati, troverai l’eventuale rimborso aggiunto o le eventuali imposte prelevate direttamente dallo stipendio o dalla pensione senza che tu debba fare altro.


Bonus caldaie 2019

Confermato per il 2019 l’Ecobonus, strumento che lo Stato ha introdotto da alcuni anni per incentivare l’efficientamento energetico delle abitazioni e degli edifici. Gli incentivi vengono erogati sotto forma di detrazione dalle tasse delle spese sostenute per effettuare i lavori: dal miglioramento termico degli edifici (coibentazioni, finestre e infissi…) all’installazione di pannelli solari, dai sistemi di domotica fino alla sostituzione degli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda.

Quest’ultimo punto è definito anche come bonus caldaia: a spiegarne il funzionamento e le modalità di accesso sono gli specialisti di Italtherm, azienda italiana attiva nella produzione di impianti di riscaldamento.

“L’Ecobonus è un’occasione unica per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti. A giovarne sarà sia l’ambiente che il portafoglio – spiega Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica di Italtherm – La sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas di circa il 20%, percentuale che aumenta nel caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, arrivando in alcuni casi fino al 30% di risparmio”

“In più, sostituire la caldaia permette di ridurre di circa il 66% le emissioni di gas inquinanti – prosegue – I fumi emessi dalle caldaie contengono principalmente vapore acqueo, anidride carbonica e ossidi di azoto: questi ultimi, in particolare, consentono di capire se una caldaia ha, o meno, un basso impatto sulle emissioni inquinanti”.

L’Ecobonus prevede che, installando una caldaia più performante, si potrà avere – in fase di dichiarazione dei redditi – uno sgravio fiscale del 50% se la caldaia nuova sarà un modello a condensazione in classe A. L’aliquota potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, sarà installato anche un sistema di termoregolazione evoluto. Nel caso in cui vengano eseguiti lavori condominiali le agevolazioni arriveranno anche al 75%. Ad essere detraibili saranno le imposte Irpef o Ires relative ai costi sia dei lavori edili che delle prestazioni professionali

Possono usufruire dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché associazioni, enti pubblici e privati nel caso in cui non svolgano attività commerciale.

Per accedere all’Ecobonus sarà necessario registrarsi sul sito Enea nell’apposita sezione dedicata agli incentivi per l’efficienza energetica e compilare il form che sarà disponibile non appena saranno rilasciati i decreti attuativi.

Alternativa all’Ecobonus è il conto termico ma, nel caso delle caldaie, riguarda solo gli enti pubblici: non prevede un’aliquota di detrazione fiscale, ma un premio in denaro, riconosciuto direttamente sul conto corrente del richiedente. L’importo erogato è poi correlato alla potenza dell’apparecchio installato.

Congedo parentale 2019 madre e padre: a chi spetta e come funziona

La Legge di Bilancio 2019 ha aumentato i giorni di congedo di paternità previsti, lasciando intatte le regole per fare domanda INPS.

Sono pari a 5 i giorni di congedo obbligatorio previsti per i neo papà, ai quali si aggiunge un ulteriore giorno di congedo facoltativo che è possibile richiedere previa rinuncia di un giorno di congedo da parte della madre del figlio.

Sale quindi a sei il totale dei giorni di congedo previsti per i papà e l’INPS, con il messaggio n. 591 pubblicato il 13 febbraio 2019 fornisce alcune utili indicazioni in merito alle regole per richiederli e per fare domanda.

Come funziona e chi può richiedere il congedo di paternità Inps 2019, quale la differenza tra congedo obbligatorio e facoltativo per il padre e a quanto ammonta l’importo dell’indennità riconosciuta dall’Inps?

Di seguito tutte le informazioni nel dettaglio, ovvero durata, beneficiari e importo del congedo obbligatorio e facoltativo per i papà a partire dal 1° gennaio 2019.

Congedo di paternità 2019: cos’è e come funziona

Il congedo di paternità obbligatorio 2019 è il diritto riconosciuto ai papà lavoratori dipendenti che, a seguito della nascita o dell’adozione del figlio, hanno diritto a cinque giorni obbligatori di assenza retribuita dal lavoro.

Il congedo obbligatorio dovrà essere richiesto presentando domanda al proprio datore di lavoro, ovvero all’INPS in specifici casi, e dovrà essere goduto entro il 5° mese dalla nascita, adozione o affidamento del figlio.

Ai cinque giorni obbligatori si aggiunge un giorno di congedo facoltativo di paternità, che tuttavia potrà essere richiesto soltanto se la madre rinuncia ad una giornata del proprio congedo di maternità.

INPS – messaggio numero 591 del 13 febbraio 2019Proroga ed ampliamento del congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti e proroga del congedo facoltativo di cui all’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92, per le nascite e le adozioni/affidamenti avvenuti nell’anno solare 2019

Congedo di paternità 2019: importo e chi paga

Sia il congedo di paternità obbligatorio che quello facoltativo sono pagati al lavoratore dipendente da parte dell’Inps e l’importo dell’indennità erogata è pari al 100% della retribuzione ordinaria del lavoratore.

A livello pratico è il datore di lavoro che anticipa l’importo che verrà di seguito rimborsato dall’Inps.

In alcuni casi, tuttavia, è direttamente l’Inps a pagare il congedo di paternità ed in questo caso cambia non soltanto la modalità di erogazione dell’indennità ma anche la procedura per presentare domanda.

Come richiedere il congedo di paternità e a chi presentare domanda

Per presentare domanda e richiedere il congedo di paternità facoltativo o obbligatorio nel 2019 bisognerà seguire due diverse procedure, nel caso in cui l’importo sia pagato dal datore di lavoro o dall’Inps:

  • nel caso di pagamento dal datore di lavoro, per poter richiedere il congedo di paternità sarà necessario presentare comunicazione scrittaal datore di lavoro con le date in cui si intende fruire della paternità Inps, con almeno 15 giorni di anticipo;
  • nel caso di pagamento diretto dall’Inps, la domanda di paternità dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica, ovvero:
  1. tramite sito Inps se in possesso di Pin dispositivo;
  2. Contact center integrato – n. 803164 (oppure 06164164);
  3. Patronati e servizi telematici offerti dagli stessi.

Agenzia delle Entrate: in arrivo nuovi avvisi “multiredditi”

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato oggi 15 febbraio 2019 il provvedimento numero 37776/2019 in cui viene resa noto che a breve verranno inviati molteplici avvisi multiredditi ai contribuenti.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate precisa che al fine di introdurre nuove e più avanzate forme di comunicazione tra l’Amministrazione fiscale e il contribuente, stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili, l’Agenzia delle entrate medesima metterà a disposizione dei contribuenti, con le modalità previste dal presente provvedimento, informazioni riguardanti possibili anomalie relative alle seguenti tipologie di redditi:

  • redditi dei fabbricati di cui agli artt. 25 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), derivanti dalla locazione non finanziaria di fabbricati imponibili a tassazione ordinaria, ovvero per opzione, al regime di tassazione previsto dall’art. 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (Cedolare secca sugli affitti), alternativo al regime ordinario;
  • redditi di lavoro dipendente e assimilati, di cui agli artt. 49 e seguenti del TUIR;
  • assegni periodici di cui agli artt. 50 e seguenti del TUIR;
  • redditi di partecipazione ex artt. 5 e 6 del TUIR, nonché quelli derivanti da partecipazione in società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria, di cui all’art. 116 del TUIR;
  • redditi diversi, ex art. 67 del TUIR;
  • redditi di lavoro autonomo abituale e professionale, di cui all’art. 53, c. 1, del TUIR imponibili a tassazione ordinaria ovvero ai regimi di tassazione previsti dall’art. 27, commi 1 e 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 e dall’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
  • redditi di lavoro autonomo abituale e non professionale, di cui all’art. 53, c. 2, del TUIR;
  • redditi di capitale derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti soggetti all’Ires e proventi derivanti da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza ex art. 44, c.1, lett. e) e lett. f) del TUIR e redditi di capitale corrisposti a soggetti residenti assoggettati alla ritenuta a titolo di acconto di cui all’art. 26, c. 5, decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 600.

Avvisi multiredditi 2019 Agenzia delle Entrate: il contenuto della comunicazione di compliance

Con il provvedimento numero 37776 del 15 febbraio 2019 l’Agenzia delle Entrate ha reso noto anche il contenuto della comunicazione in oggetto ovvero:

  • identificativo della comunicazione;
  • dati presenti in Anagrafe tributaria riferibili: ai contratti di locazione registrati, ai redditi corrisposti per le diverse categorie reddituali, ai dati delle operazioni rilevanti ai fini IVA comunicati ai sensi dell’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78;
  • estremi del modello di dichiarazione presentato, nel quale non risultano dichiarati in tutto o in parte i redditi percepiti;
  • importo del reddito parzialmente o totalmente omesso.

Provvedimento Agenzia delle Entrate numero 37776/2019Avvisi multiredditi 2019 in arrivo dall’Agenzia delle Entrate

Avvisi Agenzia delle Entrate in arrivo: modalità di invio della comunicazione

Nel provvedimento pubblicato oggi i contribuenti vengono quindi informati in ordine alle nuove lettere di compliance che arriveranno a breve ai contribuenti.

In particolare l’Agenzia delle entrate trasmette una comunicazione agli indirizzi di posta elettronica certificata – attivati dai contribuenti ai sensi dell’art. 16, commi 6 e 7, del decreto legge 185/2008.

Nei casi di indirizzo PEC non attivo o non registrato nel pubblico elenco denominato Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC), istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’invio è effettuato per posta ordinaria.

Il contribuente può richiedere informazioni ovvero segnalare all’Agenzia delle entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti, avvalendosi dell’assistenza dei CAM e degli Uffici delle Direzioni Provinciali dell’Agenzia, con le modalità indicate nella comunicazione.

Avvisi 2019 Agenzia delle Entrate: come correggere errori od omissioni

I contribuenti che hanno avuto conoscenza degli elementi e delle informazioni rese disponibili dall’Agenzia delle entrate possono regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commessi:

  • mediante il ravvedimento operoso;
  • presentando una dichiarazione integrativa;
  • e versando le maggiori imposte dovute, i relativi interessi e le sanzioni per infedele dichiarazione in misura ridotta in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni stesse, così come previsto dal citato decreto legislativo.

730 PRECOMPILATO NEL CASO DI PIU’ LAVORI

Il 730 in caso di più datori di lavoro: guarda la guida animata

La puntata podcast

Ascolta “6 – 730 pre compilato in caso di più datori di lavoro” su Spreaker.

Il testo

Oggi prendo spunto da un 730 che mi è capitato realmente: è il caso di una ragazza che ha lavorato una parte dell’anno e poi ha perso il lavoro ed ha percepito quindi l’indennità di disoccupazione. Per sua fortuna dopo qualche mese ha trovato un altro posto di lavoro. Quindi attenzione: avendo avuto più di un rapporto di lavoro nell’anno precedente è obbligata a presentare il 730 per versare la differenza d’imposta. Infatti ogni datore di lavoro fa il calcolo per la sua parte, ma sommando i redditi di tutti i lavori c’ è sempre una differenza in più da pagare. La ragazza in questione lo sapeva e quindi, munita del suo pin, è andata sul sito dell’Agenzia delle Entrate per vedere il suo 730 precompilato. Ma ha avuto una brutta sorpresa: nella dichiarazione precompilata risultava un importo da pagare a luglio pari a 2.850€. Allora è venuta al nostra CAF. La situazione era ben diversa. Calcoli alla mano, l’imposta da pagare era di 76€. Ma cosa era successo? Ebbene, quando ci sono più lavori nel corso dell’anno il software dell’Agenzia delle Entrate non riesce a calcolare l’importo delle detrazioni, cioè lo sconto d’imposta sul lavoro dipendente e sulla pensione. Se anche voi avete un caso simile verificate sempre con attenzione prima di confermare il 730 precompilato!

ANZIANI E AGEVOLAZIONI SUL 730

Anziani e agevolazioni sul 730: la guida animata

 

Ascolta la puntata podcast

Il testo

Buongiorno a tutti da Gabriella oggi affronterò un argomento che direttamente o indirettamente riguarda tutti noi. Gli anziani. L’altra sera per l’ennesima volta in TV hanno ribadito che l’italia è una nazione di……. tra virgolette..e in senso buono di vecchi. Ma cosa c’entra questo con la dichiarazione dei redditi? Eh… c’entra. Perchè alcune agevolazioni del 730 riguardano proprio loro e i familiari.

Se i nostri congiunti sono autosufficienti, bene anzi godiamoceli e sfruttiamoli per fare i nonni ma se purtroppo non sono autosufficienti ai sensi della legge 104 del 1992 e percepiscono l’indennità di accompagnamento allora, ci sono degli sconti fiscali.

In uno dei podcast precedenti ho spiegato la distinzione tra deduzione e detrazione a proposito appunto di questi sconti ….nel caso che trattiamo oggi si presentano entrambe
Facciamo l’esempio che mio padre sia ricoverato in una struttura per anziani e abbia una pensione bassa che non gli consente di far fronte a tutte le spese. Ma no è a mio carico.
A questo punto io come figlia intervengo in aiuto e pago le spese mediche ed infermieristiche sostenute nella struttura, Ebbene quello che ho pagato me lo posso dedurre dal 730.

Altro esempio: mio padre non è ricoverato in struttura ma è assistito da una badante, assunta da me e alla quale pago lo stipendio e verso i contributi.

In questo caso mi deduco i contributi pagati fino ad un limite di 1549 euro e..
se il mio reddito lordo non è superiore a 40 mila euro e ripeto lordo, mi detraggo anche in parte lo stipendio della badante fino ad un massimo del 19% di 2100 euro. Cioè a conti fatti, mi vengono rimborsati al massimo 399 euro.
Naturalmente tutto questo vale anche per le spese sostenute a favore di altri familiari, fratelli, figli disabili, eccetera e…… vale anche per la suocera…..
Oggi ho fatto solo questi esempi, ma ci sono altre detrazioni, di cui può usufruire l’anziano disabile stesso. Spese mediche o acquisto con IVA agevolata dell’auto, ma di questo ne parleremo un’altra volta.
Per oggi vi saluto e ci sentiamo alla prossima per un’altra pillola di fisco .