Tag - imu

Imu e Tasi, esenzione per anziani e disabili

Imu e Tasi 2019, come funziona l’esenzione per anziani e disabili? A stabilire le regole è il singolo Comune e non si può far riferimento a una risposta univoca.

Dalla definizione del valore delle aliquote, che può essere più o meno alto, fino al meccanismo di agevolazioni riconosciute ai cittadini, il fatto che Imu e Tasi siano due imposte locali è una caratteristica rilevante.

L’appuntamento con il secondo versamento dell’anno si avvicina, il 16 dicembre i contribuenti sono chiamati a versare il saldo della somma dovuta per il 2019, e per verificare se sono previste agevolazioni per anziani o disabili bisogna far riferimento a quanto previsto dalla delibera del proprio Comune.

Imu e Tasi 2019, i Comuni hanno la facoltà di stabilire l’esenzione per anziani e disabili 

Il Comune ha la “facoltà di equiparare all’abitazione principale, a cui si applica l’esenzione, l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente”.

Ma a una condizionenon deve risultare concessa in affitto ad altri inquilini.

La legge di stabilità del 2016 ha escluso dal campo di applicazione delle due imposte l’immobile che viene utilizzato come abitazione principale, ovvero la casa dove il contribuente con il suo nucleo familiare dimora abitualmente e ha stabilito la sua residenza. Chi ne è proprietario, dunque, non è tenuto a pagare Imu e Tasi.

Non si può beneficiare dell’esenzione per un edificio classificato nelle categorie catastali di lusso, anche se risulta come prima casa.

Equiparare l’unità immobiliare di cui è proprietario un anziano o un disabile all’abitazione principale, e quindi sollevarli dal versamento delle somme dovute, è una scelta del singolo Comune e non è prevista dalla legge.

Imu e Tasi 2019, esenzione per anziani e disabili: come funziona? Le condizioni da rispettare

La prima cosa da fare, dunque, per verificare se si può beneficiare dell’esenzione Imu e Tasi 2019 concessa ad anziani e disabili è controllare se l’agevolazione è prevista dalla delibera del Comune di riferimento.

In ogni caso, perché anziani e disabili, che possiedono le unità immobiliari a titolo di proprietà o usufrutto e hanno acquisito la residenza nella casa di riposo o nella struttura sanitaria in cui si trovano a seguito di ricovero permanente, siano sollevati dal versamento delle due imposte entro la scadenza del saldo del 16 dicembre 2019, è necessario che si verifichino specifiche condizioni:

  • l’immobile non deve essere locato;
  • dalla delibera comunale si deve evincere che gli immobili di cui sono proprietari anziani o disabili sono assimilati ad abitazioni principali.

Se manca uno di questi due elementi, l’anziano o il disabile non può accedere all’agevolazione.

Ad esempio, se il Comune stabilisce l’esenzione ma l’immobile viene dato in affitto ad altre persone, è necessario versare Imu e Tasi. Risulterà, infatti, come una seconda abitazione e non può essere considerato come prima casa.

Un aspetto importante da sottolineare è che, in ogni caso, tutte le agevolazioni concesse per l’abitazione principale non si applicano agli immobili di lusso (categorie catastali A1/A8 e A9).

Calcolo IMU, come fare e scadenza pagamento

Come fare il calcolo IMU 2019? In vista dell’imminente scadenza del saldo, fissata al 16 dicembre, vediamo come calcolare la seconda rata dell’imposta municipale propria, una delle principali tasse sulla casa.

L’IMU 2019 così come la TASI si caratterizzano per lo sblocco della leva fiscale dei Comuni. Pertanto, in sede di calcolo del saldo, bisognerà prestare particolare attenzione a possibili modifiche alle aliquote che comporteranno la necessità di effettuare il conguaglio dell’importo dovuto.

Per calcolare l’importo del saldo IMU in scadenza il 16 dicembre 2019 è quindi necessario come prima cosa verificare se il proprio Comune abbia o meno pubblicato una nuova delibera.

In sede di versamento del saldo IMU quindi i contribuenti saranno chiamati a verificare nuovamente le aliquote fissate dal Comune e, in caso di modifiche, versare l’eventuale quota aggiuntiva a conguaglio.

Andiamo ora al dunque e vediamo come calcolare l’IMU 2019, con tutte le istruzioni ed un utile esempio pratico.

Calcolo IMU 2019: ecco come fare

Per poter fare il calcolo IMU 2019 è necessario essere a conoscenza dei seguenti elementi:

  • Comune in cui è ubicato l’immobile;
  • rendita e categoria catastale dell’immobile;
  • aliquota;
  • eventuali esenzioni, detrazioni ed agevolazioni.

Il primo passo è rappresentato dalla consultazione della delibera del Comune. Per consultare aliquote ed agevolazioni stabilite a livello locale è possibile accedere al sito del MEF, attraverso il quale mediante un motore di ricerca interattivo è possibile visionare l’aliquota ed il regolamento del Comune di proprio interesse.

L’aliquota per il calcolo IMU 2019 dovrà essere applicata alla base imponibile, determinata dal valore dell’immobile per il quale bisognerà versare il saldo IMU entro la scadenza del 16 dicembre.

Istruzioni calcolo IMU 2019: base imponibile e coefficienti catastali

Per il calcolo della base imponibile IMU bisogna essere in possesso della rendita e del coefficiente catastale dell’immobile. La rendita catastale dovrà essere preventivamente rivalutata del 5%.

La formula per calcolare la base imponibile l’IMU 2019 è la seguente:

Rendita catastale x 1,05 (maggiorazione del 5%) x coefficiente catastale dell’immobile

coefficienti catastali per il calcolo IMU 2019 sono i seguenti:

Categoria catastaleCoefficienteTipologia di immobile
Da A/1 a A/11 (escluso A/10)160abitazioni di tipo: signorile, civile, economico, popolari, ultrapopolari, rurali, villini, ville, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, alloggi tipici dei luoghi
A1080Uffici o studi privati
Da B1 a B8140Collegi e convitti, case di cura e ospedali non a scopo di lucro, prigioni e riformatori, uffici pubblici, scuole e laboratori, biblioteche, musei, gallerie, accademie, circoli
C/155Negozi e botteghe
C/2, C/6, C7160Magazzini e locali di deposito, stalle, scuderie, tettoie
C/3, C/4, C/5140Laboratori per arti e mestieri, fabbricati e locali per esercizi sportivi non a scopo di lucro, stabilimenti balneari
Da D/1 a D/10 (escluso D/5)65Opifici, alberghi e pensioni, teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili, case di cura ed ospedali, fabbricati e locali per esercizi sportivi ..

Una volta determinata la base imponibile IMU sarà necessario applicare l’aliquota 2019 di riferimento.

Calcolo IMU 2019: esempio numerico

Prendiamo ad esempio il caso del Signor Bianchi, contribuente possessore di una seconda casa nel Comune di Roma appartenente alla categoria catastale A/3 e con rendita catastale di euro 600,00.

Per il calcolo IMU 2019 bisognerà procedere nella seguente modalità:

  • rivalutazione del 5% della rendita catastale > 600*5% > 630,00 euro;
  • applicazione del coefficiente catastale > 630,00*160 > 100.800;
  • applicazione aliquota IMU > 100.800*10.6% > 1.068,48 euro.

Nel nostro esempio di calcolo IMU 2019 l’importo complessivo dovuto è pari a 1.068,48 euro. La somma dovrà essere versata in due rate pari al 50% dell’importo complessivo, ovvero:

  • 534,24 euro entro il 17 giugno 2019, scadenza acconto IMU;
  • 534,24 euro entro il 16 dicembre 2019, scadenza saldo IMU.

In sede di versamento del saldo IMU sarà necessario controllare se il proprio Comune ha pubblicato una nuova delibera e in caso di variazione delle aliquote previste sarà necessario ricalcolare l’importo dovuto e versare l’eventuale somma aggiuntiva a conguaglio.

In sede di calcolo IMU 2019 bisognerà inoltre tenere a mente le agevolazioni, esenzioni e riduzioni previste: ad esempio l’IMU è dovuta al 75% per gli immobili locati con contratto a canone concordato, al 50% in caso di comodato d’uso gratuito tra genitori e figli.

Il calcolo IMU 2019 effettuato ha valore esemplificativo. Si consiglia di verificare sempre l’aliquota stabilita dal proprio Comune per evitare errori.

Calcolo IMU 2019: scadenze e modalità di pagamento

Come ricordato, l’IMU 2019 si paga in due distinte scadenze:

IMU 2019Scadenza
acconto – prima rata17 giugno 2019
saldo – seconda rata16 dicembre 2019

Le modalità di pagamento sono diverse.

Si può pagare l’IMU con modello F24, utilizzando l’apposito codice tributo messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate e seguendo le istruzioni di compilazione indicate. L’F24 per il pagamento dell’IMU potrà essere pagato in banca, posta o presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Il pagamento potrà essere effettuato in contanti per importi non superiori a 2.999 euro.

I titolari di partita IVA, invece, dovranno pagare l’IMU con modello F24 telematico (possibilità ammessa per tutte le categorie di contribuenti). In questo caso le modalità di pagamento sono le seguenti:

  • tramite le opzioni di internet banking che sono offerti da vari intermediari convenzionati con l’Agenzia delle Entrate come banche e Poste Italiane;
  • utilizzare i servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle entratecome F24 Web o F24 Online;
  • per mezzo di ulteriori intermediari (Caf, professionisti o assciazioni)abilitati al servizio.

Sarà inoltre possibile pagare con bollettino da compilare indicando oltre all’importo da pagare anche il codice relativo al comune, il numero di immobili per i quali si intende pagare la tassa e se il versamento corrisponde al saldo o all’acconto.

Nuova IMU e abolizione TASI: cosa cambia con la Legge di Bilancio 2020

Nuova IMU e abolizione della TASI: la Legge di Bilancio 2020ridisegna i contorni delle tasse sulla casa, che saranno accorpate ed unificate.

È nel testo del Disegno di Legge di Bilancio 2020, depositato in Senato il 3 novembre 2019, che sono contenute le novità sulla tassazione degli immobili. La nuova IMU sostituirà ed abolirà la IUC, fatta accezione per la TARI, la tassa sui rifiuti.

Ad essere abolita sarà invece la TASI, che verrà unificata con l’imposta municipale propria.

La Legge di Bilancio 2020 dovrà quindi definire le regole alla base della tassa unica sulla casa, e già il DdL presentato in Senato stabilisce aliquote, base imponibile, esenzioni e soggetti obbligati al pagamento.

Resta l’esenzione sull’abitazione principale e sugli immobili assimilati, così come le due scadenze del 16 giugno e del 16 dicembre. Sparisce invece la solidarietà nel pagamento della TASI tra inquilini e proprietari per la casa in affitto.

Analizziamo nel dettaglio cosa cambia con la Legge di Bilancio 2020 e come sarà la nuova IMU, la tassa unica sulla casa che promette di semplificare, sia per i contribuenti che per gli Enti locale, il pagamento dell’imposta patrimoniale per eccellenza.

Nuova IMU e abolizione TASI: cosa cambia con la Legge di Bilancio 2020

È all’articolo 95 che il Disegno di Legge di Bilancio 2020 depositato in Senato fissa le regole che faranno da base alla nuova IMU, imposta che porterà all’abolizione dell’ICI (articolo 1, comma 639, legge n. 147/2013), salvo che per le disposizioni relative alla TARI.

Presupposto della nuova IMU sarà il possesso di immobili, ad eccezione dell’abitazione principale. Anche dal 2020 resterà esente la prima casa, e le relative pertinenze, ad eccezione degli immobili considerati di lusso in base alla classificazione catastale.

A pagare la nuova IMU saranno i possessori di immobili, cioè il proprietario, il titolare del diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi.

La tassa unica sulla casa, che porterà all’abolizione della TASI, cancella il principio della solidarietà nel pagamento dell’imposta sui servizi indivisibili sulle case in affitto: l’inquilino sarà totalmente “scaricato” dall’obbligo di pagare in solido con il proprietario una quota dell’imposta, che attualmente è fissata tra il 10% ed il 30%.

Nuova IMU 2020, base imponibile per il calcolo della tassa sulla casa

Per il calcolo della nuova IMU 2020 la base imponibile da considerare è costituita dal valore degli immobili.

Per quelli iscritti in catasto, bisognerà applicare alla rendita rivalutata del 5 per cento i seguenti moltiplicatori:

  • 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
  • 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale E e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
  • 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;
  • 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
  • 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

La base imponibile per il calcolo dell’imposta sarà ridotta del 50 per cento per i fabbricati di interesse storico o artistico, per quelli dichiarati inagibili, inabitabili e non utilizzati, così come per l’immobile concesso in comodato d’uso tra genitori e figli ed utilizzato come abitazione principale.

Nuova IMU, aliquota base dell’8,6% con facoltà di aumento da parte dei Comuni

L’aliquota base della nuova IMU, che comprenderà anche la TASI, sarà pari allo 0,86 per mille (8,6%), ed i Comuni, con delibera, potranno scegliere di aumentarla fino al 10,6% ovvero diminuirla, fino all’azzeramento.

Per l’abitazione principale di lusso, l’aliquota sarà pari allo 0,5%, con facoltà di aumento di un ulteriore 0,1% ovvero di riduzione e azzeramento.

La Legge di Bilancio 2020 stabilisce che dal calcolo dell’imposta dovuta sulla casa di lusso e sulle relative pertinenze si detraggono un massimo di 200 euro, rapportati al periodo dell’anno in cui l’immobile è usato come abitazione principale.

Scadenza nuova IMU confermata: prima rata il 16 giugno, seconda il 16 dicembre

La nuova IMU prende molte delle regole alla base della IUC, tra cui le scadenze. Il versamento dell’imposta sulla casa potrà essere effettuato in due rate, con scadenza fissata il 16 giugno ed il 16 dicembre di ciascun anno (ovvero in acconto e saldo).

Entro la scadenza del 16 giugno i contribuenti dovranno pagare la metà dell’imposta complessivamente dovuta per l’anno, applicando l’aliquota e la detrazione dei dodici mesi dell’anno precedente.

giugno 2020, la prima rata da corrispondere sarà pari alla metà di quanto versato a titolo di IMU e TASI per l’anno 2019.

Il versamento della rata a saldo della imposta dovuta per l’intero anno è eseguito, a conguaglio, sulla base delle aliquote deliberate dal Comune, entro il 28 ottobre di ciascun anno.

Nuova IMU, per Confedilizia è peggiore della IUC

Quelle sopra riportate sono le regole alla base della nuova IMU, così come predisposte dal Governo con il Disegno di Legge di Bilancio 2020. Non è da sottovalutare, però, il passaggio parlamentare della Manovra che, tra emendamenti e passi indietro della Maggioranza, potrebbe portare allo stravolgimento di quanto previsto ad oggi.

Per la nuova IMU 2020 le modifiche sono tra l’altro dietro l’angolo, anche per via della forte protesta di Confedilizia. La nuova tassa unica sulla casa viene definita come peggiore delle precedenti IMU e TASI dal Presidente Giorgio Spaziani Testa.

La nuova patrimoniale sugli immobili viene criticata in diversi punti: dall’aliquota di base, all’incremento fino all’11,4% per alcuni Comuni (come Roma o Milano), fino all’aumento della tassazione per i proprietari di immobili in affitto, a seguito dell’abolizione della suddivisione della TASI tra inquilini e proprietari.

Il destino della tassazione immobiliare dal 2020 si presenta quindi ancora in divenire, e sono davvero poche certezze su come sarà la patrimoniale dal prossimo anno. Il tutto dovrà esser definito entro il 31 dicembre, termine entro il quale la Legge di Bilancio 2020 – con le tante novità previste – sarà approvata dal Parlamento.

Comodato d’uso gratuito: niente dichiarazione per la riduzione IMU e TASI

Comodato d’uso gratuito, niente più obbligo di invio della dichiarazione al Comune per beneficiare della riduzione Imu e Tasi sulla seconda casa.

La novità è parte del pacchetto semplificazioni fiscali contenute nel testo della legge di conversione del Decreto Crescita, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 29 giugno 2019 ed ufficialmente in vigore dal giorno successivo.

Il Decreto Crescita, diventato contenitore di diverse misure soprattutto in ambito fiscale, modifica in maniera rilevante gli obblighi connessi ad Imu e Tasi: la scadenza dichiarazione, da inviare in caso di variazioni che modificano il presupposto impositivo, passa dal 30 giugno al 31 dicembre e parallelamente diminuiscono i casi in cui è obbligatoria.

Niente più dichiarazione Imu per la casa concessa in comodato d’uso gratuito tra genitori e figli, questa una delle novità che si applicherà già dall’anno in corso e che semplifica le procedure previste per l’applicazione dello sconto Imu e Tasi.

Comodato d’uso gratuito: niente dichiarazione per la riduzione IMU e TASI sulla seconda casa

È con l’articolo 3-quater della legge di conversione del Decreto Crescita che viene abolito l’obbligo di invio della dichiarazione per la riduzione Imu e Tasi sugli immobili concessi in comodato d’uso gratuito tra parenti in linea retta di primo grado.

L’obbligo di presentare la dichiarazione IMU viene meno anche al fine di ottenere la riduzione del 75% di Imu e Tasi sugli immobili a canone concordato. Non sarà più necessario attestare il possesso dei requisiti per beneficiare dell’agevolazione, così come viene meno ogni altro onere di dichiarazione e comunicazione.

L’obiettivo alla base dell’eliminazione dell’obbligo di inviare la dichiarazione Imu segue la logica per la quale non è necessario che il contribuenti attesti il possesso dei requisiti per beneficiare di agevolazioni il cui presupposto è già noto al Comune.

Per quel che riguarda i contratti di comodato d’uso gratuito, anche ai fini della riduzione Imu e Tasi, è previsto l’obbligo di registrazione, che mette l’Agenzia delle Entrate e gli enti interessati a conoscenza dei requisiti per fruire dello sconto.

La novità contenuta nella legge di conversione del DL n. 34/2019 non modifica i requisiti previsti per fruire delle agevolazioni Imu e Tasi.

Casa in comodato, sconto Imu e Tasi del 50%

È pari al 50% lo sconto Imu e Tasi riconosciuto al contribuente che concede la propria casa in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado.

Regole e requisiti per beneficiare dello sconto sulle due imposte sulla casa sono state introdotte con la Legge di Stabilità 2016 che, oltre a confermare l’esenzione Imu e Tasi sulla prima casa, ha introdotto la possibilità di riduzione della base imponibile per la casa concessa in comodato d’uso gratuito.

La riduzione Imu e Tasi sulla casa in comodato si applica solo qualora il contratto di comodato sia regolarmente registrato entro 20 giorni in caso di contratto scritto o presentando richiesta all’Agenzia delle Entrate in caso di contratto verbale.

Restano queste le regole fondamentali per beneficiare dello sconto sulle due imposte sulla casa, mentre viene definitivamente meno l’obbligo di invio della dichiarazione Imu per attestare il possesso dei requisiti previsti.

IMU e TASI, scadenza acconto il 17 giugno. Chi paga, esenzioni ed agevolazioni

Il secondo appuntamento sarà a dicembre, quando accanto al saldo per molti vi sarà anche l’amara sorpresa del conguaglio e di possibili aumenti dovuti allo sblocco delle aliquote introdotto dalla Legge di Bilancio 2019.

Poco cambia per il calcolo della prima rata, tenuto conto che molti Comuni non hanno ancora pubblicato le nuove delibere (attese entro il 28 ottobre). Qualche certezza resta in tema di esenzioni ed agevolazioni, così come resta inalterato il perimetro di chi paga l’acconto IMU e TASI in scadenza il 17 giugno.

Sono pressoché identiche le regole per il versamento dell’acconto di IMU e TASI, salvo i diversi codici tributo da utilizzare per chi paga con modello F24 e la ripartizione della TASI tra inquilini e proprietari.

Facciamo quindi il punto su tutte le istruzioni da tenere a mente in vista della scadenza del 17 giugno 2019.

Scadenza IMU e TASI, il 17 giugno alla cassa per l’acconto

Se di norma la scadenza dell’acconto IMU e TASI è fissata al 16 giugno di ogni anno, nel 2019 slitta di un giorno cadendo di domenica. Entro lunedì 17 giugno i possessori di una seconda casa, di prima casa di lusso, così come le società e chi vive in affitto (in specifici casi) dovranno versare la prima rata delle due imposte sulla casa.

Le scadenze che riguardano IMU e TASI sono due:

  • la prima (acconto) è fissata come anticipato al 16 giugno (17 giugno nel 2019);
  • la seconda (saldo) è fissata al 16 dicembre.

Il primo passo da compiere per i tanti soggetti tenuti al versamento delle due imposte è verificare le delibere del proprio Comune sul sito del MEF, per capire quali sono le aliquote da utilizzare per il calcolo e se, rispetto alle regole dell’anno precedente, vi sono state modifiche (aumenti o riduzioni).

Il tema degli aumenti di IMU e TASI ha dominato la scena negli ultimi mesi, perché per via della mancata proroga del blocco delle aliquote dei tributi locali, gli Enti potranno scegliere liberamente se aumentare le aliquote (entro i limiti massimi previsti per legge).

Nella maggior parte dei casi, sarà in sede di calcolo e versamento del saldo che la situazione si complicherà. Fino al 28 ottobre i Comuni potranno pubblicare le nuove delibere e, in caso di aumenti, sarà necessario versare la differenza rispetto al calcolo effettuato in sede di versamento della prima rata.

Il “balletto delle aliquote” IMU e TASI non cambia tuttavia le regole generali ed è bene approfondire su chi paga e quali le agevolazioni ed esenzioni fiscalipreviste per il 2019.

Acconto IMU e TASI 2019, chi paga entro la scadenza del 17 giugno

soggetti obbligati a pagare l’acconto IMU e TASI nel 2019 sono tutti coloro che possiedono o detengono un immobile. Rientrano nella categoria di contribuenti chiamati alla cassa entro la scadenza del 17 giugno tutti coloro che detengono un diritto reale sulla casa o sul terreno, anche in caso di residenza all’estero per le persone fisiche ovvero di società con sede legale in un Paese diverso dall’Italia.

Tuttavia non sono dovute IMU e TASI sulla prima casa (l’abitazione principale), ovvero quella in cui il contribuente dimora e ha la residenza anagrafica. Anche in possesso dei requisiti di cui sopra, le due imposte si pagano se la prima casa rientra tra gli immobili di lusso.

Riportiamo di seguito un’utile tabella riepilogativa che illustra caso per caso chi paga l’IMU e la TASI in relazione alla tipologia di fabbricato:

Tipologia fabbricatoIMUTASI
abitazione principale cat. catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7esclusaesclusa
abitazione principale cat. catastali A/1, A/8 e A/9soggetta a impostasoggetta a imposta
altri fabbricatisoggetti a impostasoggetti a imposta
fabbricati rurali strumentaliesclusisoggetti a imposta
aree fabbricabilisoggette a impostasoggette a imposta
terreni agricolisoggetti a impostaesclusi

Scadenza IMU e TASI 2019, chi non paga l’acconto. Esenzioni e riduzioni

Non sempre chi possiede o detiene una casa o un fabbricato è tenuto al versamento di IMU e TASI.

Oltre all’abitazione principale, l’esenzione IMU si applica nei seguenti casi:

  • unità immobiliari adibite ad abitazione principale di soci assegnatari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa;
  • alloggi classificati come sociali ai sensi del decreto del 22 aprile 2008 del Ministero delle infrastrutture;
  • casa coniugale assegnata al coniuge dal provvedimento del giudice in caso di separazione o divorzio;
  • unità immobiliare in possesso del personale di servizio permanente delle Forze armate o della Polizia, dei Vigili del Fuoco e del personale della carriera prefettizia non concesso in locazione;
  • una sola unità immobiliare di proprietà di un cittadino italiano residente all’estero e iscritto all’AIRE solo se già pensionato nel Paese dove risiede e se l’immobile non risulta né locato né utilizzato per un comodato d’uso.

Per quel che riguarda la TASI, non si paga per gli immobili che rientrano nelle seguenti categorie:

  • sono di proprietà indivisa di cooperative edilizie e che sono abitazione principale dei soci;
  • sono stati classificati come alloggi sociali;
  • sono dimora coniugale assegnata dalla sentenza del giudice in caso di divorzio o separazione;
  • sono proprietà delle forze armate senza essere però locati;
  • rifugi alpini non custoditi, punti d’appoggio e bivacchi;
  • terreni agricoli;
  • sono di proprietà di anziani o disabili residenti in istituti di ricovero, non essendo locati (esenzione prevista soltanto qualora il Comune abbia previsto una specifica assimilazione ad abitazione principale).

IMU e TASI, per gli immobili in comodato d’uso c’è lo sconto del 50%

Accanto alle esenzioni, la legge prevede alcune agevolazioni nel calcolo IMU e TASI, anche nel 2019, e una di queste riguarda la seconda casa concessa in comodato d’uso gratuito tra parenti in linea retta entro il primo grado.

L’agevolazione, che consiste in uno sconto del 50% dell’importo dovuto (da applicare mediante una riduzione della base imponibile per il calcolo, spetta nel caso in cui l’immobile venga concesso in comodato d’uso gratuito tra genitori o figli nel rispetto di specifici requisiti:

  • l’immobile deve essere utilizzato dal comodatario come abitazione principale;
  • l’immobile concesso in comodato d’uso gratuito non deve rientrare tra le categorie catastali di lusso (A/1, A/8 e A/9);
  • il comodante deve possedere un solo immobile in Italia oltre alla casa principale;
  • il comodante deve avere residenza e dimora abituale nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato d’uso;
  • il comodante deve presentare la dichiarazione Imu per attestare il possesso dei requisiti sopra indicati.

Si ricorda inoltre che dal 1° gennaio 2016 è prevista una riduzione del 25% per le unità immobiliari locate a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, che dunque è dovuta in misura pari al 75% dell’imposta determinata sulla base delle aliquote stabilite dal comune.

IMU e TASI con regole diverse in caso di affitto

Assodato che l’inquilino non paga mai l’IMU, per la TASI sono previste regole differenti. In questo caso – ed in quota parte – anche chi vive in una casa in affitto è tenuto al versamento della tassa sui servizi indivisibili.

Se l’affittuario o l’occupante ha come prima casa l’immobile in questione è esentato dal versamento della TASI. Nel caso ciò non avvenga ciascuno dei due soggetti dovrà provvedere al pagamento della propria quota.

In assenza di particolari regolamenti comunali la TASI relativa all’immobile deve essere pagata per il 90% da parte del proprietario e per il 10% da parte dell’occupante. A seconda del comune quest’ultima percentuale può salire fino al 30% provocando la relativa diminuzione dell’importo dovuto dal proprietario del diritto reale sull’immobile.

L’Imu sulla casa? Si paga finché mancano residenza e dimora

Il quesito.A luglio 2018 ho acquistato un’abitazione, nello stesso Comune in cui risiedo, fruendo per la prima volta delle agevolazioni “prima casa”, e donando contestualmente a un mio genitore l’immobile dove attualmente risiedo e del quale risultavo già proprietario. Considerate prossime le nozze, devo effettuare il cambio di residenza nel nuovo immobile. Su quest’ultima abitazione devo pagare l’Imu come seconda casa, dal momento dell’acquisto fino alla variazione di residenza? Mi spetta pagare anche la Tari, e da quale periodo? Il termine di 18 mesi, che la normativa mi concede per la variazione della residenza, a cosa si riferisce? 

La risposta. Occorre tenere distinte le agevolazioni che il fisco erariale concede per l’acquisto di una prima casa, da quelle previste dalla disciplina dei tributi comunali. 

Per quanto riguarda l’Imu, per poter considerare un fabbricato come abitazione principale, il soggetto passivo vi deve stabilire residenza anagrafica e dimora abituale. Pertanto, dal mese di luglio 2018 e fino alla data in cui il lettore vi stabilirà la propria dimora e residenza, l’immobile sarà assoggettato come seconda casa, con l’utilizzo dell’aliquota ordinaria.

La Tari è dovuta invece in caso di possesso e detenzione di locali suscettibili di produrre rifiuti. Normalmente i regolamenti comunali presumono che l’abitazione sia suscettibile di produrre rifiuti se vi sono gli allacci ai servizi in rete e/o del mobilio. Se l’abitazione è priva di allacci e di mobilio, allora non si può considerare suscettibile di produrre rifiuti e quindi non sarà assoggettabile alla Tari.

Fonte: ILSole24ore

SALDO IMU 2018 DA OGGI LE SANZIONI CON RAVVEDIMENTO OPEROSO

E’ scaduto ieri 17 dicembre il termine di pagamento del saldo IMU

A partire da oggi 18 dicembre i ritardatari potranno mettersi in regola beneficiando della riduzione delle sanzioni prevista dal ravvedimento operoso. Sarà più conveniente pagare entro 14 giorni dalla scadenza ordinaria: la sanzione è pari allo 0,1% dell’ordinario per ogni giorno di ritardo, più interessi.
Dopo l’appuntamento di giugno, che ha visto chiamati alla cassa i proprietari di immobili e terreni per il pagamento dell’acconto, la scadenza di ieri riguardava la seconda rata della TASI (imposta sui servizi indivisibili) e dell’ Imu (imposta municipale propria).

Per il pagamento si dovrà utilizzare il modello F24 e i codici tributo appositamente istituiti dall’Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda il calcolo dell’importo dovuto entro il 17 dicembre, nella maggior parte dei casi si replica quanto già pagato con la prima rata di giugno, versando il restante 50% della somma complessivadi Imu e Tasi dovuta per l’anno in corso. Oltre tale data si provvede a calcolare ed aggiungere le sanzioni e gli interessi previsti dal ravvedimento operoso:

.entro il 14° giorno dalla scadenza del termine in cui il pagamento doveva essere eseguito, la sanzione è pari allo 0,1% dell’imposta per ogni giorno di ritardo

dal 15° giorno al 30° giorno dalla scadenza del termine in cui il pagamento doveva essere eseguito, la sanzione è pari al 1,5% dell’imposta dovuta

Dal 31° giorno al 90° giorno dalla scadenza del termine in cui il pagamento doveva essere eseguito, la sanzione è pari al 1,67% dell’imposta dovuta

dopo 90 giorni dalla scadenza del termine in cui il pagamento doveva essere eseguito, e entro il termine per la presentazione della dichiarazione, cioè entro il 30 giugno dell’anno successivo all’anno nel quale è stata commessa la violazione, la sanzione è pari al 3,75% dell’imposta dovuta.
Gli interessi da applicare sono gli interessi legali (0,1% annuo fino al 31/12/2017, 0,3% annuo dal 01/01/2018) con maturazione giorno per giorno.