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Modello 730, niente dichiarazione per la casa assegnata al coniuge separato

Ho il 75% della proprietà dell’abitazione principale (codice 1) assegnata al coniuge separato, che ha il restante 25 per cento. Come dobbiamo compilare il quadro B dei rispettivi modelli 730/2019?

I redditi fondiari concorrono a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale. La giurisprudenza ha spesso affermato che il provvedimento di assegnazione della casa coniugale ha natura di diritto personale di godimento e non di diritto reale (Cassazione n. 4719/2006, n. 17843/2016), con la conseguente esclusione di una soggettività passiva in capo al coniuge assegnatario.

I chiarimenti

L’agenzia delle Entrate aveva affrontato la questione nella circolare 17E/2006, affermando che al coniuge assegnatario della casa familiare non può essere imputato il reddito dell’immobile, a meno che lo stesso non sia comproprietario. 

Il chiarimento derivava da un quesito posto dalla stampa specializzata, la quale chiedeva di conoscere le ragioni che avevano determinato la modifica delle istruzioni del modello 730 che non riportavano più la precisazione secondo la quale è assimilabile ai diritti reali il diritto di abitazione spettante sulla casa adibita a residenza familiare al coniuge separato.

L’applicazione dell’Imu

Sulla questione è poi intervenuto il legislatore che, con il DL 16/2012, all’articolo 4, comma 12-quinquies ha chiarito che, ai soli fini dell’applicazione dell’Imu, l’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione. Si evidenzia l’incoerenza con le imposte dirette.

Le istruzioni

Considerato, quindi, che le istruzioni ai modelli dei Redditi continuano a non far cenno al coniuge separato e che il legislatore ha previsto una norma ai soli fini Imu, si ritiene corretto che ciascun coniuge dichiari nel quadro B del proprio modello 730 la quota di proprietà dell’immobile. Ovviamente, se ricorrono i requisiti per la prima casa il reddito non concorre a formare la base imponibile.

Detrazione spese intermediazione immobiliare nel modello 730/2019

Detrazione spese intermediazione immobiliare nel 730/2019: i contribuenti che hanno acquistato una casa, da adibire ad abitazione principale, e si sono affidati a un intermediario immobiliare, riconosciuto dalla legge numero 39 del 1989, hanno diritto a uno sconto Irpef del 19% sul compenso erogato, fino al limite massimo di 1.000 euro.

Dall’asilo nido alle visite specialistiche, passando per la retta per la mensa scolastica, ci sono una serie di costi che possono essere portati in detrazione al momento della dichiarazione dei redditi, tra gli altri anche le spese di intermediazione immobiliare danno diritto a una riduzione dell’imposta.

Per usufruirne è necessario, è necessario compilare correttamente il modello 730/2019 seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e rispettando le condizioni stabilite dall’articolo 15 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

Detrazione spese intermediazione immobiliare fino a 1.000 euro nel modello 730/2019

Chi ha acquistato un’abitazione nel corso del 2018 e si è servito di un’agenzia immobiliare può usufruire della detrazione del 19% sulle spese di intermediazione fino a un massimo di 1.000 euro.

Il requisito fondamentale per usufruirne è che l’immobile acquistato diventi l’abitazione principale del contribuente, ovvero quella in cui dimora abitualmente insieme ai suoi familiari.

Il contribuente, dunque, deve inserirla nei registri anagrafici o deve produrre un’autocertificazione per indicarla come tale.

Per poter portare in detrazione i costi delle spese di intermediazione immobiliare, la l’immobile acquistato deve essere adibito ad abitazione principale entro lo stesso termine previsto per la detrazione degli interessi passivi su mutui stipulati per la stessa e, quindi, di regola entro un anno precedente o successivo alla data della stipulazione del contratto di mutuo.

Detrazione spese intermediazione immobiliare nel modello 730/2019: chi può beneficiarne

Gli acquirenti dell’immobile hanno diritto all’agevolazione sulle spese di intermediazione immobiliare, a patto che il relativo importo sia indicato nell’atto di cessione dell’immobile.

L’art. 35, comma 22, del DL n. 223 del 2006 dispone che all’atto della cessione dell’immobile, anche se assoggettata ad IVA, le parti hanno l’obbligo di rendere apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietàindicando le modalità di pagamento del corrispettivo.

Ciascuna delle parti ha l’obbligo di dichiarare:

  • se si è avvalsa di un mediatore e, nell’ipotesi affermativa, di fornire i dati identificativi del titolare, se persona fisica, o la denominazione, la ragione sociale ed i dati identificativi del legale rappresentante, se soggetto diverso da persona fisica, ovvero del mediatore non legale rappresentante che ha operato per la stessa società;
  • il codice fiscale o la partita IVA;
  • il numero di iscrizione al ruolo degli agenti di affari in mediazione e della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di riferimento per il titolare ovvero per il legale rappresentante o mediatore che ha operato per la stessa società;
  • l’ammontare della spesa sostenuta per tale attività e le analitiche modalità di pagamento della stessa.

Se l’unità immobiliare è acquistata da più persone, la detrazione, nel limite di 1.000 euro, va ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprietà.

L’agevolazione non spetta, invece, se le spese sono state sostenute nell’interesse di un familiare a carico.

Sono esclusi dal beneficio anche i contribuenti che vendono l’abitazione: anche se si affidano a un’agenzia immobiliare e sostengono delle spese, non possono usufruire dello sconto Irpef.

Detrazione spese intermediazione immobiliare: come compilare il 730/2019 e i documenti da conservare

I contribuenti che hanno diritto ad accedere alla detrazione Irpef del 19% sulle spese di intermediazione immobiliare sostenute nel 2018, fino a un importo massimo di 1.000 euro, seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate nella compilazione del modello 730/2019.

Lo spazio dedicato a detrazioni e deduzioni è il “quadro E”, più in particolare in questo caso bisogna far riferimento ai righi da “E8 a E10 – Altre spese”, nei quali vanno inseriti i dati che seguono:

  • nella colonna 1, il codice “17” che identifica i compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare;
  • nella colonna 2, i costi sostenuti.

L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili”della Certificazione Unica con il codice onere 17.

I contribuenti che beneficiano della detrazione del 19% per le spese di intermediazione immobiliare devono conservare la documentazione che segue:

  • fattura rilasciata dall’intermediario immobiliare;
  • preliminare registrato;
  • atto di compravendita da cui risultino i requisiti previsti dalla legge n. 296 del 2006
  • autocertificazione attestante che l’immobile è destinato ad abitazione principale.

Con la circolare numero 20 del 2011, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti sui documenti necessari per la detrazione sulle spese di intermediazione immobiliare:

  • non spetta se la fattura rilasciata dall’intermediario immobiliare è intestata ad un soggetto non proprietario;
  • nel caso in cui la fattura è intestata ad un solo proprietario ma l’immobile è in comproprietà, al fine di ammettere pro-quota alla detrazione anche il comproprietario che non è indicato nella fattura, sarà necessario integrare il documento con i dati anagrafici del comproprietario mancante;
  • se la fattura è intestata al proprietario dell’immobile e ad un altro soggetto non proprietario, per consentire la detrazione dell’intero importo all’unico proprietario, è necessario che in fattura venga specificato (o integrato) che l’onere è stato sostenuto solo da quest’ultimo.

Modello 730/2019 congiunto: come fare, vantaggi e istruzioni

Modello 730/2019 congiunto: come si presenta e chi può inviare un’unica dichiarazione dei redditi?

A fornire le istruzioni su quando si può fare il 730 congiunto è l’Agenzia delle Entrate. In linea generale tale possibilità riguarda coniugi e persone unite civilmente,

Per congiungere i due modelli di dichiarazione dei redditi bisognerà indicare come “dichiarante”, nel frontespizio del modello, il coniuge che ha come sostituto d’imposta il soggetto al quale viene presentata la dichiarazione, oppure quello scelto per effettuare i conguagli d’imposta negli altri casi.

Allo stesso modo, per chi presenta il modello 730 precompilato 2019 sarà possibile unire le due dichiarazioni in sede di invio, seguendo alcuni semplici passaggi riportati nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Quando si può presentare la dichiarazione dei redditi modello 730/2019 in forma congiunta e quali sono i dati da indicare e le informazioni da inserire? Di seguito alcuni chiarimenti e una guida con tutte le istruzioni necessarie.

Modello 730 2019 congiunto: chi può presentarlo e istruzioni

Per poter presentare la dichiarazione dei redditi congiunta almeno uno dei coniugi o uniti civilmente dovrà essere in possesso dei requisiti necessari per la presentazione del modello 730/2019.

In questi casi, tutti possono decidere di presentare la dichiarazione dei redditi insieme, inviando un unico modello 730.

I soggetti che possono presentare il 730 precompilato o ordinario congiunto sono:

  • coniugi;
  • uniti civilmente (Legge Cirinnà).

Non potranno presentare la dichiarazione dei redditi in forma congiunta le coppie conviventi, ovvero non sposati o non uniti civilmente.

Non è l’unico caso in cui non si può presentare la dichiarazione dei redditi modello 730 congiunto. Secondo quanto previsto, sono esclusi da questa possibilità i seguenti soggetti:

  • quando si presenta il modello 730 per conto di persone incapaci e minori;
  • quando si sceglie – o si è obbligati – a presentare la dichiarazione modello Redditi Persone Fisiche (ex modello Unico);
  • quando si verifica il decesso del coniuge prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come presentare il modello 730 congiunto 2019

La dichiarazione dei redditi congiunta può essere presentata compilando e indicando le informazioni richieste nel modello 730/2019 dai soggetti sopra indicati tramite Agenzia delle Entrate, Poste Italiane o richiedendo la consulenza di intermediari abilitati o Caf.

Per presentare il 730 in forma congiunta è necessario indicare la propria scelta sul frontespizio del modello.

Il coniuge dichiarante dovrà barrare le caselle:

  • Dichiarante;
  • Dichiarazione congiunta.

L’altro coniuge, invece, dovrà soltanto barrare la seconda casella.

Non si tratta dell’unico adempimento necessario: ai fini dei rimborsi fiscali e delle detrazioni, nella dichiarazione dei redditi congiunta i coniugi dovranno indicare il sostituto d’imposta che dovrà erogarli e il Caf o il commercialista presso cui è stato presentato il modello 730/2019.

Modello 730 precompilato congiunto

Anche chi invia il modello 730/2019 precompilato può effettuare la dichiarazione in forma congiunta.

In base a quanto riportato nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, tutti e due i coniugi o uniti civilmente dovranno essere in possesso delle credenziali per accedere al Cassetto Fiscale.

Nella dichiarazione congiunta chi presenta la dichiarazione è indicato come dichiarante; l’altro è definito coniuge. Entrambi devono qualificarsi: uno come dichiarante, l’altro come coniuge. È sempre necessario inserire il codice fiscale dell’altro nel prospetto dei familiari.

I contribuenti dovranno compilare ciascuno la propria dichiarazione dei redditi e soltanto in sede di trasmissione bisognerà unire i due modelli 730, selezionando una delle seguenti voci che verranno proposte sul sito dell’Agenzia delle Entrate

Modello 730 precompilato congiunto: le istruzioni per il coniugeSe si vuole presentare il modello 730 precompilato congiunto come coniuge, dopo aver completato la compilazione della propria dichiarazione dei redditi bisognerà selezionare la voce “Sì, come coniuge” e salvare.

Dopo aver verificato il prospetto di liquidazione, sarà necessario entrare nella sezione stampa e conferma per:

  • vedere l’esito del 730 (se a debito o a credito);
  • visualizzare e stampare il modello pdf provvisorio;
  • confermare la dichiarazione come coniuge selezionando l’apposito pulsante.

Gli utenti Fisconline dovranno inoltre confermare l’operazione inserendo il proprio Codice Pin.

Quando l’altro coniuge sceglierà a sua volta la dichiarazione congiunta e si qualificherà come dichiarante, le informazioni della precompilata saranno accorpate in un’unico modello 730 congiunto, che verrà messo a disposizione nell’area riservata del coniuge dichiarante.

L’invio della dichiarazione congiunta può essere effettuato soltanto dal dichiarante che non potrà visualizzare le tue scelte dell’8, 5 e 2 per mille.

Modello 730 congiunto: le istruzioni per il dichiarante

Il soggetto dichiarante, dopo aver completato la compilazione del proprio modello 730, dovrà selezionare l’apposita voce nella sezione “Dichiarazione congiunta” e salvare.

Dopo aver verificato il prospetto di liquidazione della dichiarazione dei redditi, sarà necessario entrare nella sezione stampa e invia per:

  • verificare l’esito del calcolo della dichiarazione congiunta. L’esito è disponibile solo se il coniuge ha completato la sua dichiarazione;
  • visualizzare e stampare il modello pdf provvisorio contenente i propri dati e quelli del coniuge;
  • inviare la dichiarazione congiunta selezionando “Invia”. Se sei utente Fisconline devi, inoltre, inserire il Codice Pin. Se sei utente SPID o Inps non devi inserire il Codice Pin;
  • verificare la ricevuta relativa all’invio.

È possibile cambiare idea e non presentare il modello 730 congiunto in ogni momento e fino a quando non è trasmessa la dichiarazione.

Dopo aver descritto i punti principali su come devono fare i coniugi per presentare un’unica dichiarazione dei redditi, vediamo perché conviene e quali sono i vantaggi del modello 730/2019 congiunto.

I vantaggi

I coniugi che presentano la dichiarazione dei redditi modello 730/2019 in forma congiunta possono beneficiare di importanti vantaggi.

Con la dichiarazione dei redditi congiunta viene in sostanza elaborato un unico modello 730/2019, contenente i redditi di ambedue i coniugi che però vengono considerati distinti dal punto di vista fiscale. In sostanza i redditi dichiarati non formano un unico reddito ma restano separati e, di conseguenza, tassati separatamente.

La possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi e il modello 730/2019 congiunto è particolarmente vantaggiosa nel caso in cui uno dei coniugi o degli uniti civilmente non abbia sostituto d’imposta; in questo caso sarà possibile avvalersi del datore di lavoro del coniuge per scaricare e detrarre spese mediche, scolastiche, universitarie e via discorrendo.

Eventuali rimborsi verranno erogati dal sostituto d’imposta del contribuente dichiarante direttamente in busta paga.

Detrazione farmaci nel modello 730/2019: istruzioni e spese detraibili

Ecco regole ed istruzioni per la compilazione del modello 730/2019 in merito alle spese detraibili e quelle che invece non rientrano in dichiarazione dei redditi.

farmaci sono alcune delle spese detraibili con il modello 730/2019che saranno già indicati nel modulo di dichiarazione dei redditi precompilata dall’Agenzia delle Entrate.

La detrazione di farmaci è pari al 19% della spesa sostenuta, ma la possibilità di beneficiare del rimborso è subordinato al rispetto di specifiche regole e requisiti.

Per controllare se è possibile beneficiare della detrazione per i farmaci, per il 19% della spesa sostenuta al netto della franchigia di 129,11 euro, bisognerà far riferimento a quanto indicato nello scontrino parlanterilasciato dalla farmacia, all’interno del quale dovranno essere indicati alcuni dati essenziali.

Di seguito vedremo punto per punto quali farmaci possono essere portati in detrazione fiscale con il modello 730/2019 e quali invece le regole sulla detraibilità dei parafarmaci in dichiarazione dei redditi.

Ricordiamo inoltre che esclusivamente per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018, i contribuenti potranno portare in detrazione fiscale anche le spese per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali, ad esclusione degli alimenti per lattanti.

Detrazione farmaci nel modello 730/2019, istruzioni e requisiti

La detrazione di farmaci e medicine è una delle voci più importanti che fanno parte della categoria di spese sanitarie detraibili in dichiarazione dei redditi.

Per controllare se farmaci potranno essere portati in detrazione con il modello 730/2019 bisognerà far riferimento a quanto indicato nella fattura o nello scontrino parlante, al cui interno dovranno essere presenti obbligatoriamente i seguenti dati:

  • natura dell’acquisto;
  • qualità del prodotto;
  • quantità del prodotto;
  • codice fiscale del destinatario.

La possibilità di richiedere la detrazione Irpef del 19% riguarda anche i farmaci acquistati online, ma esclusivamente qualora si tratti di medicine non soggette ad obbligo di prescrizione. È possibile inserire nel modello 730/2019 la spesa relativa all’acquisto di farmaci in esercizi commerciali autorizzati alla vendita a distanza (l’elenco è disponibile sul sito del Ministero della Salute)

Elenco farmaci e medicine detraibili con il modello 730/2019

Nello scontrino fiscale, per poter stabilire se la spesa è detraibile o meno con il modello 730/2019, è necessario che sia indicata la parola “farmaco” o “medicinale”, anche attraverso le seguenti sigle:

  • OTC (medicinale da banco);
  • SOP (senza obbligo di prescrizione);
  • Omeopatico;
  • abbreviazioni come MED e F.CO;
  • TK (ticket) o FC (farmaco anche omeopatico).

Non è necessario che nello scontrino sia indicato il nome commerciale del prodotto acquistato, ma sarà invece richiesta l’indicazione del numero di autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco; indicazione che tuttavia non sarà necessaria quando è presente la dicitura “ticket”.

Anche i medicinali omeopatici possono essere portati in detrazione con il modello 730/2019 così come le cosiddette preparazioni galeniche.

Preparazioni galeniche ammesse in detrazione nel 730

farmaci preparati in farmacia, le preparazioni galeniche, possono essere portate in detrazione con il modello 730/2019 qualora la spesa sostenuta risulti certificata con documenti in cui sia indicata:

  • la natura della spesa (“farmaco” o “medicinale”);
  • la qualità (in questo caso preparazione galenica);
  • la quantità;
  • codice fiscale del destinatario.

La spesa potrà essere certificata anche con fattura, in caso di difficoltà per la farmacia di emissione dello scontrino parlante per tale tipologia di medicinale.

Detrazione farmaci nel modello 730/2019: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Come sottolineato, quindi, per poter beneficiare della detrazione per i farmaci sarà necessario che nello scontrino sia indicata la natura della spesa secondo le diciture “farmaco” o “medicinale” o con le diverse sigle sopra elencate.

Le spese detraibili saranno indicate già all’interno del modello 730 precompilato; nel caso di errori, tuttavia, sarà possibile modificare online la dichiarazione dei redditi predisposta dall’Agenzia delle Entrate e a partire dal 2 maggio.

Non sono detraibili o deducibili, invece, le spese mediche identificate con la dicitura “parafarmaci”, quali ad esempio integratori alimentari, prodotti fitoterapici, colliri e pomate, anche se acquistati in farmacia, e anche se assunti a scopo terapeutico su prescrizione medica (Risoluzione 22.10.2008 n. 396).

Non sono detraibili, quindi, neppure gli integratori alimentari. Un chiarimento, in questo senso, si ritiene necessario per la detrazione riconosciuta invece per gli alimenti a fini medici speciali.

Detrazione alimenti a fini medici speciali nel modello 730/2019

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto, per il 2017 e per il 2018, la possibilità di portare in detrazione del 19% con la dichiarazione dei redditi gli alimenti a fini medici speciali.

Gli AFMS detraibili sono quelli indicati nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del decreto del Ministro della sanità 8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001, con l’esclusione di quelli destinati ai lattanti.

Anche in questo caso, per poter beneficiare della detrazione fiscale e del rimborso Irpef, la spesa dovrà essere certificata da fattura o scontrino parlante, in cui dovranno essere specificati natura, qualità e quantità del prodotto acquistato e codice fiscale del destinatario.

Detrazione farmaci modello 730/2019, documenti da conservare e controllare

Per la detrazione di farmaci, anche omeopatici, acquistati all’estero o onlinepresso farmacie, supermercati o altri esercizi commerciali bisognerà conservare e controllare i seguenti documenti:

  • Fattura o scontrino fiscale (cosiddetto parlante) in cui devono essere specificati natura (farmaco o medicinale, OTC, ecc.), qualità (codice alfanumerico) e quantità del prodotto acquistato nonché il codice fiscale del destinatario;
  • Per il farmaco acquistato all’estero idonea documentazione come indicato nella circ. n. 34 del 2008;
  • Prestazioni rese da medici generici (anche omeopati): ricevuta fiscale o fattura rilasciata dal medico Certificati medici per usi sportivi, per la patente, per apertura e chiusura malattie o infortuni, per pratiche assicurative e legali;
  • Alimenti a fini medici speciali, inseriti nella sezione A1 del Registro Nazionale di cui all’articolo 7 del DM 8 giugno 2001: fattura o scontrino fiscale parlante oppure, integrazione sui documenti di spesa del codice fiscale e attestazione del rivenditore dalla quale risulti la natura, la qualità e la quantità del prodotto venduto e la riconducibilità degli stessi tra gli alimenti indicati nella sezione A1 del Registro nazionale. Se lo scontrino non riporta tali dati in aggiunta al documento di spesa deve essere prodotta l’attestazione del rivenditore dalla quale risulti che il prodotto è riconducibile tra gli alimenti destinati a fini medici speciali inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del decreto del Ministro della Sanità 8 giugno 2001 e non è destinato ai lattanti.

Modello 730 precompilato 2019.Novità e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

Modello 730 precompilato 2019 al via da oggi, 15 aprile: ecco tutte le novità e le istruzioni per l’accesso alla dichiarazione pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.

Modello 730 precompilato al via dal 15 aprile 2019. Prende il via ufficialmente la stagione della dichiarazione dei redditi, con le novità illustrate nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

A partire dal pomeriggio del 15 aprile 2019 che i contribuenti, accedendo alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate potranno visualizzare la dichiarazione dei redditi precompilata.

Dal 2 maggio sarà possibile accettare o integrare il modello 730 precompilato e, dal 10 maggio, sarà attiva la funzione di compilazione assistita del quadro E relativo alle spese detraibili e deducibili dal reddito.

Debutterà sempre dal 10 maggio una delle novità presentate dall’Agenzia delle Entrate, ovvero la possibilità di scegliere la modalità di compilazione semplificata, in alternativa alla modalità tradizionale, per modificare in maniera guidata tutto il quadro E della dichiarazione, per esempio per aggiungere un onere detraibile o deducibile che non compare tra quelli già inseriti dall’Agenzia o modificare gli importi delle spese sostenute.

Sarà il sistema a ricalcolare in automatico il totale delle spese detraibili e deducibili, sulla base dei nuovi dati e di eventuali limiti previsti dalla legge, e a inserire il totale nei campi del quadro E.

Una dichiarazione precompilata che diventa sempre più completa: a partire dal 2019 entrano in dichiarazione dei redditi i dati delle spese detraibili relative ai lavori sulle parti comuni dei condomini che danno diritto al bonus verde, così come debutta nel 730 online anche la nuova assicurazione contro le calamità.

Tutte le istruzioni nel dettaglio e l’elenco dei dati che saranno inseriti nel modello 730 precompilato 2019 sono contenuti nel provvedimento pubblicato il 12 aprile dall’Agenzia delle Entrate.

Modello 730 precompilato 2019 al via, novità e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

Sono due le date da segnare in rosso sul calendario in merito al modello 730 precompilato 2019:

  • dal pomeriggio di lunedì 15 aprile è possibile visualizzare online la dichiarazione dei redditi precompilata;
  • dal 2 maggio e fino alla scadenza del 23 luglio sarà possibile accettare ovvero modificare il proprio 730 precompilato inserendo nuovi dati rispetto a quelli indicati dall’Agenzia delle Entrate.

La possibilità di modificare la dichiarazione precompilata si accompagnerà ad una delle novità annunciate nelle istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate.

I contribuenti potranno scegliere la modalità di compilazione semplificata che consentirà di modificare il quadro E in maniera guidata, aggiungendo un onere detraibile o deducibile o modificare gli importi delle spese sostenute.

Così come comunicato dall’Agenzia delle Entrate, una volta fatte le modifiche, sarà il sistema a ricalcolare in automatico gli oneri detraibili e deducibili, sulla base dei nuovi dati e di eventuali limiti previsti dalla legge, e a inserire il totale nei campi del quadro E.

Come accedere al modello 730 precompilato 2019

Per accedere al modello 730 precompilato 2019 sarà necessario essere in possesso di una delle seguenti credenziali:

  • SPID;
  • Fisconline;
  • INPS;
  • CNS.

Una volta entrati nella propria area riservata presente nella sezione online dedicata alla dichiarazione dei redditi sarà possibile controllare nel dettaglio tutti i dati e, dal 2 maggio, accettare la dichiarazione così com’è o integrarla e modificarla prima dell’invio. Per queste operazioni resta la possibilità di rivolgersi a un Caf o delegare un professionista.

Agenzia delle Entrate – provvedimento 12 aprile 2019Accesso alla dichiarazione 730 precompilata da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati

Sempre più dati nel modello 730 precompilato 2019

L’elenco dei dati che saranno inseriti nel modello 730 precompilato 2019 si allarga sempre di più.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto le dichiarazioni dei redditi indicando quelli inviati dagli enti esterni (come studi medici, farmacie, banche, assicurazioni, università, ecc.) e dai datori di lavoro tramite le certificazioni uniche, più le informazioni relative alle nuove spese detraibili:

“Complessivamente, il paniere dei dati pre-compilati raggiunge quota 960 milioni e supera del +3,8% il totale dei dati caricati nel 2018, mentre la funzionalità di compilazione assistita, disponibile dal prossimo 10 maggio, si estende a tutto il quadro E.”

L’elenco completo dei dati relativi a spese detraibili o deducibili che saranno presenti nel modello 730 precompilato è indicato dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento pubblicato il 12 aprile 2019:

  • quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso;
  • premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni e premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi;
  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare;
  • spese sanitarie e relativi rimborsi;
  • spese veterinarie;
  • spese universitarie e relativi rimborsi;
  • contributi versati alle forme di previdenza complementare;
  • spese funebri;
  • spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e agli interventi finalizzati al risparmio energetico;
  • spese relative ad interventi di sistemazione a verde degli immobili;
  • erogazioni liberali nei confronti delle ONLUS, delle associazioni di promozione sociale, delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico e delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica;
  • spese per la frequenza degli asili nido.